_Detti_, FINN (_da sinistra con una lettera va dalla signora Jnger_).
FINN. Vi ho cercato da per tutto.
JNGER. Che cosa c’è?
FINN. (le dà la lettera) L’ha portata un ragazzo di Drontheim con
un’ambasciata.
JNGER. Fate vedere (apre la lettera) Da Drontheim? Che vorrà dire ciò?
(scorre la lettera con un’occhiata) Dio mio! Di lui! E qui nel paese...
(la legge in fretta).
GLI UOMINI. (vanno a cercare delle armi nella sala).
JNGER. (tra sè) Dunque vien qui questa notte. Si tratta di combattere
di prudenza e non colla spada.
HUK. Basta, buoni contadini, basta, credo che adesso siamo armati
abbastanza. Possiamo metterci in cammino.
JNGER. (con modo imperioso) Nessuno lascerà oggi il paese.
HUK. Ma nobile signora, adesso il vento è favorevole e potremo
attraversare il fiord.
JNGER. Si farà come ho detto.
HUK. Dobbiamo aspettare fino a domani?
JNGER. Fino a domani ed anche di più. Nessun uomo armato deve lasciar
oggi Östrot (segni di malcontento).
UN CONTADINO. Noi andremo lo stesso, sig. Jnger.
MOLTI ALTRI. Sì, andremo lo stesso.
JNGER. (si avanza verso di loro) Chi l’osa?
TUTTI. (tacciono).
JNGER. (dopo una breve pausa) Ho pensato meglio. Che ne sapete voi
gente del popolo, delle cose di Stato? Come potete presumere di
saperne più di me? Voi dovete cercare di sopportare per un po’ ancora
l’oppressione ed il giogo. E queste mie parole del resto non possono
affliggervi, nè sorprendervi, se pensate che anche noi signori non
abbiamo al dì d’oggi niente da stare allegri. Riponete le armi nella
sala. Più tardi vi paleserò la mia volontà. Andate.