PIER. — Un piatto per metterci un pasticcetto!
BATT. — Per mangiarmelo con tutto il comodo e la riflessione che merita.
PIER. — Che stamberga! E a che piano siete venuti!
BATT. — Oh! al sesto... (perchè non c'era il settimo...) per l'aria, la
luce... _(guardando il pasticcetto nel piatto)_ Deve essere squisito...
ma ora che ci penso... sarà meglio che lo dia all'avvocato.
PIER. — E allora quest'altro a sua moglie. Due più, due meno!
BATT. — Sicuro... E al nipote, quel bravo Tonino, nulla?
PIER. — Ma allora sono tre... Via diamogliene uno anche a Tonino... Ma
siete proprio ridotti agli sgoccioli?...
BATT. _(sottovoce)_. — Non rimangono neanche più le sgocciolature!
PIER. — E il vostro credito?
BATT. — Credito?! Lo vedete, Pierina, questo foglio di carta bollata da
una lira? Ebbene basta che io ci metta il mio nome sopra perchè non
valga subito più nulla!
PIER. — Ma io non voglio che il mio fidanzato si riduca così al
lumicino.
BATT. — Che lumicino d'Egitto? Se non sono più in carne è perchè sono
degli Stuck che possono essere unti, ma grassi mai! E sto benone! Ho
sempre un appetito... Ma che buon odore mandano questi pasticcetti!
_(mette il piatto sul canterano)_
PIER. — Ve ne ho già dati tre... _(un gesto di Battistino)_ ma voi non
ne avete avuto nessuno... _(gliene porge un altro)_
BATT. _(stendendo la mano)_. — Non vorrei essere indiscreto...
PIER. — Ma tiriamo via e lasciatemi parlare. Il mio nuovo padrone, ve
l'ho già detto, è un fornitore d'armata. Ora siccome andiamo a Nizza ad
aspettare che l'esercito francese abbia preso Torino...
BATT. — Aspetterete un pezzo.
PIER. _(seguitando)_ — ... il padrone cerca un giovane segretario che
sappia l'italiano per portarselo con sè, bene stipendiato, alloggiato,
nutrito e con un tanto per cento sulle forniture, quattro cose.
BATT. — E stare accanto a Pierina che ne vale dieci.
PIER. — Stare accanto? Ma il padrone a cui ho raccontato tutto, è
contento che ci sposiamo subito!
BATT. — Troppa felicità in una volta!
PIER. — Ma bisogna partire domani!