VIII.

Ma questo padre di romantici, questo romantico in potenza, come

ha dallo studio de' classici tanto derivato di virtù e d'eleganza

all'eloquio e al verso, che è tutto classico, e avrà discepolo il

classico Foscolo, così ha audacie di realismo sano che tra i romantici

nostri nessuno poi vorrà e saprà osare. In più luoghi del _Giorno_ le

potrei additare: evidenti sono nelle odi. Se non avessimo innanzi ciò

che il poeta seppe fare, e che è spesso un capolavoro, si direbbe che

egli volesse vincere bizzarre scommesse: prese i metri della canzonetta

anacreontica o dell'ode oraziana, quali gli Arcadi le avevano foggiate,

e vi trattò delle fogne, e peggio, che impestavano Milano; trattò

dell'innesto del vaiolo, dell'evirazione, della chinachina. Perchè, con

le odi innanzi, non pensiamo più, neppur da lontano, alla singolarità

di tali argomenti? Ciò accade perchè il poeta non li ha cercati e

scelti a prova di virtuosità tecnica e d'ingegno sottile, ma essi

son venuti spontanei a lui filantropo che pensava il pubblico bene, a

lui artista che dentro ogni aspetto della vita, per umile che fosse,

sentiva la vita inesausta, grande, immortale, che empie ed anima tutte

quante le cose.

Nè meno arrischiate le espressioni; e pur quanto appropriate, vive,

efficaci! Le vaganti latrine con spalancate gole che ammorbano la

città, il ladro per fame che mangia i rapiti pani con sanguinose

mani, il cappello insudiciato di fango e il vano bastone che raccoglie

dalla via e restituisce al vecchio poeta quel pietoso cittadino, sono

immagini e frasi delle quali la poesia europea, non che l'italiana, non

aveva da un pezzo le eguali per energia ed efficacia. Roberto Burns, lo

schietto contadino scozzese, non nacque che nel 1759.

La Vita Italiana nel Settecento: Conferenze tenute a Firenze nel 1895 · 第 73 / 100 题