Napoli - Stab. Tip. SILVIO MORANO, S. Sebastiano, 48 p. p. (Telef. 8-54)

_Napoli, 1 gennaio 1876_

_Ai miei nuovi e vecchi elettori_

_Queste pagine pubblicate a Torino, lungi dagli occhi vostri, ora io

riproduco qui, desideroso che le leggiate con attenzione e con affetto

come cosa che appartiene a voi. Perchè qui troverete una storia comune,

dove molta parte vive delle nostre impressioni e dei nostri sentimenti.

Mi sono mostrato a voi con perfetta sincerità, in uno dei momenti più

appassionati della mia vita, come si fa con amici provati a' quali

non si ha nulla a nascondere. Mi vedeste, mi udiste; voi sapete ora

quello che io pensai, quello che io sentii, i più intimi segreti della

mia natura. E perchè siete tutti amici degni di essere stimati, non

importa se miei fautori o miei avversarii, ho fatto come fo con quelli

che stimo, dicendo la mia opinione sinceramente quando anche possa

dispiacere. La quale opinione, massime intorno al carattere delle

persone, voglio sia ricevuta così com'è nella sua sincerità, ch'è a

dire come un concetto momentaneo, derivato da impressioni fuggevoli e

appassionate, e alquanto idealizzato a modo di artista._

_Così questa storia, uscendo dall'angustia d'interessi e di caratteri

personali, acquista un valore più alto e più umano, che certo sapranno

apprezzare i vecchi e i nuovi amici, così benevoli, così indulgenti

verso di me._

_Vogliano essi leggermi con lo stesso animo col quale scrissi, disposti

a' puri godimenti dell'arte, che purgano i cuori e li rasserenano.

E possa il nuovo anno, questo è l'augurio ch'io fo a loro e a me,

purificare ancora i nostri animi e renderci tutti più degni di amarci e

di stimarci._

_=Francesco De Sanctis=_

_Parecchi anni fa, discorrendo con Benedetto Croce della necessità di

pubblicare, in veste più degna, tutte le opere--anche le minori--di

Francesco De Sanctis, l'acuto filosofo e letterato napoletano mi esortò

vivamente a curare l'edizione del _Viaggio Elettorale_,--poichè--diceva

nella sua bontà--solo un esperto conoscitore delle cose irpine avrebbe

potuto ripresentare al pubblico il libro, quale, invano, da lunghi anni

si attende._

_La parola del Croce mi convinse maggiormente della necessità di

una migliore ristampa del _Viaggio Elettorale_, con opportune note

illustrative su uomini e cose dell'Irpinia, per fare gustare pienamente

i pregi di quel libretto, che Pasquale Villari definì «la più fedele

dipintura dei nostri ambienti e dei nostri costumi politici»._

_Fin dal 1910, se non erro, avevo divisato di recare in atto il

desiderio del Croce, ma tante diverse circostanze della mia vita

travagliata mi fecero venir meno alla promessa fatta al Croce, e

caldeggiata vivamente da un grande irpino--così affezionato al De

Sanctis: ho detto, Enrico Cocchia._

_Stavano così le cose, quando nell'autunno del 1915, mi vidi giungere

in Monteverde, con la nomina a componente il Comitato Provinciale per

le onoranze a Francesco De Sanctis, una viva esortazione dell'amico

dott. cav. uff. Camillo D'Alessandro di intraprendere il lavoro

promesso. Mi misi all'opera; e, dopo un non breve periodo di ricerche,

riuscii a completare le note ed a mettere insieme un'appendice, che è

onorata da un bel discorso del Cocchia._

_Credo sia superfluo aggiungere qui altre parole sull'importanza del

_Viaggio Elettorale_, dopo quello che ne ha detto il Villari, poichè

a me pare che possa stare utilmente in mano a studenti e ad uomini

politici, i quali avrebbero molto da imparare per correggere i nostri

costumi politici, come desiderava il grande Critico._

_Ma più di tutti avranno da apprendere gl'irpini--giovani ed adulti--,

perchè ancora oggi l'ambiente della vita pubblica, specialmente

provinciale, risente di quelle grettezze, di quelle piccole lotte

campanilistiche e di quelle coalizioni personali, che il De Sanctis

analizzò e condannò così recisamente. Molto hanno da apprendere e

mettere in pratica i giovani, che sono destinati a rompere le dighe che

si frappongono ad ogni progresso, facendo penetrare nel nostro ambiente

un'aria più pura, un maggiore rispetto di noi stessi e la necessità di

una vita politica, che prescinda dalle gare personali sempre meschine e

deplorevoli._

_Io ho voluto, perciò, pagare il mio debito di gratitudine al Sommo

Irpino ed alla mia terra nativa, dando il mio contributo alla

diffusione di questo libro, che ancora oggi conserva la sua freschezza,

come nel 1876! Imparino da esso i giovani studenti, (poichè alle scuole

è destinato pure questo libro), a servire il proprio paese con quella

fede e con quella rettitudine, che informarono costantemente, nella

vita pubblica e privata, Francesco De Sanctis!_

_L'Italia, che, con sì mirabile energia, si è battuta e si batte per

l'affermazione dei suoi diritti e per il trionfo della civiltà europea,

sappia trarre da queste ultime vicende l'incentivo ad essere unita e

concorde nel raggiungimento di quella meta, che dovrà essere la forza e

la ragion di essere della Terza Italia._

Sigmundsberberg (Austria), 21 febbraio 1917.

Un viaggio elettorale · 第 4 / 65 题