Siamo tutti usciti questo pomeriggio per recarci al piazzale della
chiesa ad acclamare il nostro adorato sovrano. E' venuto Andrea a dirci
che tutta Bomal vi accorreva; difatti è stata una bellissima
dimostrazione. Eravamo tutti entusiasti. Il Borgomastro fece un gran
discorso, poi cantammo la Brabançonne; ed infine Monsieur le Curé invocò
la benedizione del cielo sul nostro paese e sul nostro re.
Tutti sventolavano i fazzoletti e c'era anche chi piangeva. Era accorso
tutto il paese -- non mancava nessuno. Solo Frida non volle venire con
noi; si tappò in casa vergognandosi, certo, di essere tedesca. C'era
anche Fritz; anzi Marietta osservò ch'egli era veramente l'unico
giovinetto rimasto in Bomal. E' vero. Tutti gli altri o sono stati
chiamati al servizio militare o sono partiti volontari. La piazza oggi
era gremita di ragazze, di bambini e di gente molto vecchia.
Confesso che mi fa piacere il fatto che Fritz appartenga a noi. Avere un
uomo in casa -- come diceva bene l'altro giorno Lulù -- vi dà un certo
senso di sicurezza. Gliene riparlai oggi mentre tornavamo a casa; ma
Lulù scosse nervosamente il capo. Pareva agitata e inquieta. «Ma
Chérie!» disse stringendomi convulsamente il braccio, «non ti sei
accorta come Fritz è cambiato? Dacchè Claudio è partito egli non si
comporta più da domestico; non viene mai a chiedere i miei ordini; e ier
l'altro a Roche-à-Frêne pareva un pazzo. -- E pareva pazza anche Frida,»
continuò Lulù, guardandosi attorno con gli occhi spauriti. «Non so, non
so... vorrei che Claudio tornasse!»
E' un fatto che c'è qualche cosa di strano nel contegno di Fritz. Questa
sera, per esempio, quando ci portò il giornale rimase lì a guardarci
mentre l'aprivamo. Aveva un fare insolente e le mani in tasca.
Io lessi forte dal giornale: «_I tedeschi entrano nel granducato di
Lussemburgo e s'impossessano delle linee ferroviarie..._»
All'esclamazione costernata di Lulù alzai gli occhi, e allora scorsi
Fritz che ci fissava con un risolino strano. Sotto ai nostri sguardi
stupiti egli si tolse le mani di tasca; ma continuò a guardarci fisso.
«Questa è una notizia spaventosa,» mormorò Lulù.
Fritz disse: «Sissignora,» e aveva sempre sul volto quel suo strano
sorriso di coniglio.
Vi fu un istante di silenzio: poi Lulù sospirò tra sè e sè: «Chi
l'avrebbe mai detto?... Dieci giorni fa nessuno pensava alla guerra...»
«Oh!» fece Fritz. «La signora si sbaglia. C'era -- c'era chi ci
pensava.»
«Da dieci giorni...» balbettò Lulù.
«No. _Da dieci anni!_» rispose Fritz, con un sinistro balenìo negli
occhi.
Seguì un nuovo silenzio. Indi Lulù domandò con voce-un po' tremante: «Vi
disse qualche cosa il padrone l'altra notte quando l'accompagnaste alla
stazione?... Lo lasciaste nel treno, non è vero?»
«Sissignora,» rispose Fritz, secco.
«E che cosa vi disse?» ridomandò Luisa.
Fritz attese un gran pezzo prima di rispondere. Poi crollò le spalle.
«Ne disse tante di cose.»
«Ditemele!» ordinò Luisa. «Ripetetemi le sue precise parole.»
Fritz si rimise le mani in tasca e si appoggiò in atteggiamento
insolente allo stipite della porta. «Mi disse: -- Fritz, tu sei un
servitore devoto e fedele! --» Ancora gli balenò sul volto quello strano
sorriso.
«Già...» mormorò Luisa impallidendo un poco.
«Mi disse: « -- Lascio qui tutto ciò che ho di più caro -- mia moglie,
mia figlia, mia sorella....»
«Sì...» ansò Luisa.
«Mi disse» -- e Fritz alzò la voce -- «difendile, Fritz, se vengono
_quelle belve_. -- Già. Ha proprio detto così: _quelle belve!_ -- Quelle
belve!» egli ripetè forte e pareva volesse fulminarci cogli occhi.
Lulù divenne bianca come un lino, ed anch'io mi sentii venir freddo.
In quel mentre era entrata saltarellando la piccola Mirella, e udì le
ultime parole di Fritz.
«Ma di che belve parlate?» chiese lei, un poco impressionata.
Fritz si rivolse alla piccina e la fissò con uno sguardo terribile.
«Di belve feroci!» disse lui. «Belve tedesche!... E ne sentirete le
zanne!»
Poi girò sui tacchi e se ne andò, lasciandoci esterrefatte e mute.
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Che cosa significa tutto ciò?
Lulù ha scritto una lunga lettera a Claudio. Ma gli giungerà? E se pur
gli giunge, potrà egli ritornare a noi?