DOCUMENTO XXXVI.

_Al famoso ed eccelso fra i principi della nazione

cristiana, eletto fra i potenti e grandi signori che

vivono nella legge del Messia, dominatore di paesi e di

provincie, administratore della giustizia, ornato di

virtù valor e prudenza, il potentissimo Doge di Venezia,

a cui il Signor Iddio aumenti lo stato e la potenza._

Dopo molti onorati saluti che si convengono alla sua dignità e

grandezza, ed alla buona amicizia et amor che è fra noi, le si fa

colla presente nostra real lettera amichevolmente sapere: che essendo

nostro _particolar desiderio_ di continuar sempre nella buona amicizia

ed unione con tutti li principi famosi della cristianità, ed in

particolare colla sua alta e felice persona, come principe giusto,

savio e potente, abbiamo voluto con questa nostra regal lettera

visitarla e salutarla ora di nuovo, certificandole detta buona volontà

ed affezion che portiamo alle sue alte persone ed a tutta la sua

eccelsa repubblica; e perchè lei sa la contesa e la guerra che

vertisce ora tra noi ed il re dei Turchi, il quale facendo per ciò

prender a Costantinopoli ed altrove tutti li mercanti nostri sudditi e

dipendenti ha fatto confiscare le robe ed ogni altra cosa che essi

portavano per uso e servizio della nostra real corte; onde essendoci

levata l'occasione di poter mandare costì delli nostri proprii uomini

di corte, per esser impedito e vietato il passo, abbiamo determinato

di mandar ora costì l'onorato fra i pari e simili suoi chogia Chieos

mercante cristiano zulfatino, così per fare questo complimento a lei,

come anco per fornirsi di là di alcune robe e merci che fanno bisogno

per uso della nostra real corte; però desideriamo che sia da lei

commesso ed ordinato alli suoi onorati ministri ed agenti che voglino

per amor nostro favorirlo ed ajutarlo in ogni sua occorrenza, affinchè

egli possa spedirsi presto e bene delle sue faccende, e ritornarsene

qui quanto prima può con le robe che gli sono state da noi commesse ed

ordinate. Con questa occasione non resteremo anco di pregarla di darci

qualche avviso di questi nostri agenti che vennero già costì per

nostro servizio, ed anco delle loro robbe ed effetti quello ne è

successo; desiderando noi che siano da lei per pietà ajutati e

favoriti in ogni luoco per amor nostro; e se all'incontro avrà bisogno

anche lei di cosa alcuna in queste nostre parti ne le faccia con sue

lettere confidentemente sapere come si conviene tra buoni e veri

amici, che sarà da noi eseguito prontamente il suo desiderio in tutto

quello che le sarà qui di bisogno; e per fine desideriamo che le sue

forze e grandezze siano sempre in aumento.

Senza data--In luogo di sottoscrizione è posto nel rovescio della

lettera il bollo regale che dice: Shàh Abbas servo di Alì protettore

del regno.

_Filza Atti turcheschi._

La Repubblica di Venezia e la Persia · 第 83 / 148 题