_Il DOTTORE dalla sinistra del teatrino. DETTI._
DOTT. — Voi parlate e favellate di ridere, ed io screpolo di rabbia!
COLOMB. — Con chi l'avete, eccellentissimo Dottore?
DOTT. — Salve, _foemina_! L'ho con quel mostro policromo di Arlecchino,
che, senza alcun rispetto per un Dottore della mia circonferenza, dice
che se non voglio recitare nel _Burbero_, è segno che sono un asino, sì,
_asinus, vel buricchius_; e così io laureato senza aver aperto un libro,
io famigerato prima di aver fatto checchessia comechessia; io delizia
del pubblico per i miei insensati, ma spontanei spropositi in ogni
scibile e ignorabile, dovrò dare il pessimo esempio ai miei discepoli di
studiare prima di professare, di pensare prima di dire? Ah _Arlecchinus,
non ego doctor in utràque et in utrìque, sed tu buricchius, terque,
quaterque asellus_!