_(Con rime obbligate)_
Scende Gabriel lucente al par d' Aurora,
E sull' omero ha sparso il crime in onda,
Che biondeggia ricinto d' una fronda,
Di che pianta mortai non si colora.
E il labbro suo, cui fulgor divo indora,
Di tal suono a Maria l' orecchio inonda·
Salve, salve ο Maria, da cui ridonda.
Ogni grazia che il seme uman ristora.
Il Signor è con teco eterea Ninfa.
Che sperderà del rio peccato il nembo
Della grazia lustrale colla linfa.
Sono ancella di Dio, disse, e le ingombra
La mente il gran pensier che ha un Nume in grembo,
E il bel pallor dell' umiltà l' adombra.