B) _Le sensazioni di suono._

9. Noi abbiamo _due_ sistemi di sensazioni sonore semplici fra loro

indipendenti, ma di solito connessi a causa del mescolarsi degli

stimoli; il sistema _uniforme_ delle sensazioni semplici di rumore e il

sistema _vario_ delle sensazioni semplici di tono.

Possiamo produrre _sensazioni semplici di rumore_ solo in condizioni

nelle quali sia escluso il sorgere contemporaneo di sensazioni di tono;

cioè quando noi produciamo vibrazioni d’aria, la velocità delle quali

sia nè troppo lenta nè troppo rapida, o quando onde sonore agiscono

sull’orecchio per un tempo più breve di quello che possa determinare

una sensazione di tono. La sensazione di rumore ottenuta in tal modo

può essere distinta per intensità e per durata. A parte ciò, pare

che essa sia qualitativamente uniforme. Certo è possibile che piccole

differenze qualitative esistano a seconda delle condizioni di origine

del rumore; ma esse sono in ogni caso troppo piccole per essere fissate

mediante determinazioni diverse. I così detti soliti rumori sono

composizioni di sensazioni e risultano da tali sensazioni semplici

di rumore e da molte numerose sensazioni di tono irregolari (V. § 9,

7). Il sistema uniforme delle sensazioni di rumore è probabilmente

il primitivo in ordine di sviluppo. Le semplici vescichette uditive,

provvedute di otoliti, quali s’incontrano negli animali inferiori,

possono difficilmente produrre sensazioni diverse dalle sensazioni

di rumore semplici. Anche nell’uomo e negli animali superiori le

disposizioni del vestibolo del labirinto fanno credere solo a un

eccitamento sonoro uniforme, corrispondente alla sensazione semplice

di rumore; e infine, dopo le ricerche anche sugli animali privi del

labirinto, pare che anche solo un’eccitazione diretta del nervo uditivo

possa produrre tali sensazioni. Siccome poi nello sviluppo degli

animali superiori l’apparato a chiocciola del labirinto uditivo è

derivato dall’originaria vescichetta del vestibolo, corrispondente in

tutto nella sua conformazione a un primitivo organo d’udito, il sistema

molteplice delle sensazioni di tono può forse essere considerato

come un prodotto della differenziazione del sistema uniforme delle

sensazioni semplici di rumore; benchè, dovunque questo svolgimento

si sia compiuto, il sistema semplice continui a persistere accanto al

complesso.

10. Il sistema delle _sensazioni semplici di tono_ costituisce una

varietà continua a _una_ dimensione. _Altezza dei toni_ noi diciamo

la qualità delle singole sensazioni semplici di tono. La natura

unidimensionale del sistema appare dal fatto che noi, partendo da una

data altezza di tono, possiamo variare le qualità sempre secondo _due_

direzioni fra loro opposte: l’una di queste diciamo _elevamento_,

l’altra _abbassamento_ del tono. Nell’esperienza reale una semplice

sensazione di tono non ci si offre mai per sè sola, in tutto pura,

ma ora essa si collega con altre sensazioni di tono, ora anche con

concomitanti sensazioni semplici di rumore. Ma poichè questi elementi

concomitanti, secondo lo schema più sopra dato (§ 5, 1), possono essere

variati a piacimento, e in molti casi sono relativamente deboli a

paragone di un singolo tono; l’applicazione pratica delle sensazioni

di tono nell’arte della musica è già riuscita all’astrazione della

sensazione semplice di tono. Coi simboli _do, do diesis, fa bemolle,

re_, ecc., noi indichiamo toni semplici, benchè i suoni di strumenti

musicali e della voce umana, coi quali noi produciamo quest’altezze

di tono, siano sempre accompagnati da altri toni più deboli e anche

spesso da rumori. Poichè le condizioni in cui sorgono questi toni

d’accompagnamento, possono variare a nostra volontà così da diventare

molto deboli, la tecnica acustica è riuscita persino a determinare i

toni semplici in purezza pressochè completa. Il mezzo più semplice per

ciò sta nel mettere il diapason in relazione cogli spazi di risonanza,

i quali sono accordati al tono fondamentale del diapason; e poichè

lo spazio di risonanza non fa che rinforzare il tono fondamentale, al

vibrare di un unico diapason gli speciali toni concomitanti diventano

così deboli, che la sensazione viene di solito percepita come una

sensazione semplice ed indecomponibile. Quando si cerchi determinare

le onde sonore corrispondenti ad una tale sensazione di tono, si

trova che esse corrispondono al più semplice movimento possibile

di vibrazione, cioè all’oscillazione pendolare, così detta perchè

le oscillazioni delle particelle d’aria seguono la stessa legge,

secondo la quale si comportano le oscillazioni di un pendolo che si

muove in un’assai piccola ampiezza[7]. Che queste vibrazioni sonore

relativamente semplici corrispondano a sensazioni semplici di tono, e

che noi in queste combinazioni di sensazione possiamo pur distinguere

ed udire le sensazioni singole, si può fisicamente dedurre, in base

alle disposizioni dell’apparato della chiocciola, dalla legge delle

vibrazioni concomitanti. Essendo la membrana basilare della chiocciola

accordata nelle sue diverse parti a diverse altezze di tono, se una

semplice oscillazione sonora colpisce l’orecchio, vibrerà soltanto

la parte accordata a quella oscillazione, e se la medesima velocità

di vibrazione si svolge in un più complesso movimento sonoro, quella

farà vibrare soltanto la parte ad essa accordata, e le restanti parti

costitutive del movimento sonoro faranno vibrare altre porzioni della

membrana, rispondenti ad esse in egual maniera.

11. Il sistema delle sensazioni di tono si dimostra una varietà

_continua_, essendo possibile giungere da una determinata altezza di

tono a una qualsiasi altra per una continua variazione di sensazione.

La musica, scegliendo da questo continuo, singole sensazioni che sono

separate da grandi intervalli, e in tal modo facendo della _linea dei

toni_ la _scala dei toni_, fa una determinazione arbitraria, che ha pur

sempre la sua base nel rapporto delle sensazioni di tono; ma su di essa

ritorneremo più innanzi per considerare le formazioni rappresentative

che sorgono da queste sensazioni. La linea naturale dei toni ha due

punti estremi, i quali fisiologicamente sono determinati dai limiti

della percettibilità dell’apparato uditivo. Questi estremi sono il tono

più alto e il più basso, dei quali il primo corrisponde a un movimento

vibratorio da 8 a 10, il secondo a un movimento da 40.000 a 60.000

vibrazioni intere al minuto secondo.

Compendio di psicologia · 第 23 / 40 题