L’amore fu per lei il più grande avvenimento della vita, e inalzò il
suo cuore, e col cuore l’ingegno, alle più elevate regioni poetiche.
Il contrasto della volontà paterna, la lotta, il dramma che ne seguì,
dettero al suo amore per l’illustre poeta Roberto Browning, tutte
le tempeste e l’estasi di una vera passione. Alla fine furono uniti
in sacro legame questi due insigni e differentissimi ingegni. L’una
passionata, ardente, subiettiva; l’altro calmo, impassibile, obiettivo,
profondo e inesorabile scrutatore del cuore umano e della natura.
Elisabetta Barrett resta sempre la stessa: Roberto Browning, o faccia
parlare un contemporaneo di Gesù o una cantante del secolo decimonono,
Saul o Andrea del Sarto, Calibano o San Giovanni, un frate spagnolo
o Pacchiarotto, ti trasporta subito in quella data epoca, respiri
l’atmosfera di quel tempo, e vedi quel luogo.
Fra le poesie della signora Browning, quelle che vanno sotto il titolo
fittizio di _Sonetti dal portoghese_ serbano traccia immortale di
quegli anni di passione. Fra i molti bellissimi scelgo e traduco questi
due sulle _Lettere d’amore_ e sui _Primi baci_.
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«Le mie lettere! fogli morti, muti e bianchi! eppure stasera esse
sembran rivivere e palpitare fra le mie mani tremanti che sciolgono
il laccio e le lasciano cader qui sulle mie ginocchia. Questa, diceva
che egli desiderava vedermi una volta come un amico. In questa, egli
fissava un giorno di primavera per venire solamente a toccar la mia
mano, cosa tanto semplice e che pure mi fece piangere.... Questa,
di carta sì fine, diceva: — Cara, io ti amo: — e però l’inchiostro è
sbiadito dal tenerla sempre sul cuore, che battea troppo forte.... E
questa.... o amore, le tue parole avrebbero mal profittato, se ciò che
questa diceva io osassi sol di ripeterlo.»
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«La prima volta ch’ei mi baciò, baciò solamente le dita di questa mano
con cui ora scrivo: e da quel giorno essa divenne più delicata e più
bianca, restìa ai saluti mondani, pronta ai cenni delle cose celesti.
Un anello di ametista non potrei portarlo al dito più visibile agli
occhi miei di quel suo primo bacio. Il secondo, cercò la fronte, e
mezzo si perse cadendo fra i miei capelli. O dono supremo! questo
fu il crisma d’amore che con santificante dolcezza precedè la vera
ghirlanda d’amore. Il terzo fu deposto, perfetto, sulla mia bocca, e
fin d’allora, superba, potei dire: O amor mio, mio veramente!»