SCENA VIII.

_Detti_, FINN (_da sinistra con una lettera va dalla signora Jnger_).

FINN. Vi ho cercato da per tutto.

JNGER. Che cosa c’è?

FINN. (le dà la lettera) L’ha portata un ragazzo di Drontheim con

un’ambasciata.

JNGER. Fate vedere (apre la lettera) Da Drontheim? Che vorrà dire ciò?

(scorre la lettera con un’occhiata) Dio mio! Di lui! E qui nel paese...

(la legge in fretta).

GLI UOMINI. (vanno a cercare delle armi nella sala).

JNGER. (tra sè) Dunque vien qui questa notte. Si tratta di combattere

di prudenza e non colla spada.

HUK. Basta, buoni contadini, basta, credo che adesso siamo armati

abbastanza. Possiamo metterci in cammino.

JNGER. (con modo imperioso) Nessuno lascerà oggi il paese.

HUK. Ma nobile signora, adesso il vento è favorevole e potremo

attraversare il fiord.

JNGER. Si farà come ho detto.

HUK. Dobbiamo aspettare fino a domani?

JNGER. Fino a domani ed anche di più. Nessun uomo armato deve lasciar

oggi Östrot (segni di malcontento).

UN CONTADINO. Noi andremo lo stesso, sig. Jnger.

MOLTI ALTRI. Sì, andremo lo stesso.

JNGER. (si avanza verso di loro) Chi l’osa?

TUTTI. (tacciono).

JNGER. (dopo una breve pausa) Ho pensato meglio. Che ne sapete voi

gente del popolo, delle cose di Stato? Come potete presumere di

saperne più di me? Voi dovete cercare di sopportare per un po’ ancora

l’oppressione ed il giogo. E queste mie parole del resto non possono

affliggervi, nè sorprendervi, se pensate che anche noi signori non

abbiamo al dì d’oggi niente da stare allegri. Riponete le armi nella

sala. Più tardi vi paleserò la mia volontà. Andate.

La signora Inger di Östrot · 第 15 / 74 题