Povera di acque e con umile mormorio scende la Dora fra le roccie di
Gimonte a destra e quelle del Chiabertone a sinistra, montagne che
ricordano il passaggio di Annibale, e così vicine l'una all'altra,
che nei loro tortuosi laberinti par vogliano stringercisi addosso e
soffogarci.
Quale spettacolo di spavento in primavera quando le valanghe spiccatesi
dall'alto e attraversata la via, si accavallano su la Dora, formando un
varco, sotto cui mormora il fiumicello, mentre sovra massi di ghiaccio
e di neve si tragitta con bestie e carri non altrimenti che su d'un
ponte artifiziale!
Uscendo da anguste gole, si spira aria più libera, e più estesa vi
si apre la veduta de' monti e delle valli, toccando il ponte della
_Comba_, sotto il quale scorre la Dora, che accogliendo il tributo
di molti rivoletti, ora a cielo aperto mostra le chiare acque, ora
modestamente le nasconde sotto le ombre dei pini e dei salici; e qua
arginata o libera, colà in ampio letto spaziando, mormora e spumeggia,
e, discesa in Cesana, al norte del paese presso un picco selvoso
del Chiabertone si disposa al grosso torrente _Ripa_, da cui piglia
l'aggiunto di _Riparia_.