SCENA DECIMA.

Clara, il Cavaliere.

CLARA (_con tristezza, dopo aver pensato un momento_). Mah!... Perchè

questo adesso?... Perchè?

CAV. (_a destra sulla soglia_). Cugina...

CLARA. Vi aspettavo.

CAV. (_baciandole la mano_). So già che siete stata inquieta, per me.

CLARA. Sì, un poco.

CAV. (_con galanteria_). Poco o molto, la mia riconoscenza è uguale.

CLARA (_nervosa_). Raccontate, raccontate.

CAV. Ieri sera sono andato via di qui ch’era assai tardi.

CLARA. Ve l’avevo detto!

CAV. (_con un sospiro_). Eh sì, me l’avevate detto, e ripetuto anche...

Era tardi dunque e buio. Me ne andavo al passo per non inciampare,

quando alla svolta della Crocetta, ecco un gran chiarore tra gli

alberi.

CLARA. E la campana.

CAV. E la campana alla disperata. Dieci minuti dopo, arrivavo col

Bianco, di trotto serrato, sulla piazza di Toralta. Da una parte,

davanti alla chiesa, i contadini ronzavano come uno sciame di calabroni

infuriati; dall’altra, i francesi se la godevano guardando ad avvampar

due casupole. E le fiamme, amica mia, cominciavano a lambirne una

terza, spinte in giù da una tramontana indiavolata. O muoverci subito,

eh? o rassegnarci a vederle divorar tutto il villaggio. I francesi

erano pochi, ma armati, disciplinati, soldati insomma; i contadini più

numerosi, ma santo Dio!... E li avevo tutti intorno con le braccia in

aria, che mi scongiuravano di far qualche cosa per loro... Bene: io ho

messo innanzi gli schioppi, le pistole, i tromboni; dietro le falci,

i tridenti, i bastoni, poi dissi loro: — Addosso, ragazzi, e fate

quel che potete. — E si andò bene, o almeno non male. I miei cani da

pagliaio si avventarono come leoni, e sebbene i soldati si portassero

anch’essi ottimamente, si finì col ributtarli fuor del villaggio.

CLARA. Dove sono?

CAV. I francesi? Oh, li credo ancor nei dintorni. I contadini sono

venuti con me a Priasco: là, col Rifreddo davanti e col Paludaccio alle

spalle...

CLARA (_guardandolo in faccia_). Vi siete esposto, eh?

CAV. (_sorridendo_). Peuh!

CLARA (_seria_). No, ditemi tutto. Eravate innanzi, alla testa; vi

vedo. I repubblicani vi potrebbero riconoscere?... E se vi cercassero?

CAV. Io farei in modo di non lasciarmi trovare.

CLARA. Cugino...

CAV. (_affettuoso_). Vi ringrazio coll’anima, ma vi prego di non

inquietarvi. Basta guadagnar tempo, non occorre più altro oramai. Gli

uni si ritirano e gli altri si avanzano. Allegra cugina, che presto

vedremo i cosacchi!

CLARA (_con gioia_). Ah Vittorio!

CAV. (_con entusiasmo_). Amica, quando potremo gridar: — Viva il re! —

voglio che ne tremi il Monviso.

CLARA. Ho tanto, tanto pregato!

CAV. Lo credo, lo so, e Dio vi ha esaudita (_cambiando tono_). A noi,

non perdiamo tempo. Mi volete far il favore di suonare a raccolta?

Voglio vedere i vostri uomini, esaminare la casa...

CLARA. Perchè?

CAV. Chiamate, vi prego.

CLARA (_suona il campanello_).

CAV. Così in caso di pericolo...

CLARA. Pericolo mio?

CAV. Lontanissimo certo. Ma nei momenti in cui siamo, mi par bene non

trascurar precauzioni.

La straniera · 第 63 / 152 题