DOCUMENTO XLIII.

1621, 1º febbraio.

Venuti questa mattina nell'eccell. Collegio alcuni persiani ultimamente

capitati in questa città con le galere di mercanzia, uno di essi

che è il principale chiamato Sassuar disse che aveva lettere del suo

re da presentar a S. S., come agente suo per negozi mercantili era

capitato in queste parti, il che avendo esposto il dragomanno Nores,

fu il sopradetto fatto sedere sopra gli ill.mi sig. savj di terraferma

e presentata la lettera che fu data al Nores da tradurre, disse in

sostanza:

Che il felicissimo e potentissimo Abbas re di Persia suo signore

mandava molte affettuose ed onorevoli salutazioni a S. S. ed a tutti

gli altri signori del governo, che aveva espressa commission di Sua

Maestà di significare a viva voce la buona volontà ed affezione che

portava a questa eccelsa Repubblica, e la stima grande che fa di essa

per la fama che nel mondo era sparsa della sua buona e retta giustizia,

della prudentissima et esemplar maniera del suo ottimo governo,

commendato grandemente da S. M. ed ammirato da tutta la

nation persiana. Che il suo re amava tutti li cristiani, ma particolarmente

portava grandissima affezione a quelli della nazion veneziana.

Che quando capitano in Persia sudditi veneti erano dal suo re accarezzati,

ed usato verso di loro ogni buon e cortese termine, non

inferiore a quello che ben sapeva usarsi verso la nazion persiana

in questa città.

Rispose l'ill.mo signor Benetto de ca Taiapiera, consigliere di

maggior età in absenza di S. S., che si riceveva con particolare

contento da cadauno di questi SS. EE. le lettere che egli aveva portate

per nome del serenissimo re di Persia, amato dalla Repubblica e

tenuto in quella stima che conveniva al suo gran merito e degnissime

condizioni di principe così grande come era la M. S.; che si

aveva ricevuta soddisfazione grande del loro venire in questa città, nè

si avrìa tralasciato cosa che avesse potuto comprobare cogli effetti

quella buona volontà che si portava a tutta la nazion persiana, e che

si avrìa dato ordine al magistrato dei V savj alla mercanzia, acciocchè

dove li occorresse il bisogno, fossero giustamente favorite le

cose loro.

Rese umilissime grazie il persiano suddetto delle cortesi esibizioni

che li erano fatte, delle quali nelle occorrenze si sarebbe valso:

disse poi che il suo signore aveva voluto accompagnare la sua onorata

lettera con un nobil presente a S. S., et fece introdurre alcuni persiani,

quattro dei quali avevano un tappeto per cadauno, e due altri

l'uno con 25 pezze di giurini, l'altro con 25 lizari d'India, e soggiunse

che uno dei sopradetti tappeti era stato donato dal suo re

da quello di Magor, e che S. M. lo aveva stimato degno di Sua Serenità.

Fu dall'ill.mo sig. consigliere de ca Taiapiera suddetto ringraziata la

M. S. di così cortese dono, e detto che si avrìa tenuto dalla serenissima

Repubblica e conservato per degna ed onorata memoria del cortese

affetto di S. M. verso di lei; e dopo alcune parole di reciproco

complimento, si levò il persiano ed unito con dei suoi principali volse

far reverenza a cadauno degli ecc.mi signori cons., capi dei XL, savi

del Consiglio, savj di T. F. e savj agli ordini, e sceso i scalini del

tribunale disse che si teneva obbligato riferire e ringraziare di Sua

Serenità del buon trattamento che aveva ricevuto a Spalato per lo spazio

di 5 mesi tra il far la contumacia ed aspettar le galee, che era

seguito per così lunga dimora con molto patimento, nel quale era

stato sollevato da quell'ill.mo sig. console con infiniti comodi e

cortesie, onde perciò li restava grandemente obbligato, ed il medesimo

le era stato fatto nella città di Zara da quelli ill.mi sig. rettori, ed

anco nel viaggio di mare dall'ill.mo sig. capitano delle galee che

hanno accompagnato quelle di mercanzia; e che con questa occasione

non voleva restar di dire per l'amore e riverenza che portava

a questa ser.ma Repubblica che sarìa di molto comodo ai mercanti

e maggiormente frequentata quella scala, e condottevi da lontanissime

parti mercanzie di gran rilievo, se le galere che vi sono destinate

andassero più sollecitamente a quel viaggio e con maggior

comodo dei mercanti, senza dubio sarìa se una sola vi andasse e

l'altra ritornasse, per accomodar di questo modo così quei mercanti

che vengono in questa città come quelli che partono di quà per le

case loro; ed essendogli detto che si averia avuto considerazione a

questo suo prudente ed amorevole raccordo, licenziati partirono li

persiani sopradetti.

_Commemoriale XXVIII._

La Repubblica di Venezia e la Persia · 第 91 / 148 题