Ecco il titolo della sola stampa che di questa commedia sia stata
fatta dal Cinquecento ad oggi: _Comedia di Agostino Ricchi da Lucca,
intittolata i Tre Tiranni. Recitata in Bologna a N. Signore, et a
Cesare, Il giorno de la Commemoratione de la Corona di sua Maestá. Con
Privilegio Apostolico, et Venitiano M.D.XXXIII [in fine: Stampata in
Vinegia per Bernardino de Vitali, A di xiiij di Settembre del
MDXXXIII_]. Precedono la commedia una lettera dedicatoria dell'autore
stesso a Ippolito de' Medici, che io qui riproduco, e un avvertimento
«ai lettori» di Alessandro Vellutello, che ometto, come troppo lungo e
di troppo scarso interesse. Delle correzioni da me introdotte basterá
indicar le seguenti. A. I, sc. 5: «ch'io caschi morta» (ediz.: «ch'io
corri morta»).--A. II, sc. 1: «Non dubitar, figliuola» (ediz.: «Non
dubitar lola»).--A. II, sc. 6: «men... men... mentir per la gola»
(ediz.: «... morir per la gola»).--A. III, sc. 1. Dei molti
epiteti greci, coi quali Listagiro designa il diavolo da lui
invocato, cambio «_ágniptos_» in «_ániptos_» (ἄνιπτος),
«_Cantíglios_» in «_cantílios_» (κανθήλιος) e «_criau_»
in «_criós_» (κριός); lascio immutati un «_cladéutir_» e un
«_inófliz_» e un «_orchózo_» che non mi riescono chiari;
e parimente conservo un «_chielévo_» nel quale non so se
siano da riconoscere le due parole «_chiè lévo_» (καὶ λεύω)
o l'unica parola «_chelévo_» (κελεύω). Quanto agli accenti,
che nell'edizione sono a volta a volta bene o mal collocati
o anche del tutto omessi, li pongo sempre su quelle sillabe
ove devono effettivamente trovarsi secondo l'accentuazione greca.
In fine, poiché l'invocazione di Listagiro è diretta al demone
Maladies, mi è parso necessario, lá dove la stampa legge
«per la gran virtú di questi nomi suoi», cambiare «suoi» in
«tuo».--A. V, sc. 4: «_de allí léjos_» (ediz.: «_de alli llesos_»);
«_si de un tan grande ultrage yo saco venganza_» (ediz.: «_... ae
sacho vengan_»); «_me ya mas contento saque_» (ediz.: «_me yu...
sache_»). Scrivo «_saco_» e «_saque_» invece di «_sacho_»
e «_sache_» perché piú chiaro apparisca che si hanno qui due
forme del verbo «_sacar_» e perché si eviti l'equivoco col
suono palatale «_ch_» quale è nel «_mucho_» e nel «_noche_»
di questa medesima scena. Compio il «_vengan_» nel modo che
mi sembra piú naturale, quantunque non sia da escludere la
possibilitá che si abbia qui l'infinito sostantivato «_vengar_».
Quanto all'«_ae_», che non dá alcun senso ed è certamente
un errore, lo muto in «_yo_».--A. V, sc. 5: «un sí felice stato ch'io
quasi par che a me istesso nol creda» (ediz.: «... mil creda»).