_Napoli, 1 gennaio 1876_
_Ai miei nuovi e vecchi elettori_
_Queste pagine pubblicate a Torino, lungi dagli occhi vostri, ora io
riproduco qui, desideroso che le leggiate con attenzione e con affetto
come cosa che appartiene a voi. Perchè qui troverete una storia comune,
dove molta parte vive delle nostre impressioni e dei nostri sentimenti.
Mi sono mostrato a voi con perfetta sincerità, in uno dei momenti più
appassionati della mia vita, come si fa con amici provati a' quali
non si ha nulla a nascondere. Mi vedeste, mi udiste; voi sapete ora
quello che io pensai, quello che io sentii, i più intimi segreti della
mia natura. E perchè siete tutti amici degni di essere stimati, non
importa se miei fautori o miei avversarii, ho fatto come fo con quelli
che stimo, dicendo la mia opinione sinceramente quando anche possa
dispiacere. La quale opinione, massime intorno al carattere delle
persone, voglio sia ricevuta così com'è nella sua sincerità, ch'è a
dire come un concetto momentaneo, derivato da impressioni fuggevoli e
appassionate, e alquanto idealizzato a modo di artista._
_Così questa storia, uscendo dall'angustia d'interessi e di caratteri
personali, acquista un valore più alto e più umano, che certo sapranno
apprezzare i vecchi e i nuovi amici, così benevoli, così indulgenti
verso di me._
_Vogliano essi leggermi con lo stesso animo col quale scrissi, disposti
a' puri godimenti dell'arte, che purgano i cuori e li rasserenano.
E possa il nuovo anno, questo è l'augurio ch'io fo a loro e a me,
purificare ancora i nostri animi e renderci tutti più degni di amarci e
di stimarci._
_=Francesco De Sanctis=_
_Parecchi anni fa, discorrendo con Benedetto Croce della necessità di
pubblicare, in veste più degna, tutte le opere--anche le minori--di
Francesco De Sanctis, l'acuto filosofo e letterato napoletano mi esortò
vivamente a curare l'edizione del _Viaggio Elettorale_,--poichè--diceva
nella sua bontà--solo un esperto conoscitore delle cose irpine avrebbe
potuto ripresentare al pubblico il libro, quale, invano, da lunghi anni
si attende._
_La parola del Croce mi convinse maggiormente della necessità di
una migliore ristampa del _Viaggio Elettorale_, con opportune note
illustrative su uomini e cose dell'Irpinia, per fare gustare pienamente
i pregi di quel libretto, che Pasquale Villari definì «la più fedele
dipintura dei nostri ambienti e dei nostri costumi politici»._
_Fin dal 1910, se non erro, avevo divisato di recare in atto il
desiderio del Croce, ma tante diverse circostanze della mia vita
travagliata mi fecero venir meno alla promessa fatta al Croce, e
caldeggiata vivamente da un grande irpino--così affezionato al De
Sanctis: ho detto, Enrico Cocchia._
_Stavano così le cose, quando nell'autunno del 1915, mi vidi giungere
in Monteverde, con la nomina a componente il Comitato Provinciale per
le onoranze a Francesco De Sanctis, una viva esortazione dell'amico
dott. cav. uff. Camillo D'Alessandro di intraprendere il lavoro
promesso. Mi misi all'opera; e, dopo un non breve periodo di ricerche,
riuscii a completare le note ed a mettere insieme un'appendice, che è
onorata da un bel discorso del Cocchia._
_Credo sia superfluo aggiungere qui altre parole sull'importanza del
_Viaggio Elettorale_, dopo quello che ne ha detto il Villari, poichè
a me pare che possa stare utilmente in mano a studenti e ad uomini
politici, i quali avrebbero molto da imparare per correggere i nostri
costumi politici, come desiderava il grande Critico._
_Ma più di tutti avranno da apprendere gl'irpini--giovani ed adulti--,
perchè ancora oggi l'ambiente della vita pubblica, specialmente
provinciale, risente di quelle grettezze, di quelle piccole lotte
campanilistiche e di quelle coalizioni personali, che il De Sanctis
analizzò e condannò così recisamente. Molto hanno da apprendere e
mettere in pratica i giovani, che sono destinati a rompere le dighe che
si frappongono ad ogni progresso, facendo penetrare nel nostro ambiente
un'aria più pura, un maggiore rispetto di noi stessi e la necessità di
una vita politica, che prescinda dalle gare personali sempre meschine e
deplorevoli._
_Io ho voluto, perciò, pagare il mio debito di gratitudine al Sommo
Irpino ed alla mia terra nativa, dando il mio contributo alla
diffusione di questo libro, che ancora oggi conserva la sua freschezza,
come nel 1876! Imparino da esso i giovani studenti, (poichè alle scuole
è destinato pure questo libro), a servire il proprio paese con quella
fede e con quella rettitudine, che informarono costantemente, nella
vita pubblica e privata, Francesco De Sanctis!_
_L'Italia, che, con sì mirabile energia, si è battuta e si batte per
l'affermazione dei suoi diritti e per il trionfo della civiltà europea,
sappia trarre da queste ultime vicende l'incentivo ad essere unita e
concorde nel raggiungimento di quella meta, che dovrà essere la forza e
la ragion di essere della Terza Italia._
Sigmundsberberg (Austria), 21 febbraio 1917.