ANT. — Se volete favorire nel salotto, potrete anche combinare colla
signorina Farinelli per la parte della ragazza nel _Burbero_.
ROS. — La so a memoria e vedrete mirabilia! A proposito, quando
ritornate a Venezia?
ANT. — Sono quattr'anni che si domanda e che gli Ambasciatori ci
lusingano; ma non se ne farà nulla. Il governo della Serenissima, quando
lo zio non ci sarà più, farà come me, che dirò: oh fosse ancora vivo, di
quante maggiori cure, di quanta maggior tenerezza vorrei circondare la
sua vecchiaia e quanto sarei più eloquente per onorarlo! Ma, mentre
prevedo che avrò un rimorso, non so fare di più! _(si avviano al salotto
a destra)_.
RICCOB. — Ma il pubblico italiano?
ANT. — Gli farà, quando sarà morto, un monumento..... Ma lasciamo questo
discorso e favorite... _(voce di Nicoletta: Battistino!)_
BATT. — Penso io a trattenerla..... _(rispondendo)_ Vengo subito!
(Sono usciti dalla destra prima Bouchard e la signora
Rinaldi, poi Rinaldi e Legendre, indi Agironi colla
Bertinazzi ed Antonio colla Riccoboni. Balletti,
vistosi portar via Susanna, s'affretta ad offrire il
suo braccio alla figliuola della signora Farinelli; ma
questa ha già preso quello di Gandini. Pierina esce dal
fondo, e Mattiuzzi offre ridendo a Balletti il suo
braccio).
BALL. _(a Batt.)_ — Ma che si va a fare là dentro?
BATT. — È vero che c'hai messo ottantacinque anni a perdere la memoria,
ma ci sei riescito bene!... _(spinge fuori Balletti, chiude la porta e
va incontro a Nicoletta)_ — Che cosa mi comanda?