La ne venimmo: e lo scaglión primaio
Bianco marmo éra si pulito e terso,
Ch'io mi specchiava in esso, qual io paio.
Era 'l secondo tinto, píù che pérso,
D'una petrina ruvida ed arsiccia,
Crepata per lo lungo e per traverso.
Lo terzo, che di sopra s'ammassiccia,
Pôrfido mi parea si fiammegiante,
Come sangue che fuor di vena spiccia.
Sopra questa teneva ambo le piante
L' angel di Dio, sedendo in su la soglia,
Che mi sembiava pietra di diamante.
Per li tre gradi su di buona voglia
Mi trasse 'l daca mio, dicendo, chiodi
Umilmente che 'l serráme scioglia.