BOSIO, II, 293, E: «_Baluardo d'Alvergna.... bastione d'Inghilterra....
bastion di Provenza.... baluardo d'Italia alla porta del molo....
baluardo di Castiglia.... piccolo baluardo di Cosquino.... piccolo detto
san Pietro, che guarda la torre del Trabucco verso il molo di san
Niccolò,»_ (cioè il Carrettano.)
VERTOT cit., III, 290: «_Rhodes étoit entourée d'une double, d'autres
disent d'une triple enceinte de murailles, fortifiées par treize tours
antiques dont il y en avoit cinq renfermées dans une espèce de ravelin
ou de bastion, que les historiens du temps appellent des boulevarts._»
[235] P. A. G., _Medio èvo_, I, 404; II, 418, 424, 428.
[236] GALILEO GALILEI, _Trattato della fortificazione_, cap. V, tra le
opere pubblicate dall'ALBERI in Firenze, 1854, in-8, t. XI, p. 146: «_Si
domanda Bellovardo, quasi che Belliguardo: cioè guardia e difesa della
guerra._»
[237] LÜNIG. _Contract. Regis Franc. cum Venetis_, anno 1268: «_Naves
habeant.... bellatorium de retro puppis._»
ARIOSTO, _Furioso_, XIX, 44:
«_Castello e ballador spezza e fracassa_
_L'onda nemica, e il vento ognor più fiero._»
[238] DOCUM. cit., alla nota 117.
[239] BOSIO cit., II, 294, lin. 46.
FONTANUS cit., 475, lin. 32.
P. A. G. _Medio èvo_, II, 417.
[240] VERTOT, cit. alla nota 127.
[241] BOSIO cit., 624, B: «_Fu mandato al Papa un bellissimo e
diligentissimo modello in rilievo di tutta la città di Rodi, che il gran
maestro fra Fabrizio del Carretto haveva fatto fare da maestro Zuenio,
per mostrare al Papa il termine, nel quale la fortificazione di detta
città ridotta haveva._»
[26 giugno 1522.]
XVI. — Dunque tutti alle porte di Rodi per l'ultima prova[242]. La morte
del grammaestro Fabrizio del Carretto, la novità dell'eletto Filippo
Villiers de l'Isle Adam, l'ardimento del pirata Curtògoli contro di
lui[243], la lentezza dei Cavalieri nel finire i lavori delle nuove
fortificazioni[244], la morte di papa Leone, la lontananza del
successore, e le consuete discordie tra gli altri principi della
cristianità, conducono l'imperatore Solimano a determinare la immediata
spedizione per l'estate dell'anno presente. Comandante supremo Mustafà
suo cognato col titolo di seraschiere; Achmet pascià, generale degli
ingegneri; Pirì pascià, dai nostri cronisti chiamato Pirro, capo del
consiglio, o come oggi direbbesi di stato maggiore: e insieme col
navilio imperiale lo sciame dei pirati di levante e di ponente, condotti
da Kara-Mahmud, e dal celebre Curtògoli, ambedue ammiragli e piloti
generali dell'armata ottomana[245]. Dicono trecento vele in mare, e
cento mila uomini da mettere in terra[246].
La mattina del ventisei di giugno a levata di sole tutta l'armata nemica
comparve alla vista dell'isola[247]; e sfilando da ostro a borea non
molto lungi dal porto, andossene sopra tre miglia alla cala di
Parambolino, riparata dal capo di Bove contro i venti regnanti di
Ponentemaestro[248]. La grande insenata quasi non bastava alla
moltitudine dei legni, che a gara l'uno dell'altro volevano accostarsi a
terra per mettersi ciascuno, massime i pirati e i mercadanti, più agiato
e sicuro. Veduta la gran ressa di tanti bastimenti, Girolamo Bartolucci
fiorentino, eccellente nell'arte militare, e, secondo patria, di scuola
Sangallesca, da essere ragionevolmente annoverato tra i valentuomini ed
ingegneri della piazza, quantunque non comparisca altrimenti che per
strategico, pensò di poterli tutt'insieme conquidere. Il Fontano con
svegliate parole esprime le ragioni del grandioso disegno che poteva
infin dal primo giorno darci vinta la guerra, e ci mena a ripensare il
discorso dell'egregio uomo al Grammaestro e al suo consiglio in questa o
simil forma[249]: Voi, signori, vedete la confusione dei legni
turcheschi, stivati insieme da non si poter muovere; voi avete barche
eccellenti e fuochi artificiati, avete piloti pratici e marinari arditi
da cacciarsi sopravvento, da mettere il fuoco in mezzo, e da ritirarsi
per poppa co' palischermi, e anche a nuoto, cogli amici al soccorso e i
nemici in scompiglio. A voi la scelta del tempo, del vento, della notte,
di tutte le comodità. Se bruceranno, la vittoria è nostra: se no,
guadagneremo altrimenti pur molto perchè il nemico dovrà sparpagliare e
distendere l'armata in lungo cordone e sottile; perderà la coesione, il
mutuo sostegno, e la prestezza dell'operare; senza togliere a noi di
poterlo, quando che sia, mandare in fiamme volta per volta. Le proposte
del fiorentino non fecero presa. Uno tra gli astanti si oppose, altri
stettero in ponte, e il Bartolucci pronosticò male della difesa. Tristo
chi non coglie nelle grandi operazioni, massime della guerra, i primi
vantaggi!
Ciò non pertanto in quel giorno tutti i cavalieri, i soldati, il popolo,
latini e greci, erano in arme: cinque mila uomini sotto le bandiere, e
seicento cavalieri alle poste, secondo l'ordine delle lingue[250].
Cominciando dalla parte australe, alla porta di Filermo i Francesi,
appresso i Tedeschi infino alla porta di san Giorgio, indi le lingue
d'Alvergna e di Spagna, dappoi gl'Inglesi, accosto i Provenzali, ultimi
di luogo e primi di valore i legionarî italiani, contrapposti alle arti
ed alle frodi di Pirro[251]. Trecento soldati e trenta cavalieri
distaccati al castello di san Niccolò. E sulla piazza un grosso e
brillante squadrone di marinari, sbarcati dalle navi e galèe di Rodi, e
dai legni che si trovavano per ventura nel porto: specialmente da un
poderoso bastimento siciliano; dalla gran nave veneta del capitan
Giannantonio Bonaldi, cui fu data in premio la croce di cavaliero; e
dalla caracca genovese del capitan Domenico Fornari, col quale erano
cencinquanta marinari eletti, e quindici giovani mercadanti, secondo
l'uso delle città marittime, appartenenti alla primaria nobiltà
genovese, Andrea Pallavicini, Bastian Doria, Filippo Lomellino, Niccolò
Gentili, Pietro de' Marini, Vincenzo Palma ed altrettali.
Più valgono coll'armi in qualunque fazione i marinari che non i soldati:
imperciocchè oltre all'agilità delle membra, ed all'uso continuo di
slanci ardimentosi in mezzo a ogni maniera di ostacoli, hanno i marinari
la stessa disciplina dei soldati, e più il maneggio non solo esclusivo
di questa o di quella, ma collettivamente di tutte le armi. Essi al
moschetto, essi alle pistole, agli spadoni, ai pugnaletti, alle picche,
agli spuntoni; essi ad attaccare e a difendere le piazze, essi al
governo e maneggio dell'artiglieria, al trasporto e al mantenimento dei
cavalli, essi pronti per pratica e per istinto ad ogni manovra che
cerchi arte, destrezza, e genio. Dunque eccellentissima tra tutte le
milizie, tanto che non si può discorrer di marinari senza entrare nelle
teorie di ogni arma speciale. Laonde ben fece il Fontano di mettere tra
i primi nella difesa gli uomini sbarcati da tutti i bastimenti del
porto, e condotti dagli stessi loro ufficiali e capitani. Vivi questi
prodi non cadeva la piazza[252].
[15 luglio 1522.]
Intanto i Turchi accampati fuori del tiro poneansi all'ordine; e i loro
legni andavano e venivano carichi di soldati, presi dalle riviere della
Licia e della Caria; e le grosse navi mettevano in terra il parco delle
artiglierie, e le munizioni da guerra e da bocca. Procedevano lenti, ma
cauti: aspettavansi duro e feroce contrasto. Ed i nostri, per concorde
testimonianza dei fuggitivi e delle spie, sapevano che il nemico era
fermo nel fare primario assegnamento sui lavori della zappa e delle
mine; pei quali lavori avean condotto molte migliaja di picconieri e di
minatori[253]. Bisognava un uomo in Rodi, che, anche da questa parte
dell'arte nuova, sapesse contrastare agli assalitori, e superare ogni
altro del suo tempo.