DOCUMENTO LX.

1695, 4 giugno.

_Al re di Persia._

Quanto ha sempre la Repubblica nostra tenuto in considerazione

di veri amici, e quanto ha professato di affetto e di particolarissima

stima a tutti li degnissimi progenitori della M. V., altrettanto conosce

opportuno e convenevole nella esaltazione di sua persona presentemente

al dominio di codesto celebre regno, portargliene un pieno testimonio

con esprimergliene il contento del Senato di veder appoggiata

la mole del governo alla grande sua direzione, che tale viene a

ripeterlo il mondo tutto per le doti singolari che la adornano e che

sono universalmente acclamate.

A questo sentimento di nostra sincera inalterabile osservanza, non

potemo non unire quelli delle speranze che giustamente concepimo,

nella costanza e nel vigore coi quali da noi si versa, con profusioni

d'oro e di sangue, per far argine alle vaste immagini della potenza

ottomana di predominare l'universo intiero, veder anco dal canto

della M. V. date le mosse ai proprii vittoriosi eserciti contro sì potente

inimico, per tener abbassato non solo il di lui fierissimo orgoglio,

ma per restituire a codesta corona quei stati che con violenta

ed ingiusta usurpazione gli sono stati dal medesimo smembrati, onde

vagliano le glorie di V. M. a divertire le vessazioni comuni, augurando

noi al suo grande merito li avvenimenti più fortunati e le felicità

più desiderabili, congiunte con lunghezza d'anni.

De parte 125

De non 0

Non sinceri 1

_Senato Secreta._

La Repubblica di Venezia e la Persia · 第 115 / 148 题