Qualche tempo dopo il nostro arrivo a Palermo, il re s’intese con
sir William sui regali che voleva fare a quelli, che in quest’ultima
campagna avevano avuto una certa parte; Nelson ne aveva talmente avuti
che non gliene poteva dare di più.
Tutti i capitani, che servirono sotto gli ordini di Nelson, ricevettero
una tabacchiera con una fila di diamanti; quella di Troubridge aveva
nel mezzo il ritratto del re, e inoltre gli aveva dato un bellissimo
anello con un diamante che valeva almeno due mila ducati.
Alcuni ebbero delle scatole colle cifre del re in brillanti.
Il capitano Giorgio Hope, che all’epoca dell’imbarcamento aveva avuto
l’onore di ricevere nella sua barca il principe reale, ricevette un
magnifico anello in diamanti, il capitano Hardy ricevette un anello
eguale ed inoltre una tabacchiera con due fila di diamanti col ritratto
del re; infine il segretario di Nelson ebbe un anello con un brillante
di gran valore.
Intanto passò il mese di settembre, e al 29 di questo mese compì Nelson
il quarantesimo anno della sua età. In quel giorno la regina Carolina
gli scrisse di sua mano la seguente lettera che firmò col pronome
di Carlotta, che era quello che prendeva in tutte le occasioni non
politiche. Carlotta era il nome d’amica. Carolina non era che il suo
nome di regina.
«Palermo 29 settembre 1799.
«Mio degno ed ammirevole lord Nelson. Ricevete i miei voti sinceri
pel vostro giorno di nascita in quest’anno, che corre già al
suo fine. Quanti innumerevoli motivi non abbiamo mai per esservi
affezionati ed eternamente devoti; noi vi dobbiamo tutto, e credete
che il ricordo ne è incancellabilmente scolpito nel nostro cuore.
Io non sono che l’interprete del re e di tutta la mia cara famiglia
che si unisce con me, per assicurarvi la sua eterna riconoscenza,
e far voti al cielo per la vostra eterna felicità e lunga
conservazione. Ricevete dunque lo augurio di una famiglia, di una
nazione intera, che sente l’obbligo che vi deve, e credetemi per la
vita colla più profonda stima e riconoscenza,
«Vostra devotiss. e affezionatiss.
«CARLOTTA.»
In questo mese di settembre, mentre Nelson compiva il suo quarantesimo
anno, un uomo a cui non si pensava, perchè lo si credeva sequestrato
per sempre in Egitto, faceva vela verso la Francia. Palermo vide
accadere degli strani avvenimenti, per vero un po’ difficili a
raccontare; ma da che ho da raccontare ancora tante altre cose
difficili, riescirò anche in questo.
La flotta turca era nel porto di Palermo colla flotta inglese; ma la
differenza era grande, benchè Inglesi e Turchi fossero riuniti per la
stessa causa. La differenza era grande nel modo con cui erano trattati
gli uffiziali e i soldati delle due nazioni.