_GOLDONI in veste da camera al braccio di NICOLETTA, dalla sinistra.
DETTI._
NICOL. — Tortoreggiano, bravi! _(a Goldoni)_ C'è la nostra brava Pierina
che s'è ricordata di noi.
GOLD. — Brava davvero!
PIER. — (Povero avvocato, non è più che un'ombra!) Sono proprio io,
venuta apposta... per...
BATT. _(pigliando il cartoccio dei pasticcetti dalla paniera)_. — Farvi
assaggiare due pasticci fatti da lei... _(sottovoce a Pierina)_ Per
questa volta al fornitore resteranno quelli che fa lui... _(a Goldoni)_
Senta che profumo!
GOLD. — Squisito... ma non mi sento... Da qualche giorno non ho più
voglia di nulla...
NICOL. — Ma un po' di brodo, ora che hai riposato, lo devi prendere per
farmi piacere.
GOLD. — Per farti piacere, sia... Pierina, vieni qui vicino... Ti fai
più bella tu.
PIER. — Che dice, avvocato? Si vede proprio che non ci vede bene!
NICOL. _(andata al canterano in fondo per pigliarvi un bricco)_. — Oh!
le belle ragazze le vede ancora!
GOLD. — Vedi, Pierina? Per causa tua mia moglie diventa gelosa! Troppo
tardi, Nicoletta; ma ad ogni modo sta sicura che delle infedeltà non te
ne faccio più!
NICOL. _(mette il bricco a scaldare sul braciere)_. — Ci conto, badiamo!
PIER. — Se me lo permettono, ritornerò più tardi... sono vicina...
GOLD. — Mi fai un piacere a me — e due a Battistino.
PIER. — Signora Nicoletta, serva sua... _(a Battistino sottovoce)_ A
questa sera...
NICOL. — Addio, Pierina, a rivederci. _(Pierina esce dal fondo con
Battistino)_
GOLD. — Bella gioventù, tesoro della vita! Avessi almeno il mio
eccellente stomaco d'una volta, non sentirei tanto il freddo!
NICOL. — Carlo, siamo oramai a mezzo febbraio... Ma chi è che parla così
forte sulla scala?
GOLD. — Se fosse qualche amico che si ricordasse di noi? Dove sono
andati tutti quelli che c'hanno fatto tante feste in fine del settembre?
Voi mi nascondete delle brutte cose, lo sento!
NICOL. — Zitto... C'è Balletti... la Bertinazzi... sia lodato Iddio!
GOLD. — Venite! Venite, amici, e siate benedetti!