NATIVITÀ

Egli aperse l'azzurro occhio innocente

Ne l'ospedal d'un carcere.--Le mura

D'una casa d'infamia e di sventura

Udiron prime il suo vagir dolente.

Dibattè, dibattè le membra stente

Il bimbo, come avesse onta o paura:

Forse comprese.--E abbrividì l'impura

Beffarda ombra su lui, sinistramente;

Ma a sè lo strinse con gelose braccia

La madre: labbro a labbro, core a core

Stettero, ne la notte algida e muta.

Quando il giorno spuntò, la macra faccia

Di lei, chinata sul dormente amore,

Parve di santa e non d'una perduta.

Tempeste · 第 35 / 73 题