Presta, colomba mia, presta t' avanza,
Ve' che spingendo i vanni alti per l' aria
Insolita spirante alma fraganza
Canta la tortorella solitaria.
Vedi quanta onde l' occhio ha dilettanza
Quanta verzura, e nei colori varia;
Presta colomba mia; presta t' avanza,
Non più spira invernale aura contraria
Ve' come tutto il Ciel, ride d' azzurro,
Odi d' aura prolifica garrito,
E di linfe, e di fronde odi susurro.
Sorgi, amica mia dolce, or più non romba
La tempesta, ed il verno è già sparito,
Sorgi ora, amica mia, cara colomba.
X
Aperi mihi, soror mea . . . quia caput meum plenum est ore
etc.
Cant. Cap. 5.
Apri suora amorosa — ermo, il cammino
Ho smarrito — alma dolce apri la porta,
Apri; lontana è l' ora del mattino,
Notte è buia, e veruno astro conforta.
E s' aggira errabondo il pie tapino
Per gli error del deserto, e nulla ha scorta.
Odi il vento che fischia, odi il canino
Ulular lungo: e ogni altra voce è morta.
Tutta molle la chioma ho di rugiade,
Che và piovendo la notte squallente;
L' alma mi trema, e di terror mi cade.
Odi più sempre, e più di lito in lito
Fremere i venti: e che farò, dolente!
Se di fiero leon scoppia il ruggito!