DOCUMENTO LXII.

1663, 29 decembre.

_Al re di Persia._

Fra le glorie più insigni della M. V. quella particolarmente risplende

della bontà colla quale si degna di riguardare ed amare li

proprii sudditi; nè essendo li cattolici commoranti sotto il felice

suo impero niente meno divoti ed affezionati alla di lei corona di

quello sieno gli altri, a ragione si persuadono e promettono ogni

favore. Di qui è però che dovendo la M. V. essere supplicata dal

padre fra Antonio Fassi domenicano vicario generale in Oriente di

una grazia a favore dei medesimi, come essi se la persuadono

dalla generosità del di lei animo, così la Repubblica nostra, che

professa grande osservanza verso il suo cospicuo nome e che tiene

tanta parte nel vantaggio del cristianesimo, viene ad intercedere

con tutta la sua svisceratezza dell'animo per la medesima, il che non

anderà disgiunto dai riguardi del vantaggio della sua corona, e

sommamente obbligherà la Repubblica stessa, la quale brama che

dalla M. V. sia prestato cortese l'orecchio al padre suddetto in ciò

che le rappresenterà in ordine alla suddetta istanza. E qua alla

M. V. bramando gli incrementi delle maggiori felicità, gli auguriamo

felice e prospero il corso degli anni.

De parte 125

De non 1

Non sinceri 2

La Repubblica di Venezia e la Persia · 第 117 / 148 题