_GOLDONI e NICOLETTA dalla destra al proscenio, in abito di gala tutti e
due. DETTI._
GLI ALTRI _(affollandosi attorno a Carlo e Nicoletta)_. — Cento di
questi giorni!
GOLD. — Oh che piacere, che consolazione mi date!
NICOL. — Grazie, grazie proprio di cuore a tutti!
GOLD. — La Riccoboni, la mia _Yenny_! Ma questo è un onore che io non
merito... _Tò un baso, vecia!_ _(la bacia)_
MARIA. — E a me nulla?
GOLD. — Anche a te, la mia Farinelli!... Come recitavi... quando c'ero
io in teatro! Brava, ti conservi sempre bella!
MARIA. — Bella con cinque icchese sulle spalle?
GOLD. — Sono bello io con otto e mezzo!
EMILIA. — Carletto, non sono degna io di esser baciata da cotanto
amante? Oh scusa, Nicoletta!
GOLD. — Niente scuse, mia moglie sa che se io sono un così bel
vecchietto, è tutto merito suo!
NICOL. — Padron mio, dal momento che non dice nulla Rinaldi!
RINALDI. — Goldoni è irresistibile!
ROSALIA. — E io rimango a bocca asciutta?
GOLD. — Figurati, a te ne do due! — Nicoletta, la colpa non è mia, è
dell'usanza francese, la più bella delle vostre usanze, quella che
voglio portare a Venezia: baci a tutto spiano! A proposito, Agironi — a
te non ne dò, sei troppo brutto — ma ti ringrazio di essere venuto ad
abbracciarmi prima di partire. A Venezia cercami subito un quartiere, a
Riva, al sole. — Ah! Rinaldi, quella è un'aggiunta che avresti da
copiare per le mie memorie! — Bravo Bouchard! — Bravo Legendre: avete
visto che la montagna non si moveva per andare a Belleville, e voi siete
venuti verso di essa...
NICOL. _(andata in fondo colle altre signore)_. — Carlo, guarda che bei
fiori! E confetti, e cioccolato... Quanto siete buoni! _(scende presso
Goldoni, seguita dalle altre)_ Sai che cosa mi pare oggi? Che sia il
primo giorno del nostro matrimonio!
GOLD. — Delle nozze, vuoi dire; perchè il primo giorno di matrimonio io
aveva la febbre, e mica soltanto la febbre dell'amore, la febbre del
vaiuolo! Eh che disdetta? Ma siccome, dopo la burrasca, finisce sempre
per splendere il sole, il vaiuolo è sparito e mi è rimasta questa buona
e bella moglie.
GLI ALTRI. — Bravo!
NICOL. — Buona, mi sono ingegnata; bella, mai, e in ogni modo sarebbe
troppo da un pezzo per ricordarlo.
GOLD. — Senti, Nicolina — io per mia moglie ho due diminutivi
accarezzativi, Nicoletta ogni giorno che Domineddio manda in terra, e
Nicolina nelle grandi occasioni solenni — senti: per gli occhi del
cuore... _(alle altre)_ voi altre è inutile che mi facciate l'occhio di
pesce morto... tu sei sempre la più bella!...
GLI ALTRI. — Bravo! bravo!
ANT. — Più basso!
GOLD. — Che c'è ora? Non si può più applaudire Goldoni?
ANT. — Sì, sempre; ma è meglio non gridare... _(si odono tre colpi dalla
sinistra)_