Persone distinte sotto ogni aspetto, la parte più eletta dei giovani
eleganti, e numerose signore già da qualche ora affluivano alla
casa del conte Battista, chè gl'inviti della Cecilia venivano sempre
accettati con gioia, perchè tutti amavano la Cecilia; e sebbene fosse
bella, ricca e fortunata, non v'era chi le portasse invidia, tanto
i suoi modi erano gentili ed improntati di quella schietta e cara
modestia che sa fruire dei piaceri altrui più che de' propri. Sapevano
le signore che ella sarebbe stata cordialmente contenta di trovarle
belle e di vederle brillare, e perciò, quasi a compenso, venivano in
quella sera a farle corteggio e ad accrescere così l'allegria della
festa che il marito le aveva consacrata.
Trattavasi di una città di provincia, e, più che il compassato
cerimoniale d'etichetta, avresti notato una certa affettuosa
disinvoltura di modi, che ti palesava subito come cotesto più che
altro era un lieto convegno d'amici; non mancava peraltro il lusso, la
ricchezza e il buon gusto negli abbigliamenti; la sala particolarmente
era arredata con molta leggiadria, scelta la musica, e una profusione
di lumi e di fiori, sicchè la festa prometteva di farsi oltremodo
brillante.
Il conte Battista, unico erede di una vistosa fortuna, s'era ammogliato
assai giovane, e amava teneramente la sua bella e graziosa compagna. Il
suo più dolce pensiero era di farle cara la vita e d'indovinarne ogni
desiderio. E la vita, nei due brevi anni dacchè si erano uniti, volava
per essi tutta intrecciata di rose.
Era in occasione di questa festa, ch'egli aveva fatto dipingere la
sala e acquistate alcune mobiglie di squisito lavorio, eseguite da
un bravo artefice del paese; e compiacevasi dei giudizj degli amici
venuti ad ammirare il buon gusto di quelle sue nuove ricchezze, ma
nel secreto del suo cuore un'altra gioia si aveva riserbata. Sapeva
che la Cecilia aveva fissato di comparire in quella sera in un
leggiadro abbigliamento all'orientale: or egli, al momento che si
vestiva, le aveva fatto trovare sulla sua toeletta un bel finimento
di corallo che completava in maniera veramente magnifica quel novello
capriccio della moda. E la Cecilia in così fatto costume appariva più
che mai attraente: aveva qualche cosa della poesia delle odalische;
trasportava coll'immaginazione ai sogni delle mille ed una notte. Ei la
vedeva accarezzata dagli occhi di tutti, mentre con una semplicità e
disinvoltura piena di grazia faceva gli onori di casa, le accoglienze
alle amiche, ed apriva ella stessa la danza; ma la ricompensa che in
suo cuore s'aveva ripromessa non veniva. — Ella accoglieva sempre colla
gioia e colla gratitudine d'una fanciulla la menoma attenzione del
marito; e quegli occhi sereni, che gli dicevano senza mistero tutta
la contentezza della sua anima innocente, e l'ilarità, e l'affettuosa
espressione di quella cara fisonomia lo riconducevano a' suoi anni più
giovani, ed era uno dei beni di che la provvidenza gli teneva consolata
la vita.
Ma questa volta, o non aveva aggradito, o qualche spina secreta
s'era fitta in quel cuore. Forse che la vivacità dei colori
dell'abbigliamento le togliessero il brillare della consueta sua tinta,
gli pareva pallida, e negli occhi pensierosa e come contristata, e
forzato il sorriso e perfin la voce velata da una malinconia ch'ella
indarno cercava superare.
Era più bella del consueto, ma d'una bellezza austera e meditabonda
che rivelava od una sofferenza, od una lagrima. Si ricordò allora che
gli parve così mutata fin dal giorno innanzi. Per gli apparecchi della
festa aveva voluto recarsi alla campagna onde scegliere i più bei
fiori della ricca serra che ivi tenevano. Era partita allegrissima:
aveva mille progetti, di ghirlande, di mazzolini simbolici per le
amiche, ch'ella stessa intendeva comporre e regalare; gli aveva su
questo argomento tenuto così bizzarri propositi! folleggiava come
fanno i fanciulli.... Tornò coi cristalli della carrozza ermeticamente
chiusi, e discese mesta e impallidita, come se i tanti fiori che la
circondavano l'avessero fatta languire coi loro troppo vivaci effluvj:
così almeno aveva egli interpretato; e attribuì alla stanchezza del
viaggio se lasciò che altri l'intrecciassero, e se parve dappoi poco
curarsi del tanto vagheggiato festino. Ma ora vedeva la cosa sotto un
altro aspetto, e pativa; e le più strane supposizioni gli facevano un
tormento di quegl'istanti che aveva creduto consacrare alla gioia.
Appena partite le signore, ella si era ritirata nella sua stanza da
letto. Alcuni amici trattenevano ancora il conte, che non sapeva più
come dissimulare l'angustia che lo amareggiava. Quando alla fine fu
libero, risolse di subito chiarirsi. Dopo il suo matrimonio, era questa
la prima nube che veniva a turbare la sua felicità; voleva diradarla a
costo anche di trovarci sotto il dolore. — Salì le scale mortalmente
agitato, ed aperta con precauzione la porta, rimase un istante
perplesso sulla soglia.
La campana d'alabastro, nascosta dietro le ampie cortine della
finestra, mandava una luce così debole, che non avrebbe concesso di
rilevare gli oggetti, se non fosse stata riflessa dalle candide pareti
e dai mobili tutti candidi di quel nitido santuario.
Ell'era coricata, e posava sugli origlieri come se avesse dormito. Si
appressò in punta di piedi. Era pallida fuor di misura, dalle chiuse
pupille trapelavano le lagrime, e sulla sua faccia estenuata passava
senza sospetto il dolore dell'anima, come se le fosse stata dinanzi
qualche amara visione. Allorchè sentì vicino l'alito di lui, si
riscosse, gli stese le braccia, e con un sorriso che finiva in pianto,
nascose sul suo petto la fronte coperta di rossore.
— Ma che cosa è avvenuto? ma perchè queste lagrime, buono Iddio?... —
diss'egli, accarezzandola e raccogliendo colla mano le lunghe ciocche
de' suoi capelli disciolti.
— Se tu sapessi, Battista, quel che ho veduto!... ti parrà una
fanciullaggine.... ma io non posso aver pace.... sento qui nel cuore
come un rimorso continuo....
E quando la presenza e l'affetto di lui l'ebbero alquanto rasserenata,
— O amico mio! ripigliava, io ti ho sempre detto tutti i miei pensieri:
anche quelli che qualche volta ti fanno sorridere e trattarmi da
fanciulla.... perchè tu sei buono e raddrizzi le mie idee, e la tua
parola indulgente, e il bene che ci vogliamo, m'insegnano a farmi
degna di te. E anche ieri, subito tornata dalla campagna, ti avrei
detto tutto.... ma mi pareva crudeltà turbar colle mie fantasie
l'allegria della festa che tu mi avevi preparata, e ho creduto di saper
dissimulare....
— Oh sì! come se io non ti conoscessi...! Ma non sai tu, ch'io leggo
su questa cara fronte e in questi occhi benedetti tutta l'anima tua,
e che tu non puoi patire senza ch'io divida le tue lagrime? Cecilia
mia, cavami di pena! dimmi che cosa è accaduto, così colla confidenza
e colla schiettezza di tante altre volte....
— Or bene: sono andata in campagna per la provvista dei fiori. Sapeva
delle camelie così ricche quest'anno, e degli achimenes fioriti tutti,
anche le ultime varietà che tu facesti venire e che non aveva peranco
vedute. Ero così contenta, che non mi sono neppure accorta del freddo
grande che faceva; e poi ben vestita, avvolta nella mia pelliccia, sui
soffici cuscini d'una carrozza ben chiusa, colle mani nel manicotto,
che m'importava del freddo? Oh il freddo non è per noialtri signori!
Attraverso de' miei impenetrabili cristalli io godeva della vista del
cielo, del sole nascente, dei campi tutti inargentati di pruine, e
fantasticava ai ghiribizzi dei mazzolini che voleva comporre. Ero tanto
beata e tanto immersa in cotesti miei progetti, che non mi sono neanche
mai ricordata del povero Antonio che stava sulla cassetta, e che non
avrà certo trovato piacevole il capriccio di quella mia gita così
mattutina. Arrivo, e non trovo nè Valentino, nè le chiavi della serra.
Intanto che cercavano, la gastalda mi dice, che sarà facilmente ito a
far un po' di compagnia alla Margherita ch'è malata da un mese, e la
cui figlia egli intende sposare. La Margherita, quella buona donna che
ti ha allattato, e che ti vuol tanto bene, come se fosse tua madre....
Allora mi viene in capo: voglio andarla a trovare. Mi vedrà volentieri,
io pensava, e poi le dirò di Battista, le dirò ch'egli ha gradito i
funghi portatici a regalare queste vendemmie.... perchè mi ricordava
d'averla veduta più d'una volta con un costellino di funghi, e che
dimandava di parlare con te; ma tu allora eri impedito, e volevo....
— E volevi, diss'egli, riparare la mia trascuranza, compiere per me
a un dovere verso quella povera donna, colla tua delicata cortesia
rimediare alla mia spensierataggine.... Ma ti giuro, Cecilia, non è
stato per alterigia o per mancanza di cuore!... gli è proprio che a
noialtri uomini occupati di mille impicci, certe piccole attenzioni ci
sfuggono...
Ella gli pose la mano sulla bocca e fattasi rossa continuava:
— Volevo recarle conforto e aprirmi l'adito di offerirle qualcosa, ecco
tutto. Mi feci dunque accompagnare alla sua casa. In cucina facevano
la polenta; un fumo d'affogare, e se aprivano, il vento rapiva i tizzi
e li ruzzolava sullo spazzo. Non ti so dire l'orrore di quella negra
e sucida caverna! Salii una scaletta diroccata, e davvero ho creduto
accopparmi, perchè i gradini in più luoghi mancavano, e taluni tanto
fracidi da non osare a fidarvi sopra il piede. La stanza della malata,
sotto a' coppi e al disopra della cucina, e nera come la cucina, perchè
le tavole in più d'un sito rotte proprio affatto lasciano trapelare il
fumo, che tormenta e fa tossire la poveretta che è affetta da mal di
petto... Oh Dio mio! e pensare che quella è casa nostra, e ch'e' sono
nostri affittuali!... Delle finestre non ti parlo, senza vetri già si
sa; sicchè la meschina, che è là inchiodata in letto da più d'un mese,
non ha neppure il conforto della luce.
— Ma perchè non avvisano il fattore di cotesti disordini? sclamò il
conte annuvolato.
— Ho detto anch'io la stessa cosa, ma sai quel che risposero? Gli è,
soggiuns'ella in un tuono sommesso come se titubasse, gli è che la
casa della Margherita in tale deplorabile stato, tra quelle dei nostri
coloni non è mica la sola, e a far tutti i restauri che sarebbero
proprio di prima necessità per quella povera gente, bisognerebbe,
amico mio, che noi avessimo il coraggio di rinunziare a buona parte di
cotesto vano lusso che ci circonda.
Stettero entrambi alcuni istanti in silenzio.
— Oh! ripigliò ella, se tu sapessi quel che mi diceva questa sera la
musica del nostro festino, i gioielli e la seta di cui io era coperta,
i profumi di quei nostri tanti fiori....! E anche adesso qui in
questa stanza così riccamente addobbata, in mezzo a una profusione di
finissimi lini, di ricami, di mille costosi oggetti.... veggo sempre
la Margherita.... la sento tossire, e mi pare che si tratti di nostra
madre....
— Non facciamo esagerazioni, Cecilia! Puoi credere che se avessi
soltanto immaginato tale miseria, io avrei voluto ripararla ad ogni
costo.... Poi il lusso che tu adesso condanni, sai tu a quante famiglie
si fa per nostro mezzo sorgente di onorati guadagni?
— Tutti questi argomenti che ci scusano sono passati anche per la mia
mente, e benchè io non sappia tirare le conclusioni come voialtri fate,
capisco che non sarebbe giusto rifiutar ogni agiatezza, perchè v'è
chi patisce.... Ti ricordi quando mi conducesti a vedere il giardino
inglese e il parco dei conti N.?
— Fu uno dei più bei giorni della mia vita. Tu eri allegrissima e
trovavi così ameni quei luoghi!...
— E tu pensasti subito ad erigere una serra e a modellare il nostro
giardino sul gusto di quello che mi aveva tanto piaciuto! Allora
rimodernata la casina, aperta sul tetto una terrazza, in fondo al viale
il chiosco, il boschetto d'inverno, il parco, la corte d'ingresso;
per tua cura tutto fu nuovamente abbellito. A ogni gita che facevo,
trovavo sempre qualche sorpresa. Una volta fu l'acquicella che co'
suoi graziosi rigiri e colle sue cascatelle era venuta come a dar
l'anima a que' siti; un'altra la collinetta, e poi la grotta, e poi le
artificiose rovine del castello gotico, che tu stesso inventasti, e il
cui modello in sovero deve averti costato molte ore di paziente fatica;
eppure io non me ne accorsi, se non nel giorno in cui, già tradotto in
pietra, mi si presentò all'improvviso di mezzo al verde, e pareva che
una fata lo avesse fatto balzare dal seno della terra....
— Io mi ricordo, Cecilia, soggiunse egli fissandola con dolce emozione
e passando il braccio dietro a' guanciali di lei, io mi ricordo di
tutte le care ed affettuose parole che tu mi dicesti in quel giorno!
Eravamo assisi l'uno presso dell'altro sul fusto rovesciato dell'antica
colonna che ho fatto venire dagli scavi di N.; alcune roselline
selvatiche crescevano tra i rottami del capitello, e il salice che
ci faceva ombra, mosso dalla brezza, pareva inchinarsi a baciarle.
Era assai lieta la sera, e i placidi raggi del sole che tramontava,
intersecati dal verde, ti circondavano di una luce così fantastica....
— Adesso, siccome allora, io sento tutto il valore dell'inestimabile
tesoro che il signore mi concesse nel darmi cotesto tuo cuore! Non mi
sfugge nessuna delle tue dilicate premure, nessuna delle tue continue
attenzioni.... Veggo tutto il bene che tu mi vuoi.... Pure, Battista,
invece di esserti grata, io ti ricambio oggi coll'amareggiarti!...
Gli è che dopo quel che ho veduto co' miei propri occhi, mi pare che
noi siamo cattivi! e che io ne ho la colpa, perchè fin adesso non ho
pensato che a godere.... Oh, se, invece di contentare i miei capricci,
tu avessi speso quel denaro nelle case dei nostri poveri coloni!
— Erano lavori di lusso, diss'egli; hanno peraltro impiegato molte
braccia, e dato il pane a molte famiglie....
Ma alla Cecilia pareva, che se quegli operai, invece di costruire
una grotta, un castello, i chioschi, e i tanti abbellimenti del suo
giardino, avessero lavorato nelle case dei contadini, il loro pane
sarebbe venuto fuori allo stesso, e non poteva quietarsi, e finchè
v'era tra' suoi affittuali chi pativa di freddo, o mancava di spazio,
quelle tante vanità della moda che le stavano d'intorno, le pesavano
sul cuore, e sentiva rimorso de' suoi divertimenti come se fossero
stati procacciati col sangue e colle lagrime del povero. Parlarono
a lungo, e in quella stessa notte stabilirono di migliorar subito
l'abitazione della Margherita. Colla sollecitudine e colle delicate
attenzioni di due figli affettuosi provvidero a tutti i suoi bisogni,
e la buona donna, che li aveva sempre amati con viscere di madre,
nel vedersi adesso contraccambiata, godeva di tanta felicità, e non
sapeva più neanche ricordarsi della passata trascuranza. Dopo quella
festa, la casa del conte Battista assunse come una specie di aspetto
severo. Comparivano di rado ai pubblici spettacoli, e la toeletta della
contessa s'era fatta più semplice e più modesta. In quella vece, appena
comparsa la primavera, stabilirono il loro soggiorno alla campagna,
e il villaggio cresceva e ringiovaniva a colpo d'occhio: diverse
fabbriche nuove erano surte come per incanto, le vecchie venivano
riattate, in poco tempo spirava in quei dintorni come un'aria di
agiatezza e di ben essere che consolavano il cuore. Era bello allora
per la Cecilia, goder del lusso di che la circondava l'amore del
marito, e le loro gioie s'erano fatte più pure e più serene, perchè
sentivano entrambi d'essere benedetti ed amati.