Pilastrino, avendo cenato col vecchio, esce ebbro di
casa: e, caduto di contra a la porta di Crisaulo, la
famiglia sua esce fuori con arme dubbitando di romori.
PILASTRINO ebbro, FILENO.
PILASTRINO. Oh! oh! co! co!
Sta', sta', ch'io vengo. Ohu! Sú! sú! Listagiro,
corri, ché la casa trema, ca...cade.
Lascia, lascia 'l vecchio, ché affumma tutta.
Oh! co! co! Ve' ch'io 'l dissi. Eccola in terra.
L'addovinai pur. Leva! leva! Lasciami
spegn...gne...gne...gner quel mocchilone. Addio!
Sta' sú, Pilastrino, in su la persona.
Te n'hai fatt'una ben...ben...buona, a raso
canale. Oh! Stammi cosí bene allegro.
Sí, sí, gli è buono: ch'è piú dolce ch'essere
in su la pancia (oh che dolce morire!)
d'una vitella cotta col formaggio;
ch'è piú dolce che 'l mele. Oh! Cosí vogliono
esser gli uomini li...liberali! Ohu!
oh! co! Guarda come gira ben...bene
il tetto in su la piazza! So, so che nol
farebbe Iddio che non ci sia qui al mulin
di Bertaccio. Sta', sta', che viene. Eccolo.
Véllo. Sta' pur fermo. Non mi ti accostar,
ché son troppo stanco. Ecco lí quan...quante
belle donne! Se non mi pare 'l bor...boor...
borgo nuovo! Leva! leva! fugge! oh!
fugge sotto, ché 'l ciel ca...casca! Ve' che 'l
camino arde in cu...cucina. Sú! Leva
la torta. Ve' che mi struggo tutto, ahuè!
d'ambascia. Oh! S'io non pagassi un pan unto,
qui, il letto de la Gnesa, tan...tanto mi
vien sonno! Oimè! come mi duol lo stomaco
ne le budella! Ve', lá giú, quan... quante
pecorelle! Vo' saltare anch'io e ballar
d'allegrezza. Lasciami appoggiar prima
con la persona. Chiocciola marinella,
cava fuor le corna. Oh potta di santo...!
Par ch'abbi la febbre, cosí mi bolle
il fegato! Oh! Bogli bogli, calderon,
per dispetto del tuo padron. Oh! co! S'io
mi reggo d'allegrezza, ch'io diventi
speziale o sbirro. Lascia ch'io fornisca
questa, e vengo. Streppiti e calderoni,
ch'io li ho impegnati. E viva la ca...
Sta', non mi dar la spinta. Eccomi giú.
Oimei, c'ho rotto dentro! auhè!
FILENO. Chi è quello?
Timaro, chi è lá? Senti? Chi grida?
Che romore è? Che vuol dir, Pilastrino?
Tu non rispondi? È morto. Aiuto, aiuto!
Arme, arme! Fuori! ché gli è stato morto,
qui, Pilastrino. Accennami col dito
se ancor sei vivo.
PILASTRINO. Oh! oh! oimè meschino!
FILENO. Non c'è mal, non c'è mal.
PILASTRINO. Ben... ben sapeva
ch'oggi m'avea a venir qualche disgrazia.
S'io campo, faccio voto di vestirmi
pinzocora del terzo ordine. Oimei! oh!
che m'esce il fiato.
FILENO. Guarda lá gaglioffo!
Forse ch'io nol pensai che gli è ubbriaco,
questo impiccato? M'era giá venuto
il cuor, di compassione e di paura,
ad un granel di miglio. Che t'han fatto?
Di', Pilastrino.
PILASTRINO. Son caduto giú
da le mura de la ròcca. Oimei! Aiutami,
qua giú nel fosso, fratello, ch'io moro.
Vorrei la candela da benedire
e ben da bere in questo affanno.
FILENO. Parti
ch'abbia ben preso l'orso per gli orecchi,
questo poltron? Sta' sú, che sei ubbriaco
spolpato. Quel che avresti di bisogno
in questo mal sarebbe un braccio e un terzo
d'un buon querciuol. Questo porco da stalla,
ch'ogni tre dí si cuoce!
PILASTRINO. Tu non dici
il ver, se fossi mia madre. Ti vo' far
men... men... mentir per la gola. Aspettami,
assassino! ch'io ti voglio accusare.
Non camperai da le mie mani. È desso,
quel traditor, quel biroldaio, boia.
Ti vo' cavare il cuor, coglion, co l'unghie.
Lasciami pure arrizzare il ca... capo
ben... bene. Sta'. Tien... tienti alto. Oh! Bene!
Io me ne vado in chia... chiazzo Barletti
a ber con l'oste. Addio.