I vicini premeano il padre di Marcellina perchè colla famigliuola
volesse seguirli al Monte, che è forse a tre corte miglia lungi da
Nebiolo. Giovanni era restìo, ma le importunità della moglie, i vezzi
della figlia cui già da gran tempo pungea curiosità d'andarvi, senza
molto il piegarono.
Messo quindi in capaci panieri chi il formaggio delle pecore, chi
qualche pollo, chi alcun pezzo di porco arrostito o salato, s'avviò
al Monte il dì della festa, la brigata di Nebiolo. Fra la famiglia di
Marcellina e gli altri a cui permisero le proprie cure di andarvi,
essa constava di dodici a quattordici persone, cui seguiva indivisa
compagna una schietta allegrìa.
Poichè giunsero al divisato loco e confortarono alquanto lo spirito
lasso pel cammino, si misero a discorrere il colle, e i varj
boschetti ove più li tirava o la frequenza delle genti, o la
curiosità, o la brama di recare Marcellina a piacevoli trattenimenti.
Essa nuova ai tumulti, spesso seguiva i compagni quasi pecorella che
tien dietro al gregge senza che la tocchi altro desìo fuorchè
l'esempio: sovente da' parenti o dagli amici richiamata su qualche
oggetto, riguardava con piacere, dimandava a vicenda quanto le
ricercava la curiosa vaghezza, e siccome la allettava ora un suono,
ora una meraviglia, ora un giuoco, era rapita alla gioja ed al riso.
Così que' di Nebiolo passarono in vario modo quelle ore prime della
lieta giornata, altri cogli amici, altri a parte degli altrui
racconti, altri colla Marcellina, finchè li chiamarono nella chiesa
la cerimonia e i cantici della mattina.
Poichè il sole incominciava a declinare dalla metà dell'arco suo
diurno e tacquero i pii uffizj su quel Monte, nuova scena ivi seguì
assai aggradevole a riguardarsi. Si riunirono in varj gruppi e
brigate i congiunti e gli amici, quali in un praticello verdeggiante,
quali al rezzo di un'antica pianta, chi nel seno di qualche dirupo o
fra le macchie del bosco, si assisero sul terreno a grata mensa, che
in breve sorse a rallegrare i loro palati.
Dove prima sul Monte era un tumulto di persone che scendevano e
salivano quasi arena in cui spira il vento, un rumore diverso di
suoni, di parole e di grida, e un premersi a vicenda, che ti
affaticava; allora la scena cangiò. Al continuo moto è succeduta la
quiete, son vuote le vie, vuoto il tempio: d'ogni intorno ove pria
non vedevi che scoglio ed erba, l'occhio si riposa sur un gruppo
atteggiato d'allegria che intende al cibo ed a ricercare l'animo con
nuova e pura gioja.
Rompe solo l'apparente silenzio un bisbiglio di voci, che sommesso da
prima, col proceder del pranzo cresce e sovrabbonda, finchè
s'innalzano grida di giubilo cui rispondono gli opposti drappelli e
le percosse valli. Si ridestano gli strumenti, si sparge la campestre
armonia, la volubile follìa rapisce gli animi, e in breve vedi ove
innanzi festeggiava la mensa, risplendere la danza, scopri d'ogni
intorno in nuovo commovimento il colle, e ti pare che un delirio
agiti quelle genti, cui volano le ore stando a diletto fra sì
innocenti piaceri.
Anche la breve colonia di Nebiolo dopo i sacri uffizj si pose a dar
opera al lauto pranzo, sotto una pianta non lungi dalla Chiesa. Il
Parroco, uomo assai pio e di molta santità, recavasi in tanto a
piacere di diportarsi fra i festeggianti, trattenersi or con questa,
or con quella brigata, dare loro dolci parole, richiederli del natìo
paese e confortarli a starsi di buon animo. Allorchè fu a quei di
Nebiolo ed ebbe i loro ossequi, e saputo d'onde erano, e come un
paesetto ivi si unisse in amorosa famiglia, e commendò il loro
proponimento; gli venne veduto il pane di che si cibavano, e dimandò
di qual sorta si fosse. Giovanni prestamente gli espose come si
cuocesse ne' loro focolari, sicchè assai ne fu meravigliato il
venerabile Sacerdote, e sentendolo lodare siccome saporito, ne lo
richiese di uno, proponendo di cambiarlo con del proprio.
Appena manifestò egli questo desiderio, la Marcellina fu in piedi, e
preso un pane che era ancora intatto, con modesto inchino glie
l'offrì, dipingendosi d'innocente rossore ed abbassando gli occhi. Fu
il Solitario assai lieto del gentile presente, e presa per mano la
Marcellina la ricercò del suo nome, e lodata la sua prontezza e
modestia, gliene seppe cortesia: essa ritraendo da lui la mano
tremante si restituì al suo posto. Il savio Pastore corrispose con
alcuni suoi pani e del vino alla brigata, e fè' sentire alla
Marcellina come desiderava che al vespro fosse fra quelle che
accompagnavano col torchio l'effigie della Vergine in processione.