_(Con rime obbligate)_
Sorgon trombe del mondo ai quattro termini,
Che fanno rimbombar gli spazi eterei,
E fan col squillo che ne' regni aerei
D' un Dio lo sdegno inferocito germini.
Vedi che sbucan dal letto dei vermini
Mille crin rabbuffati e visi cerei
Quasi volendo ai silenzi funerei
Trattenersi, onde il Cielo non li stermini.
Tutto il mondo si fè fornace torrida
Al perpetuo fischiar d' irato fulmine,
Poscia caverna silenziosa ed orrida.
Qua piomban corpi nell' inferno lividi,
Là volan corpi nel celeste culmine
D' eterea gioia immortalmente vividi.