Ricòrdati, ricòrdati, anima,
il tempo, il luogo, il sogno ed il tremore.
Ricòrdati la rossa
tunica ch'io vestivo, il mattutino
cinguettìo de le rondini, il pallore
del cielo,
la voce di mia figlia nel giardino.
Ricòrdati, ricòrdati, anima:
--Mamma!... trillava la voce d'argento.
E come per malìa
tutti i mandorli e i peschi erano in fiore,
e tremavano i petali nel vento:
ricòrdati
com'io sentìi spuntarmi l'ali al cuore.
Tutto l'essere mio ne l'infinita
delizia era sommerso,
come àtomo nel sole, come fronda
sul ramo, e vita ne l'eterna vita:
non mai
letizia umana fu così profonda.
Ricòrdati, ricòrdati, anima,
di quell'ora perfetta e fuggitiva:
pei giorni che verranno,
per la noia, per l'ombra e per il male
che t'aspettano, oh, serba intatta e viva
l'imagine
di quell'ora che a te parve immortale.
Ricòrdati, ricòrdati, anima!...
Cadrà questo mio corpo esile in polve,
e in altre forme, in altre
vite tu passerai.--La creatura
ove, per il mister che il mondo avvolve,
o anima,
rivivrai come forza di Natura,
in un'ora d'aprile da un'ebrezza
di gioia sarà vinta,
senza saper perchè: dirà, tremando:
--Dove, come io provai questa dolcezza
un giorno?...
In qual giardino sconosciuto, e quando?...--
Ricòrdati, ricòrdati, anima!...
Il gaudio a lei verrà da la radice
de l'essere, ove freme
la memoria del senso.--E non saprà
in quell'unica e sacra ora felice,
o anima,
donde le venga la felicità!...