Fra i Turchi non è alcuna sorte di religione nè meno monasterii, perchè

tutti sono incamminati all'arme e pochi sono quelli che sanno scrivere

e leggere, anzi pochissimi, perchè di quelli del Serraglio del Gran

Signore e non tutti, e del popolo dipendenti da soggetti grandi che

stanno nei seminarii e collegi a questo deputati, e dell'ordine di

quelli che attendono alle leggi, che sono li Cadì, e alli Jasegi che

sono li notari. Anzi che alle volte occorre vedere in Divano qualche

Bassà non uscito del Serraglio, che non sa nè leggere nè scrivere.

E così ad ultimo convengono imparare, e non solo a far il segno

imperiale, ma qualche altra parola, per poter di suo pugno porre in

carta sogno della sua volontà; e chi sa fra i Turchi leggere, è tenuto

per dottore e viene più degli altri stimato. Vi sono però diversi

che professano di vivere fuori del costume, che si chiamano _Dervis

Issich_, che vuol dire mansueti. Questi vestono poverissimamente e

malamente, con una scuffia in testa, mendicando il vivere e dormendo

nelli cortili delle moschee e luoghi simili; sono stimati di grande

semplicità, perchè attendono alle orazioni e speculazioni mentali, e

vivono sempre innamorati dell'onestà, predicando questa dottrina, che

non si può perfettamente arrivare all'amor di Dio se non con la scala

dell'amor umano; e tengono che per questo non solo vivono innamorati e

appassionati in questo mondo, per esser poi tali nel cielo da Dio; e

con tal favola e coperta di santità possono anco vivere disonestamente,

più comodamente degli altri.

Delle donne per osservanze della religione non si tiene niun conto;

però non entrano mai nelle moschee, e se vogliono esse osservare

l'onore, in tempo che sentono a gridare l'ora dell'orazione la fanno,

se vogliono, nella propria casa; ma solo restano grandemente osservate

di onestà, essendo obbligato l'Iman e i piovani delle contrade essere

osservati, intendere molto bene le loro pratiche, e scoprendo il male

o sospetto sono tenuti accusarle alli mariti, perchè le ripudino, o

vero alli padri e parenti perchè gli proveggano. Con tutto ciò se

bene le donne non possono essere praticate dagli uomini, fuor che

padre, mariti e fratelli, e che siano in appartamenti separati, e

vadano sempre coperte, nondimeno le Turche sono lussuriosissime e

disonestissime, per la comodità che hanno dell'assenza dei mariti alla

guerra di potere uscire in bagni e andare coperte, e quello che più

importa, che non possono venire a peggio, che essere ripudiate.

NOTA DEL DONATIVO DA FARSI DAL GRAN TURCO NELLA SUA ASSUNZIONE

ALL'IMPERIO.

Al Muftì.............................. Zecch. 2500

Al primo Visir........................ » 2500

Alli altri Visiri, per uno............ » 2000

Alli Cadì Leschieri, per uno.......... » 250

Alli Tefterdari, cioè Camerlenghi, per

uno................................ » 250

Alli Capiggi Bassi, per uno........... » 200

Alli Capi delle squadre dei Spahì,

aspri 5 m. per uno, e accrescimento

di paga............................ » 40

All'Agà dei Gianizzeri................ » 250

Alli Imani, cioè astanti del Re,

per uno............................ » 25

Alli Dottori di legge zecchini 60 per

uno, e una vesta di ciambellotto... » 60

Alli altri Dottori inferiori, per uno. » 32

Al Giornalista maggiore............... » 42

Al Computista maggiore................ » 42

Al Computista dei caraggi............. » 32

A quelli che tengono li libri della

entrata del Divano, per uno........ » 20

Alli scrivani del Divano, per uno..... » 25

Alli Muteffaragà, cioè lancie spezzate

del Gran Signore, zecchini 16 per

uno, e accrescimento di paga....... » 16

Alli scrivani delli Tefterdari, per

uno................................ » 12

Alli Spahì accrescimento di paga,

aspri 5 il giorno, e di donativo... » 8

A quelli che menano li cavalli del

Gran Signore, per uno.............. » 8

Alli Capi dei padiglioni, per cadauno. » 25

A quelli che sonano li tamburi del

Gran Signore zecchini 8, e di

accrescimento aspro uno di paga

al giorno......................... » 8

Alli staffieri del Re, per cadauno

aspri 500......................... » 4

Alli Capiggi zecchini 8, e

accrescimento di aspro uno di paga

al giorno......................... » 8

Alli Casnadari, cioè tesorieri, per

cadauno........................... » 8

Alli Chiaia, cioè maestri di casa,

per cadauno....................... » 8

A quelli che portano acqua al Gran

Signore, per cadauno.............. » 8

A tutti gli Emini, cioè Dazieri, con

il loro capo, per cadauno......... » 100

Alli Gianizzeri un aspro per uno di

accrescimento di paga al giorno, e

più, secondo la loro paga, e di

donativo zecchini 25 per uno...... » 25

Alle genti delle stalle, delle

cucine, e a quelli che pregano Dio

nelle cappelle dove sono sepolti

li Re Ottomani, zecchini 8 per

cadauno........................... » 8

FINIS.

TOMMASO ALBERTI

IN COSTANTINOPOLI

SCRISSE

1620.

Dispense pubblicate dopo il catalogo Aprile 1888

226. =Lamenti storici dei secoli XIV, XV e XVI=, a

cura di ANTONIO MEDIN e LODOVICO

FRATI. Vol. II.--Bologna, Tipi Fava

e Garagnani. 1888.................................. L. 12,50

227. =Rime di Francesco Bertioli da Ostiglia=, a

cura di NICOLA ZINGARELLI.--Stabilimento

Tip. Succ. Monti. 1888............................. » 2,50

228. =Regole della vita matrimoniale=, pubblicate

da CARLO NEGRONI.--Bologna, Tipi

Fava e Garagnani. 1888............................. » 4,50

229. =Viaggio in Terra Santa, fatto e descritto da

Roberto da San Severino=, a cura di G.

MARUFFI.--Bologna, Società Tipografica

Azzoguidi. 1888.................................... » 11,50

230. =Narrativa della prigionia di Ercole Fantuzzi=,

a cura di CORRADO RICCI.--Bologna,

Stab. Tip. Succ. Monti. 1888....................... » 5,50

231. =Viaggio da Venezia a Costantinopoli di Tommaso

Alberti=, a cura di ALBERTO BACCHI

DELLA LEGA.--Bologna, Società Tipografica

Azzoguidi. 1889.................................... » 6,50

IN CORSO DI STAMPA

=Storia Siciliana d'anonimo autore scritta in dialetto nel Sec.

XV=, pubblicata a cura di STEFANO VITTORIO BOZZO. (Parte II.^a

Storia).

=La bella Camilla, poemetto inedito di Piero da Siena=, a cura di

VITTORIO FIORINI.

=Testi inediti di antiche rime volgari=, messi in luce da TOMMASO

CASINI. Vol. II.

=Lamenti storici dei secoli XIV, XV e XVI=, a cura di ANTONIO

MEDIN e LUDOVICO FRATI. Volume III.

=Sonetti e Canzoni di Poeti Veneti del secolo XIV=, a cura di

ODDONE ZENATTI.

=Fiorio e Biancifiore=, poemetto antico toscano, a cura di

VINCENZO CRESCINI.

Nota del Trascrittore

L'ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute,

correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

End of Project Gutenberg's Viaggio a Costantinopoli, by Tommaso Alberti

Viaggio a Costantinopoli (1609-1621) · 第 8 / 8 段