XVII.

Erano solo volte dodici lune da che aveasi innalzato l'ulivo di pace,

e l'incendio di guerra destava di nuovo il terrore negli italici

petti. Già i gallici stendardi risalivano le alpi, e Girani reduce

dall'Egitto, conseguito pel suo coraggio il grado d'uffiziale, era

fra i primi che moveano verso l'Italia.

Gli godeva l'animo nell'idea di rivedere la vergine di Nebiolo dopo

il volgere di sì lunghi giorni, e sì diversa fortuna. Nè le fatiche

di lungo viaggio, nè i sudori sparsi in una via che ancora intentata

schiudevasi fra le nevi, le balze e gli scoscendimenti del S.

Bernardo all'ardito passaggio del guerriero; nè le veglie, nè il

gelo, nè il digiuno poterono domare l'animo suo speranzoso, che vedea

acquistandosi merito presso il generale, più agevole gli sarebbe

ottenere lo sposare Marcellina. Era primo a destare i suoi compagni

all'opra, primo ad arrampicarsi fra le rocce per iscerre la men

difficile strada, primo a scomporre carri, a calar cannoni dagli

scogli, a ridurre i dispersi commilitoni sotto le bandiere. Era caro

ai soldati, agli eguali ed a' suoi superiori, che gli promettevano in

Italia larga messe di premj. Ma nulla ei curava di questi, era un

solo il pensiero che il movea, e dalla cima dell'Alpi salutava la

terra natale della sua amica, alternava canzoni di guerra e d'amore.

Calate le Alpi corsero l'armi galliche con diversa fortuna

l'insubriche contrade, e Girani in molti eventi potè col suo

coraggioso adoperare, fare palese di qual valore armasse l'animo

intraprendente. Un'ala dell'esercito era indiretta verso il Po, e in

questa era il reggimento di Girani. Perchè siccome l'assetato che

cerca una fonte amica, egli ardeva di baciare pel primo la natìa sua

terra, bramò ed ottenne di appartenere al picchetto che precedeva la

divisione la quale inviavasi a Casteggio.

Precedeva festivo in mezzo a' suoi sentendo l'aura nativa, e

scoprendo da lunge i dolci colli, salutò l'Iria e i paesi che il

videro povero contadino e da cui passava valente soldato, e

inoltrando verso Casteggio, dilungandosi sulla romana strada, in

breve gli occhi suoi desiderosi, poterono riposarsi scoprendo la

pianta dei sospiri e dietro questa l'amoroso Nebiolo. Accennava

palpitando agli amici l'invidiato poggio, e quasi la vedesse, inviava

saluti alla sua Marcellina, e ad ogni istante avvisava ch'ella volare

dovesse ad incontrarlo, quasi ogni suono di tromba potesse

annunziarle il suo ritorno. L'inimico era a Casteggio, quindi fu

pigliato il partito di porre il campo nella pianura di Montebello.

L'antiguardia ivi prese i suoi quartieri, si inviarono messi al

reggimento, si disposero le scolte, e si mandò a spiare il paese.

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 78 / 120 题