Da Alagna (1205 metri).
Ho passato l'imponentissimo Col d'Ollen (2909) ed eccomi alla tanto
rinomata Alagna: un paesetto cacciato giù, nella Valle della Sesia,
ai piedi delle Due Gemelle. Come sono cari questi _châlets!_ Murati
al piano terreno, che serve per stalla e cantina, s'alzano in legno di
larice rosso, ricinti nei due o tre piani da ballatoi assai sporgenti,
e finiscono con un grazioso cuspide, qualche volta frangiato. Ma
bisogna vedere le finestrine, le panche, le balaustrate, le scalucce!
Sembrano costrutte per i pittori o per gli innamorati.
All'ombra dei larici quale tranquillità! Per queste straduzze quale
oblìo! La chiesa spicca col bianco campanile e colle sue mura fra
l'intonazione bruna e violastra della valle. E vicino, anzi intorno
alla chiesa, si stende il cimitero colle cappelline della Passione.
Mi dicono che la prima capanna sia stata costrutta da un Enrico
Staufacher: la piccola colonia crebbe a poco a poco, diventò
paesetto, si spopolò per le emigrazioni degli Alagnesi in
Isvizzera, in Francia, in Germania, in Ispagna, ma gli esuli volontari
tornarono ancora e con danari acquistati coll'arte dell'intagliare
legni e dipinger soffitti; il paese s'arricchì, l'amore al luogo
natìo è spiccatissimo e gentile. Alagna vide sorgere belle
casine e decorarsi la sua chiesa.
Ora ha il villino Grober e lo _châlet_ del cavalier Farinetti,
delizie da mettere nella scatolina colla bambagia.
Immaginati un paesaggio alpestre: picchi, foreste di larici, casette
che sembrano inerpicate, mucche pascenti, gruppi di pecore, cime
scoscese, aspre, abbrustolate, eppure sparse di neve, immaginati il
Monte Rosa che giganteggia dominatore.--E le macchiette? Uomini colle
calze groppose e gli zoccoli di legno, ragazze vestite di scuro, colle
pieghettine sulla schiena, vecchie curve sotto il carico di legna o di
fieno.
Passa anche qualche Fobellina, il cui costume tradizionale è
pittoresco e notissimo. Una specie di grembiale ricamato s'attacca su
quasi fino al collo, la cintura è altissima, di sotto la corta
gonnella sporgono le calze di panno o di maglia, come s'usa nella
Valle del Cervo (le _vireire_ o _virtù_).
Alagna è quartiere di grande concorso per gli alpinisti, essendo il
centro ove convergono molti passaggi: Col d'Olen, Col della Pisse,
Passo del Turbo, Passo della Piana, Col di Mond, Col di Rima, ed altri
meno frequentati. La salita alle vette più importanti del Monte
Rosa non è praticata da qui.
Da Alagna si può stringere l'_alpenstok_ fino a.... a...
interroghiamo il signor Guglielmina, buonissimo albergatore
dell'eccellente _Monte Rosa_: ci risponde che ci sono a fare escursioni,
passeggiate e viaggi.
Il viaggio sarebbe a Varallo per Mollia. Da Alagna a Mollia vi è
una strada mulattiera che segue la Sesia, pittoresca, ora fra prati,
ora su roccie; da Mollia a Varallo ventisei chilometri si percorrono
benissimo in vettura.
Escursioni da metter la scintilla elettrica nel cervello sono quelle
al Corno Bianco pel lago del Tailli, ai ghiacciai della Sesia, alla
punta delle Loccie per vedere Macugnaga, al Colle del Turlo, a Rima, a
Fabello, a Zermate, al Riffel.
Vuoi passeggiate? Si va a Riva-Valdobbia a vedere la grande pittura a
fresco della chiesa di Melchiorre d'Enrico d'Alagna, eseguita nel
1597, a godersi la magnifica vista del Rosa; si va alla cascata
dell'Otro (metri trentatrè), all'Orrido, al Corno di Stoful,
all'Alpe di Bors e di Von Decco, all'Alpe del Campo e di Von Sattel,
alla cima des Kuffers Grod. Ti mostrerà fotografie, ma non c'è
macchina, non c'è carta, non c'è nitrato d'argento che possa
darti una mezza idea di questi luoghi. E poi! questo _patois_ tedesco e
francese ti fa parer d'essere su nella Svizzera famosissima.
L'albergo di Guglielmina ti dice come la gente onesta e laboriosa si
abbia sempre un premio.
Passano e ripassano alpinisti di tutte le provincie; vi si fermano per
un mese o due delle famiglie milanesi e torinesi. L'anno scorso
avevamo insigni e pomposissime signore, decoro dei nostri bastioni, e
molti signori. St'anno ebbimo anche il distinto archeologo A. C. e un
duca inglese con un nome che mi suona aspretto, ma celebre.
L'albergo ha belle camere, eleganti corritoi, lieto salone da pranzo,
simpatica sala da conversazione: vi trovi mescolato il larice alle
pitture, le sbarre di legno alle dorature delle sbarre di di ghisa, il
carattere montanaro al _comfort_ esigentissimo cittadinesco.
Avrei tante cose a dirti: ma sento una certa campanella che mi fa fare
un salto di gioia.... Arriva qualcuno? Chi arriva?
Arriva la zuppa fumante, e chi impugna l'_alpenstok_ sa come si stringa
volentieri anche il cucchiaio.
A rivederci,