L'Oliva dopo che ebbe assistito ai funerali della sua povera cugina
tornava a casa col cuore saturato di lacrime, impaziente di abbracciare
il marito e' figlioletti, di rivedere la buona fraile; e adesso che
aveva tanto patito, ella sentiva come bisogno di confortarsi un poco
nel loro affetto. Quando fu vicina al villaggio, vide nella casa del
barone chiuse le finestre dell'appartamento della fraile. Un sinistro
presentimento le fece tremar l'anima. Fosse ammalata?.... E prima della
propria famiglia corse a vedere di lei. In cortile i cavalli attaccati,
e sulla porta del salotto il barone afflitto in vista e così stralunato
ch'ella non ardì abbordarlo, tanto più che quella fisonomia rimastale
sinistramente impressa nella sera di N.... le aveva sempre inspirato
una specie di ritrosía: tutta la servitù mostravasi mesta, come se
fosse accaduta in casa qualche grande disgrazia. In cucina trovò la
Menica che piangeva.
— Per carità, Menica, che cosa è avvenuto? dov'è la fraile?
— Oh, non la rivedremo mai più! disse la gastalda accorata. Io credeva
che fosse andata a Gorizia.... Il padrone è venuto, e la lettera
ch'ella ci ha lasciato per lui, palesa che ci ha abbandonati per sempre
e che si è ritirata in un convento.
A questa notizia l'Oliva fu percossa come da un fulmine, e non sapeva
rinvenire la parola. — Ah ch'io doveva prevederlo! continuò la Menica
afflittissima. Quando mi disse addio, ella pianse tanto!.... e poi
quel raccomandarmi di salutare i suoi amici.... quel ricordarsi di
ognuno.... Quell'anima santa ha voluto fin nell'ultimo momento far
del bene a tutti quelli che conosceva; e anche di te, Oliva, si è
ricordata; anche del tuo ultimo bambino.... — E la condusse disopra per
consegnarle i doni che le aveva destinati e per ripeterle le ultime
parole di affetto con cui si era divisa da quelle persone e da quei
luoghi che aveva tanto amato.
La lettera ch'ella aveva lasciata allo zio diceva così:
«Mio buon Padre!
»Permettete che nel dividermi per sempre da voi, io faccia ancora
uso di questo nome benedetto che mi concesse la vostra tenerezza. È
l'orfana che voi avete raccolta, la creatura che vi piacque ricolmare
dei vostri benefizj, la figliuola del vostro amore, la vostra Cati,
o mio buon padre, che ora viene a darvi il suo ultimo addio! Indarno
ho cercato dissimulare a me stessa la ferita crudele che questa
lettera recherà al vostro cuore amoroso. Oh tutti i miei giorni
dovevano esservi consacrati! e io avrei voluto domare il dolore che mi
distrugge, perchè l'aspetto della mia felicità compensasse in qualche
maniera il tanto bene che voi mi avete fatto. Ma un destino, contro
al quale oramai io più non valgo a lottare, mi comanda di ritirarmi
nel santuario del Signore a pregare e a piangere per il mio povero
paese. — Mi sta dinanzi la vostra santa immagine paterna, e intendo
di parlarvi senza velo, anzi di aprirvi tutto il mio cuore, come se
fossi inginocchiata a' vostri piedi e voi mi deste la vostra ultima
benedizione.
»Nata di sangue italiano, nulla ha potuto cancellare l'affetto grande
che mi legava alla mia terra, qualunque si fossero i suoi destini.
Lontana, unica consolazione della mia vita erano le sue memorie;
tornata, non vissi che delle sue speranze. Se Iddio le avesse
benedette, e la mia nazione fosse adesso libera ed indipendente,
forse io avrei potuto accettare lo sposo, che credendo di farmi
felice voi mi avevate destinato. Tra i figli di due paesi egualmente
liberi, egualmente potenti, bella l'unione del sangue! Ella è
preludio di quella santa alleanza, che nel cospetto di Dio stringerà
un giorno come altrettante sorelle tutte le nazioni della terra.
Ma finchè v'è chi abusa della forza e chi patisce, cotesta fraterna
eguaglianza non esiste, e tra gli oppressi e gli oppressori sorge un
muro di separazione che non si può varcare senza delitto. Le ultime
terribili vicende mi hanno insegnato che io appartengo alla stirpe
dei conculcati, ed ho veduto nelle file dei nostri padroni l'uomo
che mi sceglieva a compagna della sua vita.... La mano ch'egli mi
offeriva era bagnata nel sangue dei miei.... l'alloro della sua fronte
grondava delle nostre lacrime!.... Da quel momento un profondo orrore
s'impadronì della mia anima, e abborrii da una unione, il cui solo
progetto mi parve imperdonabile. Voi rispettaste il mio dolore, nè
più mi parlaste di quelle nozze di peccato. Fu delicatezza di cui vi
sarò grata in eterno: nè mai dimenticherò le cure amorose di cui mi
circondaste, quando afflitta dalle tante sciagure che desolavano il mio
paese io caddi ammalata; nè la vostra generosa pietà che mi permise di
rifugiarmi in questa tranquilla solitudine, lungi dalla gioia oscena di
chi poteva godere dell'esterminio dei propri fratelli!
»E la pace dei campi e i semplici costumi e l'amore di questa buona
gente nel ridonarmi la salute mi avrebbero anche riconciliata col
mondo, se il mondo potesse avere qualche attrattiva per l'anima che ha
veduto svanire l'unica speranza che ancora l'attaccava alla vita! Vi
confesso: al rompersi della lotta io mi era guardata intorno e aveva
veduto i miei fratelli in quelli che pativano. Sentii simpatia, non pei
favoriti dalla cieca fortuna, ma per l'imprescrittibile diritto di un
popolo calpestato; non pe' vittoriosi, ma pei vinti! e amai la misera
donna che vi chiedeva l'elemosina in nome dell'incendio, i feriti
strascinati a Gorizia in mezzo agl'insulti, il prigioniero che aveva
combattuto per la sacrosanta causa della Italia! Allora la mia vita si
legò alla sorte della mia povera patria, e sperai che tante lacrime e
tanto sangue non fossero indarno versati.
»A Dio non piacque ch'io vedessi il suo giorno. — Forse non è ancora
colma la tremenda misura dei patimenti che ce lo devono meritare, e
ad affrettarlo egli mi comanda di offrirgli in ostia di propiziazione
questa povera mia vita. Sia fatta la sua santa volontà! Chino la testa
rassegnata, e dico per sempre addio a voi, mio buon padre, ai luoghi
che mi videro nascere, a' miei cari poverelli che metto nelle vostre
mani.... a tuttociò che amai quaggiù sulla terra! Fra pochi giorni,
recise le chiome e indossato l'abito di penitenza, io avrò pronunziato
il voto solenne che mi dividerà dal mondo. Allora sarà come se più non
esistessi.... Se qualche volta vi ricorderete di me, oh sia, non per
maledirmi, ma per compiangere al mio destino e per perdonare alla mia
memoria.