VI.

Carluccio quella notte non dormì; stette supino nel letto, a occhi

aperti, meditando. Egli non sentiva nemmeno un lamento che di tratto

in tratto veniva dalla carboniera, dove avevano chiuso la povera Rosa.

Uscì che non era ancora aggiornato: si tirava dietro, per la cavezza,

la cavalla nuda.

Non pioveva più; grossi nuvoloni neri vagavano per il cielo, oscurando

di tratto in tratto la luna vicina al tramonto: il vento era caduto;

si sentiva il fremito lontano del mare che si rompeva sulla spiaggia.

Saltò a cavallo, e, di buon passo, venne al limite del bosco, nelle

vicinanze del Mandorlo. Lì smontò; attaccò una pastoia alle gambe

della bestia, gli levò la cavezza, e con quattro palmate sulla groppa

la cacciò dentro a un seminato che verdeggiava a poca distanza da quel

luogo.

Il cielo ad oriente, si tingeva d'una sfumatura di roseo. Egli dette

delle lunghe occhiate in giro, poi ritornò lentamente verso la casa.

Nello sboccare dalla viottola della valle, non s'accorse d'una testa

livida, che s'affacciò appena di sopra a un muro d'un casolare

diroccato, poco discosto. Il su Cicco, armato sino a' denti, aspettava

Bellomo alla posta.

Carluccio entrò nella stalla, appese la cavezza a un cavicchio, poi

s'avviò su per la montagna.

Tutto quel giorno si sentì a urlare, con quanto ne aveva in canna,

ingiurie e minacce, infarcite di bestemmie, ora a un pecoraio che

faceva l'addormentato, mentre le sue bestie passavano il limite

dell'aggina, ora a un carbonaio che si chinava a raccoglier legna

secche nel bosco, ora a un mezzaiuolo che aveva legato il mulo vicino

a un prato di fieno, ora a un passante il quale faceva le viste di

sbagliar la via per cacciarsi sotto agli ulivi. Intanto s'ostinava a

restare in cima al ciglio d'un ripido pendio erboso, che andava a

finire all'orlo d'una rupe.

--Su Carluccio, ve ne prego, impastoiatela nella montagna quella

benedetta cavalla.... anco or ora ho dovuto cacciarla dal seminato.

--Sulla legge d'onore, compare Peppe, stamattina mio padre l'ha

impastoiata nella valle del Lupo!

Erano ritti sul ciglio del pendio, dove Peppe, che aveva sentito la

voce del giovine, era arrivato allora allora. Cadeva il crepuscolo tra

gli ultimi rumori della campagna che pareva s'intorpidisse sotto alla

fredda serenità di quella sera di gennaio. Una fascia rosea,

nell'orizzonte davanti a loro, si confondeva con la linea lucente del

mare color di lavagna.

--Non voglio contradirvi.... ma come mai, impastoiata, poteva scendere

dalla valle del Lupo sino al Mandorlo!

--Se non l'avessi veduto io, con questi miei occhi, mio padre a

impastoiarla nella valle, non ci crederei nemmeno. Ah! è una bestia

indiavolata quella lì!

Si voltò, e diede un rapido sguardo in qua e in là: un leggiero

pallore cominciava ad apparirgli nel viso.

--Vedete, mi farete perdere il pane, su Carluccio....

--Dio non voglia, compare Peppe, piuttosto la sera la metteremo

dentro....

--Grazie....

--Non c'è di che.

--Ma non pretendo tanto, basta che la teniate un po' d'occhio.... Non

è per altro, ma quella carogna di don Valentino m'ha minacciato

d'andare a ricorrere al sindaco, se la cosa avesse a seguitare; e lo

sapete che io ho moglie, figliuoli, e una madre da mantenere.

Carluccio faceva tutti i suoi sforzi per non lasciare trapelar nulla

dell'agitazione che in lui si veniva facendo sempre più viva.

--Ma era proprio dentro al seminato quella rozza rognosa? domandò nel

tono più naturale che potè.

--Certo. Laggiù, guardate, poco più sotto dalla no....

Ma la parola morì in urlo disperato. Carluccio, profittando del

momento ch'egli si voltava accennando con il dito, gli aveva dato una

fortissima spinta. Peppe sbalzò nel pendio battendo l'aria con le

braccia, cadde, rotolò come un sasso, poi disparve nel vuoto.

Un capraio che cercava una capra smarrita tra i grossi macigni della

vetta, s'era accorto d'ogni cosa, e aveva conosciuto il su Carluccio:

s'acquattò, tutto tremante, dietro un cespuglio. Il poveretto lo

sapeva che s'egli l'avesse visto, l'avrebbe ammazzato di certo.

I drammi de' campi Padre Don Giuseppe—La vendetta—Proprietari e fittaiuoli— Sequestro. · 第 25 / 69 题