TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO XVI.

CAPITOLO CXXI. _Apparecchj de' Fiorentini

per difendere la loro libertà; sono assediati

dal principe d'Orange. Imprese di Francesco Ferrucci,

commissario generale, nello stato fiorentino; viene

a battaglia col principe d'Orange, e nella mischia

periscono ambidue, capitolazione di

Firenze._ 1529-1530 _pag._ 3

La repubblica fiorentina difende la sua

libertà, nel mentre che il rimanente

dell'Italia si sottomette al giogo

dell'Austria 3

I Fiorentini, che fino allora non avevano mai

atteso a trattar l'arme, le pigliano per

difendere la propria libertà 4

1527 Dicembre. Organizzazione dei 300 cittadini

della guardia del palazzo 5

1528 6 novembre. Organizzazione delle 16 compagnie

della guardia urbana 6

1527 Luglio. Richiamo delle _bande dell'ordinanza_

del territorio fiorentino 7

1528 Dicembre. Ercole d'Este nominato capitano

generale degli uomini d'arme 8

1529 Aprile. Sono terminate le fortificazioni

di Firenze 9

1529 Maggio. I dieci della guerra prendono

Malatesta Baglioni al loro soldo col

titolo di governatore generale 10

Il gonfaloniere Capponi tenta di riconciliare

la repubblica col papa 11

Il Capponi chiama alle consultazioni o pratiche

molti amici de' Medici 12

Diffidenza de' consiglj. Nominano essi medesimi

la pratica de' dieci della guerra 12

Corrispondenza segreta del Capponi con

Clemente VII 13

16 aprile. Lettera sospetta diretta al Capponi

trovata da uno dei priori 14

17 aprile. Il Capponi è dimesso, e gli succede

Francesco Carducci 15

Il Capponi si giustifica dell'accusa di

tradimento, e viene assolto 16

I Fiorentini ricevono l'une dietro alle altre

notizie affliggentissime 17

Il Governo prende le necessarie disposizioni

onde trovare del denaro 18

La signoria ordina ai paesani di portare i loro

raccolti nelle fortezze 20

Settembre. Ercole d'Este, al quale è mandato

l'ordine di recarsi al suo posto, ricusa di

ubbidire 21

Ambasceria de' Fiorentini all'imperatore in

Genova 21

8 ottobre. Il Capponi muore udendo le relazioni

dell'ambasceria; due ambasciatori fuggono 23

Il papa incarica delle sue proprie vendette

contro Firenze quel medesimo principe d'Orange,

che lo aveva tenuto prigioniere in Roma 23

1529 Fine di luglio. Il papa concede man forte ai

soldati del principe d'Orange, onde farsi

pagare il rimanente delle taglie dovute

loro pel riscatto de' cittadini romani 25

Fine d'agosto. L'esercito del principe d'Orange

si raduna a Foligno 26

1 settembre. Presa e saccheggio di Spello

sui confini del Perugino 27

12 settembre. Baglioni, mediante un trattato,

apre Perugia al principe d'Orange, e conduce

la sua infanteria ai Fiorentini 28

14 settembre. Cortona si arrende al principe

d'Orange, e i Fiorentini evacuano Arezzo e

tutto il Val d'Arno di sopra 28

18 settembre. Arezzo pretende ritornare ad

essere repubblica sotto la protezione

dell'imperatore 29

Francesco Guicciardini fugge, e si unisce

agl'inimici della sua patria 30

Alcuni ambasciatori spediti al papa, sono

rimandati con mal tratto 31

19 ottobre. Le case e i giardini sono tutti

quanti atterrati fino alla distanza di un

miglio intorno a Firenze 32

14 ottobre. Il principe d'Orange pone il suo

campo a Pian di Ripoli sotto Firenze 33

Napoleone Orsini, abate di Farfa, al servizio

de' Fiorentini 34

Cominciamento de' servigj e della riputazione

di Francesco Ferrucci 35

1529 Novembre. Ferrucci riprende d'assalto Samminiato 37

10 novembre. Il principe d'Orange dà la scalata

a Firenze ed è respinto 38

11 dicembre. Stefano Colonna sorprende al

loro posto gl'imperiali della Sciarra 39

16 dicembre. Morte di Girolamo Moroni nel

campo degli assedianti 41

23 dicembre. I Fiorentini abbandonati dai

Veneziani, che sottoscrivono una particolar

pace coll'imperatore 42

Fine di dicembre. Un altro esercito imperiale

viene ad accamparsi sulla sponda destra

dell'Arno 43

Raffaele Girolami succede a Francesco Carducci

gonfaloniere 44

1530 Blocco di Firenze. Il principe d'Orange non

tenta di fare breccia nelle mura 45

Ercole Rangoni via ne conduce i gendarmi

d'Ercole d'Este 46

26 gennajo. Malatesta Baglioni è nominato

capitano generale 47

Condotta subdola di Francesco I coi Fiorentini 48

Nuove condizioni offerte al papa, e da lui

rigettate 49

Predicazioni in Firenze per animare alla

difesa della libertà 50

Frequenti attacchi dei Fiorentini sulle linee

nemiche 51

21 marzo. Sortita generale dei Fiorentini, e

sanguinosa zuffa intorno al _cavaliere_

di Porta Romana 52

5 maggio. Sortita di Baglioni, che prende

d'assalto il convento di san Donato 53

1530 10 giugno. Stefano Colonna attacca il conte

di Lodroni e il quartiere dei Tedeschi alla

diritta dell'Arno 54

Successi di Lorenzo Carnesecchi nella Romagna

Toscana 55

I Fiorentini perdono la cittadella d'Arezzo,

di Borgo san Sepolcro e di Volterra 55

27 aprile. Francesco Ferrucci si parte da

Empoli per ricuperare Volterra 56

29 maggio. Empoli preso da Sarmiento e da don

Ferdinando di Gonzaga 57

27 aprile. Il Ferrucci riprende Volterra con

grande spargimento di sangue 58

Aprile, giugno. Il Ferrucci difende Volterra

contro Maramaldo e Sarmiento 59

17 giugno. Costringe gl'imperiali a levare

l'assedio di Volterra 60

Aduna un esercito per far levare l'assedio

di Firenze 61

14 luglio. Parte da Volterra per Pisa 62

È trattenuto in Pisa dalla febbre 63

Piano del Ferrucci, per attaccare Roma,

rigettato dalla signoria 63

30 luglio. Il Ferrucci si parte da Pisa

attraversando lo stato Lucchese 64

2 agosto. Si avvicina col suo esercito a

Gavinana nelle montagne di Pistoja 65

Tradimento di Malatesta Baglioni, per cui il

principe d'Orange ha campo di opporsi al

Ferrucci 66

1530 2 agosto. Il principe d'Orange ed il Ferrucci

giungono nello stesso tempo a Gavinana 68

Il principe d'Orange è ucciso 70

Gian Paolo Orsini è respinto da Vitelli,

pel mentre che il Ferrucci respinge

Maramaldo fuori di Gavinana 71

Nuovo attacco sopra Gavinana. Il Ferrucci è

preso e ucciso da Maramaldo 72

4 agosto. Il gonfaloniere sollecita nuovamente

il Baglioni di attaccare gli imperiali 74

Il Baglioni ricusa apertamente di ubbidire al

gonfaloniere 74

8 agosto. Il gonfaloniere vuole costringere

colla forza il Baglioni ad ubbidire, ma i

cittadini lo abbandonano 75

Il Baglioni dà adito agl'imperiali nel bastione

di Porta Romana 76

La signoria costretta a porre in libertà i

partigiani de' Medici 77

La signoria tratta con Bartolomeo Valori,

commissario apostolico, e don Ferdinando

di Gonzaga, generale imperiale 78

12 agosto. Capitolazione di Fiorenza dietro

promessa di libertà e d'amnistia 79

20 agosto. Bartolomeo Valori nomina una balìa,

dietro l'autorità di un preteso parlamento 80

La signoria è dimessa, ed il popolo disarmato 81

Fine della storia di Jacopo Nardi; e la di lui

indole 81

CAPITOLO CXXII. _Violazione della capitolazione

di Firenze; persecuzione di tutti gli amici

della libertà. Regno e morte di Alessandro

de' Medici; successione di Cosimo I al titolo

di duca di Firenze. Siena, oppressa dagli

Spagnuoli, abbraccia il partito francese;

assedio ed ultima capitolazione di questa

città._ 1530-1555 83

L'Italia dopo il 1530 ricade in quello stato

di nullità in cui era prima del decimosecondo

secolo 83

1122-1530 Grandezza dell'Italia durante i quattro secoli

della sua libertà 84

L'indipendenza di alcuni piccoli stati, prima

del dodicesimo e dopo il quindicesimo secolo,

non basta a far l'Italia meritevole di

particolare istoria in quelle due epoche 86

L'incoronamento degl'imperatori in Roma era

un simbolo dell'indipendenza italiana che

fu soppressa nel 1530 87

Gli stati italiani, che dopo il 1530 vantavano

ancora indipendenza, non influivano per

niente sul rimanente dell'Europa 88

Ultimi capitoli consacrati alla decrepitezza

della nazione italiana 89

L'oppressione del partito della libertà in

Siena ed in Firenze richiede maggiori

dettagli 89

1530 Balìa creata in Firenze in nome della

sovranità del popolo 90

Ottobre. Seconda balìa di 150 membri creata

dalla prima 91

Crudeli vendette del papa, eseguite dalla

balìa, contro tutti i partigiani della libertà 91

1530 Il papa, di mano in mano che conosce il suo

potere più stabile, va aumentando la sua

severità e prolungando i supplizj 93

I capi di parte ordinano supplizj in proprio

nome, senza valersi dell'autorità di nessun

membro della casa de' Medici 93

1531 5 luglio. Alessandro de' Medici entra in

Firenze, e viene da un rescritto

dell'imperatore dichiarato capo della

repubblica 94

Progetti del Guicciardini per mettersi al

coperto dell'odio pubblico 96

1532 4 aprile. Commissione incaricata di mutare

la costituzione di Firenze 98

27 aprile. Costituzione monarchica data a

Firenze con due consiglj 98

Tirannide ed universale diffidenza di

Alessandro de' Medici 99

1534 1 giugno. Pone le fondamenta di una fortezza

per dominare Firenze 100

Malcontento universale de' capi del partito

dei Medici 101

1533 27 ottobre. Catarina de' Medici sposa Enrico

di Francia, che fu poi Enrico II 102

1534 25 settembre. Morte di Clemente VII.

Alessandro rimane circondato di nemici 104

Il cardinale de' Medici si mette alla testa

dei nemici di Alessandro 105

1535 10 agosto. Ippolito, cardinale de' Medici,

avvelenato da Alessandro 106

1535 Gli emigrati fiorentini portano le loro

lagnanze contro Alessandro dinanzi

all'imperatore in Napoli 106

1536 Febbrajo. Carlo pronunzia un'amnistia a

favore degli emigrati, senza cambiare

il governo 108

Gli emigrati la rigettano 109

28 febbrajo. Carlo marita sua figliuola

con Alessandro, e gli promette protezione 111

Lorenzino de' Medici si acquista il favore

di Alessandro con vergognosi servigj 112

1537 Uccide il duca, ch'egli aveva ad arte

condotto in casa sua 113

Non tenta di sollevare la città, dove non

aveva partigiani 114

Parte alla volta di Bologna e di Venezia,

prima che siasi divulgato l'assassinio

del duca 116

Il cardinale Cibo, ministro di Alessandro,

nasconde la disparizione del duca 117

7-8 gennajo. Trova il duca morto

nell'appartamento di Lorenzino 118

8 gennajo. Tutte le fortezze vengono occupate

da Alessandro Vitelli, comandante della

guardia del duca 118

Il senato è sollecitato dal Guicciardini di

nominare un successore al duca 120

9 gennajo. Viene costretto dal terrore a

eleggere duca Cosimo de' Medici, lontano

parente di Alessandro 121

Guicciardini credeva d'influenzare sull'animo

di Cosimo, che rigetta un cotal giogo 122

1537 22 gennajo. I cardinali fiorentini entrano a

Firenze per modificarne il governo 123

1 febbrajo. Sono ingannati dal Medici e

rimandati 124

28 febbrajo. La successione di Cosimo è

confermata da una bolla imperiale pubblicata

in Firenze il 21 giugno seguente 125

1-15 luglio. Esercito levato dagli emigrati

fiorentini alla Mirandola 127

15 luglio. Gli emigrati entrano in Toscana

e s'innoltrano fino a Montemurlo 128

31 luglio. I capi degli emigrati sono sorpresi

da Alessandro Vitelli nella fortezza di

Montemurlo, e la truppa loro viene dispersa 129

1 agosto. Filippo Strozzi e i suoi compagni

fatti prigionieri 130

Cosimo riscatta dalle mani de' soldati i

prigionieri, onde metterli a morte 131

20 agosto. Supplizio dei principali emigrati,

che sett'anni prima avevano fondato il

potere della casa de' Medici 132

Filippo Strozzi rimane un anno intero

prigioniero di Alessandro Vitelli 133

1538 Filippo Strozzi si uccide in prigione,

invocando chi lo vendichi 135

1547 Lorenzino de' Medici assassinato a Venezia

dagli sbirri di Cosimo I 136

1538 Cosimo de' Medici allontana da Firenze il

cardinale Cibo e Alessandro Vitelli, che

lo avevano innalzato sul trono 136

1538 I senatori, che aveano cooperato alla sua

elezione, sono tutti allontanati e muojono

senza poter ritornare in grazia di lui 138

1532 Agosto. Clemente VII s'impadronisce d'Ancona

a tradimento, mette a morte i magistrati, e

toglie alla città tutti i suoi privilegj 139

1530 10 ottobre. Arezzo è sottomessa nuovamente

ai Fiorentini, ed è soppressa la nuova

repubblica 140

La repubblica di Lucca compra a caro prezzo

la protezione dell'imperatore 141

1538 Maggio. Alfonso Piccolomini, duca d'Amalfi,

è fatto, mediante la protezione

dell'imperatore, capo della repubblica

di Siena 143

1541 Primi negoziati de' Sienesi coi Francesi,

rivelati da Cosimo I all'imperatore 143

Granvella, mandato a Siena, riduce questa

repubblica più dipendente dall'imperatore

che non lo era per l'innanzi 144

1544 I porti dello stato sienese occupati dai

fratelli Strozzi coll'ajuto dei Francesi

e dei Turchi 145

1545 4 marzo. Don Giovanni de Luna e la guarnigione

spagnuola cacciati fuori di Siena dal popolo

ammutinato 147

1546 Congiura di Francesco Burlamacchi per ridonare

la libertà a tutte le repubbliche della

Toscana 148

Il Burlamacchi, allora gonfaloniere di Lucca,

è denunciato da Cosimo I 150

1546 Viene dato in mano all'imperatore, e

condannato a pena capitale in Milano 150

1547 20 ottobre. Don Diego di Mendoza mandato

a Siena dall'imperatore 152

1548 4 novembre. Il Mendoza ne riforma il governo,

e lo riduce ad una intera dipendenza 152

Mendoza si accinge a fabbricare una fortezza

in Siena 152

1552 I Sienesi dimandano ajuto alla Francia 153

Insurrezione contro gli Spagnuoli nel

territorio di Siena 154

26 luglio. Gl'insorgenti sono accolti in

Siena, e gli Spagnuoli discacciati 155

11 agosto. Il duca di Termini introdotto in

Siena con una guarnigione francese 157

1553 Gennajo. Don Pedro di Toledo viene in Toscana

per soggiogarvi i Sienesi, ma muore in capo

a sei settimane 158

Prima guerra contro Siena, cui pon fine

l'apparizione della flotta turca sulle

coste di Napoli 159

Giugno. Trattato di pace tra Cosimo I e

i Sienesi 160

Cosimo I indotto a servire l'imperatore ad

ogni costo, per timore di Pietro Strozzi

ch'era appoggiato dal favore del re di

Francia 160

1554 26 gennajo. Cosimo raguna le sue truppe,

sotto gli ordini del marchese di Malignano,

a Poggibonzi 162

27 gennajo. Il Marignano prende per sorpresa

un bastione alla porta di Siena 163

1554 Il Marignano, non potendo penetrare nella

città, intraprende di bloccarla 164

Egli assedia successivamente le castella

dello stato sienese, e fa appiccare gli

abitanti che si erano difesi 165

Fine di marzo. Rotta di una divisione

dell'esercito del Marignano a Chiusi 166

Ajuti spediti dai Fiorentini, domiciliati in

Lione e in Roma, all'esercito dello Strozzi,

che attaccava Cosimo de' Medici 167

11 giugno. Pietro Strozzi esce da Siena,

passa sulla riva sinistra dell'Arno,

sottomette Val di Nievole, e rientra in

Siena dopo quindici giorni 168

Carestia in Siena e nei due eserciti 170

2 agosto. Rotta di Pietro Strozzi presso

Lucignano 172

Difesa ostinata di Siena, diretta dal signore

di Montluc 172

Fredda ferocia del Marignano, cagione

dell'attuale spopolazione dello stato

di Siena 173

1555 Gennajo. Preliminarj di pacificazione, e

splendide promesse fatte da Cosimo I

ai Sienesi 175

2 aprile. Capitolazione di Siena, che

mantiene la libertà della repubblica 176

21 aprile. Gli emigrati sienesi si ritirano

a Montalcino, e vi si mantengono in

repubblica fino al 3 aprile del 1559 177

La capitolazione di Siena è scandalosamente

violata 177

1557 19 luglio. Cosimo I prende possesso di Siena

e l'unisce ai suoi stati 178

1527 Lo stato dei _Presidj_, staccato da quello

di Siena, rimane proprietà degli Spagnuoli 178

CAPITOLO CXXIII. _Rivoluzioni di differenti

stati d'Italia, dopo la perdita dell'indipendenza

italiana, fino alla fine del sedicesimo

secolo._ 1531-1600 180

1529 5 agosto-1559 3 aprile. Secondo periodo fra questi

due trattati. Lotta fra i medesimi rivali,

senza speranza pegl'Italiani di miglior

fortuna 181

1559 3 aprile al 2 maggio 1598. Terzo periodo.

Pace nell'interno dell'Italia 182

Continua guerra straniera, alla quale la

nazione era indifferente 183

Oppressione dell'Italia sotto il regime

militare Spagnuolo 183

1529-1600 Scorrerie de' briganti e de' Barbareschi

per tutta Italia 184

Compendioso racconto della rivoluzione di

ogni governo nel corso degli ultimi due

periodi del sedicesimo secolo 185

1535-1553 Carlo III, duca di Savoja, spogliato de'

suoi stati dai Francesi, e sagrificato

dagl'Imperiali 186

1553-1559 Emmanuele Filiberto, suo figliuolo, è

privato dei suoi stati 186

1562 Carlo IX gli ritorna le città che occupava

in Piemonte 187

1580-1600 Crescente ingrandimento di Carlo Emmanuele;

sue conquiste nella Provenza e nel Delfinato,

durante le guerre civili di Francia 188

1588-1601 Contese intorno al marchesato di Saluzzo,

che resta alla Savoja 188

I quattro più grandi stati dell'Italia, il

ducato di Milano, ed i regni di Napoli,

Sicilia e Sardegna, sottomessi alla

casa d'Austria 189

1535 24 ottobre. Morte del duca di Milano, dopo

un nuovo tentativo per iscuotere il giogo

dell'Austria 189

1535-1559 Difesa dello stato di Milano, contro gli

attacchi de' Francesi 190

Oppressione e rovina dei Milanesi sotto

l'amministrazione spagnuola 191

1563 Tentativi infruttuosi del duca di Sessa per

istabilire in Milano l'inquisizione

spagnuola 191

Il regno di Napoli difeso contro i Francesi 192

1518-1546 Regno e potenza del secondo Barbarossa,

re d'Algeri, e suoi guasti sulle coste di

Napoli, di Sicilia e di Sardegna 193

1546-1600 Continuazione de' guasti de' Barbareschi

comandati da Dragut, Piali e Ulucciali 194

1539-1553 Amministrazione oppressiva di D. Pedro di

Toledo a Napoli 194

1547 D. Pedro tenta inutilmente di stabilire

l'inquisizione in Napoli 195

Oppressione de' Regni di Sicilia e di Sardegna 196

1565 Assedio e memorabile difesa di Malta, che

salva la Sicilia dall'invasione dei Musulmani 197

1530 Ad onta che si andassero allargando i confini

dello stato della chiesa, decresce

nulladimeno la potenza dei papi 198

1534 12 ottobre-1549 10 novembre. Regno ed

ambizione di Alessandro Farnese, papa col

nome di Paolo III 199

Paolo III apparenta la casa Farnese con

quelle d'Austria e di Francia 200

Chiede l'investitura del ducato di Milano

per suo figliuolo Pier Luigi 201

1545 Agosto. Dona a Pier Luigi Parma e Piacenza

erigendoli in ducati 202

1547 10 settembre. Pier Luigi assassinato dai

nobili di Piacenza, ed i suoi stati invasi

dagl'Imperiali 203

1549 10 novembre. Paolo III muore, lasciando

suo nipote Ottavio spogliato di tutti

i suoi stati 204

1550 22 febbrajo. Giulio III, successore di

Paolo III, rende Parma a Ottavio Farnese 205

1551 27 maggio. Il duca di Parma si mette sotto

la protezione della Francia; muove guerra

all'imperatore, suo suocero 206

1556 15 settembre. Piacenza è resa al duca di

Parma da Filippo II 206

1586 18 settembre-1592 2 decembre. Regno

d'Alessandro Farnese, figlio e successore

d'Ottavio, nel ducato di Parma 207

1549 9 febbrajo-1555 29 marzo. Regno di Giulio III;

quanto Giulio III fosse portato pei piaceri 208

1555 23 maggio. Gian-Piero Caraffa, eletto papa

col nome di Paolo IV 208

Tutto il clero si riunisce per opporsi agli

attacchi de' riformatori 209

1545-1563 Il concilio di Trento cambia lo spirito

della Chiesa 209

Desso riforma la disciplina del clero, ma

aumenta il fanatismo 210

Cambiamento totale nel carattere dei papi

dopo il concilio tridentino 213

1555-1559 18 agosto. Fanatismo persecutore di Paolo IV.

Inquisizione 214

1556 settembre-1557 14 settembre. Guerra di

Paolo IV contro Filippo II e il duca d'Alba 215

1569-1585 I regni di Pio IV, Pio V e Gregorio XIII,

sono ugualmente fanatici 216

1571 7 ottobre. Vittoria della flotta Cristiana

sopra i Turchi a Lepanto 217

1585 24 aprile-1590 20 agosto. Talenti e

dispotismo di Sisto V 218

1590-1605 Quattro pontefici regnano fino al fine

del secolo 218

1563-1600 Persecuzioni de' papi contro i protestanti

d'Italia 219

Alimentano le guerre civili, e le macchinazioni

del rimanente dell'Europa 220

Cattiva amministrazione degli stati del papa.

Miseria, carestia, peste e distruzione

della popolazione 221

Si moltiplicano i masnadieri che formano

eserciti 221

L'abitudine del ladroneccio corrompe i

costumi nazionali e presso i signori

feudatarj e presso i paesani della

Sabina 223

1534 31 ottobre. Morte di Alfonso I, duca di

Ferrara, al quale succede suo figliuolo

Ercole II 224

1534-1559 3 ottobre. Regno d'Ercole II, suoi sforzi

per sottrarsi al giogo della Spagna 225

1559-1597 27 ottobre. Regno d'Alfonso II. Estinzione

della linea legittima della casa d'Este 226

Don Cesare, figliuolo di un figliuolo naturale

di Alfonso I, è accennato come successore di

Alfonso II 227

1597 Clemente VII dichiara Ferrara unita alla

santa sede 227

1598 13 gennajo. Trattato dietro il quale don

Cesare abbandona Ferrara alla santa sede,

e si ritira a Modena e a Reggio 228

1538 1 ottobre. Morte di Francesco Maria della

Rovere, duca d'Urbino 230

1538-1574 Regno di Guid'Ubaldo. Oppressione del ducato

d'Urbino 230

1531-1533 30 aprile. Regno di Giovan Giorgio, ultimo

de' Paleologhi, nel marchesato di Monferrato 231

1536 3 novembre. Federico II, duca di Mantova,

riceve il possesso del Monferrato. Regno

e successori di lui 232

Carattere di Cosimo de' Medici, duca di Firenze 233

1560 Cosimo I crea l'ordine di santo Stefano,

per distogliere i Fiorentini dal commercio 234

1562 Assassinio di due figliuoli, e morte della

moglie di Cosimo I 234

1564 Cosimo I cede l'amministrazione a suo

figliuolo Francesco I, ma si riserba

l'autorità suprema 234

1569 Pio V accorda a Cosimo I il titolo di gran

duca di Toscana, che Massimiliano II

conferma al figliuolo di lui il 2 novembre

del 1575 235

1574 21 aprile. Morte di Cosimo I. Successione e

indole di Francesco I 236

1578 Francesco I fa assassinare o avvelenare tutti

i suoi nemici in Francia e in Inghilterra 237

1579 Matrimonio vergognoso di Francesco I con

Bianca Capello 238

1587 19 ottobre. Morte di Francesco I. Indole di

Ferdinando suo successore 238

Oligarchia Lucchese. _I signori del

Cerchiolino_ 239

1531-1532 Sollevazione repressa in Lucca delle

classi inferiori 241

1556 9 dicembre. Legge _Martiniana_, che

circoscrive l'oligarchia Lucchese 241

Malcontento in Genova a cagione dello

stabilimento dell'aristocrazia 243

Odio di Gian-Luigi del Fiesco contro

Giannettino Doria, nipote di Andrea 243

1547 2 gennajo. Cospirazione di Gian Luigi del

Fiesco, che muore appunto quando era per

riescire il suo progetto 245

1560 25 novembre. Andrea Doria muore, dopo essersi

crudelmente vendicato dei Fieschi 246

1566 I genovesi perdono l'isola di Scio, e la

Corsica si ribella 247

1548-1571 Due tentativi degli Spagnuoli per soggiogare

Genova 247

1576 17 marzo. Atto di mediazione che ristabilisce

la pace tra l'antica e nuova nobiltà di Genova 248

1537-1540 Guerra dei Turchi, in cui i Veneziani perdono

l'Arcipelago e il resto del Peloponeso 249

1570-1573 Seconda guerra de' Turchi, in cui i Veneziani

perdono l'isola di Cipro 250

Il genio letterario muore in Italia dopo la

metà del sedicesimo secolo 251

CAPITOLO CXXIV. _Rivoluzione de' varj stati

d'Italia nel corso del diciassettesimo

secolo._ 1601-1700 253

La storia d'Italia si fa più sterile di mano

in mano che più s'avvicina ai tempi nostri 253

Il diciassettesimo secolo è un'epoca di morte

politica e letteraria 254

Un secolo può essere infelicissimo, anche

quando le sue disgrazie non possono essere

argomento di storia, e non lasciano di sè

niuna rimembranza 255

Colpo portato al santo legame del matrimonio

dalla moda de' _Cicisbei_, cagione

universale di calamità in Italia 256

Scopo politico di questa moda introdottasi

nelle corti nel diciassettesimo secolo 257

Abitudine del lavoro, onorato nelle

repubbliche, a cui sottentra un nobile

ozio 257

Nel diciassettesimo secolo ognuno si gloria

de' vizj che altre volte cautamente avrebbe

nascosti 259

Aumento del lusso in detrimento del commercio 260

Nuovi titoli che eccitano la vanità ed aguzzano

le mortificazioni 260

Stato desolante de' padri di famiglia 262

Le sostituzioni perpetue gli spogliavano delle

loro proprietà 263

I privati mali di ciascun individuo

strascinavano la nazione ai piaceri de'

sensi, che le apparecchiavano nuovi patimenti 264

Il diciassettesimo secolo presenta minori

calamità; e maggiore umiliazione del

sedicesimo 269

Divisione del XVII secolo tra Filippo III,

dal 13 settembre 1596 al 31 marzo 1621;

Filippo IV, morto il 7 settembre 1665, e

Carlo II morto il 1 novembre 1700 270

I principi italiani non approfittano della

decadenza della monarchia Spagnuola per

ritornare indipendenti 270

1621 7 novembre 1659. Lotta fra la Spagna e la

Francia. Carattere delle guerre dei due

cardinali Richelieu e Mazarino 271

1665-1700 Arroganza di Luigi XIV, meno sentita in

Italia che nel rimanente dell'Europa 272

Patimenti del ducato di Milano nel XVII secolo,

senza rimarchevoli avvenimenti 274

Silenzio della storia sulla Sardegna 275

Onerose contribuzioni del regno di Napoli 275

1665-1700 Accrescimento delle gabelle, contrario ai

privilegj del regno 276

1647 7 luglio. Sommossa eccitata dalla gabella

de' frutti, diretta da Masaniello 277

Fermento simultaneo di tutta l'Europa pella

libertà 277

1647 Il duca d'Arcos, vicerè, compromette la

nobiltà di Napoli col popolo 278

16 luglio. Masaniello assassinato per ordine

del duca d'Arcos 280

21 agosto. Avendo il duca d'Arcos rivocate

le sue promesse, ricomincia la sedizione 281

5 ottobre. Il duca d'Arcos fa bombardare la

città dopo la pacificazione 281

7 ottobre. Gli Spagnuoli, discacciati dalla

città, si ritirano nelle fortezze 282

Il duca di Guisa, chiamato a Napoli, è

dichiarato generalissimo della repubblica 283

Il popolo non pensò che a traslocare l'autorità

arbitraria invece di distruggerla 283

I Napolitani ingannati dal duca di Guisa e da

Gennaro Annese 284

1648 6 aprile. Gennaro Annese si rimette egli

stesso a Napoli nelle mani di Filippo IV,

che lo fa poi morire 285

1647 20 maggio. Sommossa di Palermo contro il

marchese di Los Velez 286

1674 Agosto. Sommossa di Messina cagionata dalla

violazione de' suoi privilegj 287

Ajuti mandati da Luigi XIV a Messina 288

1678 Agosto. I Francesi evacuano Messina

precipitosamente 290

Misera sorte di 7000 Messinesi imbarcatisi

co' Francesi 292

Crudeltà degli Spagnuoli che rientrano in

Messina 292

I rifugiati di Messina espulsi dalla Francia

e ridotti alla disperazione 292

Rivoluzioni poco importanti dello stato della

chiesa nel XVII secolo 292

1605 Contese di Paolo V colla repubblica di Venezia

a motivo delle immunità ecclesiastiche 292

1606 17 aprile. La repubblica di Venezia è

scomunicata e interdetta 292

1607 21 aprile. Riconciliazione tra Venezia e il

papa di cui è mediatore Enrico IV 292

1623 6 agosto. Elezione di Urbano VIII; sua

prodigalità verso i Barberini, suoi nipoti 292

1641 I Barberini cercano di togliere ai Farnesi

i ducati di Castro e Ronciglione 292

1644 31 maggio. Pace tra i Barberini e i Farnesi,

conchiusa dopo una guerra ridicola 295

1662 Dissapori di Luigi XIV con Alessandro VII a

cagione delle franchigie del suo ambasciatore 295

1664 12 febbrajo. Trattato di Pisa, e soddisfazione

data da Alessandro VII a Luigi XIV 296

1687 30 gennajo. Nuovi tentativi d'Innocenzo XI

per abolire le franchigie. Viene insultato

dal marchese di Lavardino 296

1687 La casa di Savoja dura fatica, nel

diciassettesimo secolo, a mantenersi in

quello stato di grandezza cui era salita

nel sedicesimo 297

1600-1630 26 luglio. Fine del regno di Carlo Emmanuele I:

sua ambizione 298

1630-1637 7 ottobre. Regno di Vittorio Amedeo; suo

attaccamento alla Francia 299

1638-1675 12 giugno. Reggenza di Cristina; guerre civili,

e regno di Carlo Emmanuele II 300

1675-1700 Principj di Vittorio Amedeo II; sua abilità e

poca buona fede 300

1600-1609 7 febbrajo. Fine del regno di Ferdinando I

in Toscana; fondazione di Livorno 301

1609-1621 28 febbrajo. Regno di Cosimo II; suo genio

pella marina 302

1621-1670 Regno di Ferdinando II; dolcezza, debolezza

ed apatia del governo 303

1670-1700 Principj di Cosimo III; diffidenza, fasto e

bigotteria di questo principe 303

1592-1622 Marzo. Regno di Rannuccio I a Parma;

sua tirannide 304

1622-1646 12 settembre. Regno di Odoardo Farnese; sua

presunzione e suo governo 306

1646-1694 11 dicembre. Regno di Rannuccio II, diretto

da' suoi favoriti 307

1597-1628 11 dicembre. Regno di Cesare d'Este in Modena 309

1629 24 luglio. Alfonso III, suo figliuolo, si fa

cappuccino 309

1629-1658 14 ottobre. Regno e guerre di Francesco I

pegli Imperiali, poi pei Francesi 309

1658-1662 Regno di Alfonso IV 310

1662-1694 6 settembre. Regno di Francesco II 310

1600-1627 26 dicembre. Regni e dissolutezze di quattro

Gonzaga in Mantova 311

1627 Successione di Carlo Gonzaga, duca di Nevers.

Suo figliuolo sposa l'erede del Monferrato 311

1630 18 luglio. Sacco di Mantova, assediata

dagl'Imperiali. Calamità del Monferrato 313

1637-1665 15 settembre. Regno di Carlo II di Gonzaga 314

1665-1700 Regno, viltà e scostumatezza di Ferdinando

Carlo di Gonzaga 314

1574-1626 Regno di Francesco Maria della Rovere,

duca d'Urbino 315

La repubblica di Lucca non presenta in questo

secolo nessun avvenimento 315

1626 Due fazioni in Genova; quella delle famiglie

inscritte e che governavano, e quella delle

famiglie escluse dal governo 316

1628 30 marzo. Congiura di Vachero contro

l'aristocrazia di Genova 318

1684 18 maggio. Bombardamento di Genova per ordine

di Luigi XIV 319

1600-1619 Vigore della repubblica di Venezia; sua guerra

cogli Uscochi, sudditi dell'Austria 320

1617 Alleanza de' Veneziani cogli Olandesi; i

Veneziani si avvicinano ai protestanti 321

1618 Congiura del marchese di Bedmar contro Venezia 322

1619-1637 I Veneziani sostengono i diritti de' Grigioni

nella Valtellina 322

1645 25 giugno. I Turchi attaccano Candia.

Guerra di 25 anni 323

1669 6 settembre. Capitolazione di Candia.

Pace coi Turchi 324

1684-1699 Seconda guerra coi Turchi; conquista della

Morea; vittorie di Francesco Morosini e di

Konigsmark; pace di Carlowitz 325

CAPITOLO CXXV. _Ultime rivoluzioni degli

antichi stati d'Italia, dopo l'apertura della

guerra della successione di Spagna fino

all'epoca della rivoluzione francese._ 1701-1789 327

Effetti della schiavitù dell'Italia sulla

letteratura e i talenti 327

Le quattro guerre della prima metà del XVIII

secolo rendono una specie d'indipendenza

all'Italia 328

Ma questa indipendenza non si può mantenere

quando lo spirito di vita è distrutto 329

1701-1713 Guerra della successione di Spagna 330

1713 11 aprile. Incremento che riceve la casa di

Savoja col trattato d'Utrecht 331

1717-1720 Guerra della quadruplice alleanza 332

1720 17 febbrajo. Pace colla Spagna. Successione

eventuale di Parma e di Toscana promessa

a don Carlo 333

1733-1735 Guerra dell'elezione di Polonia 334

1738 18 novembre. Trattato di Vienna. Indipendenza

del regno delle due Sicilie 335

1741-1748 Guerra della successione d'Austria 336

1748 18 ottobre. Trattato di Aquisgrana: ducato

di Parma dato ad un Borbone 337

La Toscana promessa al duca di Lorena 338

Debolezza e nullità dell'Italia ad onta di

quanto la pace di Aquisgrana aveva operato

pella sua indipendenza 339

1675-1730 Regno di Vittorio Amedeo II di Savoja 340

1703 Luglio. Lascia i Borboni per unirsi all'Austria 340

1706 7 settembre. I Francesi sono sconfitti presso

Torino dal principe Eugenio 342

Riunione nel Monferrato al Piemonte; l'Austria

non cede il Vigevanasco 342

1714-1718 Vittorio Amedeo, re di Sicilia; le sue contese

col Clero 343

1718 18 ottobre. Consente al contraccambio della

Sicilia colla Sardegna 344

1720 Agosto. Vittorio Amedeo entra in possesso

della Sardegna 345

1720-1730 Attività e talenti di Vittorio Amedeo nella

sua amministrazione 345

1730 3 settembre. Abdicazione di Vittorio Amedeo

a favore di Carlo Emmanuele III 346

1731 28 settembre. Vittorio Amedeo è arrestato per

ordine di suo figlio 346

1735 3 ottobre. Carlo Emmanuele III acquista colla

pace Novara e Tortona 347

1742 1 febbrajo. Trattato d'alleanza della Savoja

coll'Austria pella difesa del Milanese 348

1743 13 settembre. Trattato di Worms tra i suddetti.

Piacenza promessa alla Savoja 349

Nello stesso tempo Carlo Emmanuele tratta

colla casa di Borbone 349

1773 20 gennajo. Morte di Carlo Emmanuele III.

Vittorio Amedeo III gli succede 350

1701-1748 Smembramento successivo del ducato di Milano 351

1765 18 agosto-1790 Migliore amministrazione della

Lombardia sotto Giuseppe II 351

1708 5 luglio. Morte di Ferdinando Carlo di Gonzaga.

Il ducato di Mantova confiscato e riunito

alla Lombardia Austriaca 352

1746 15 agosto. Morte dell'ultimo Gonzaga di

Guastalla; suoi stati riuniti a quelli

di Parma 353

1694-1727 26 febbrajo. Regno di Francesco Farnese a Parma

e Piacenza 354

1714 16 settembre. Matrimonio d'Elisabetta, nipote

di Francesco, con Filippo V di Spagna 355

1720 17 febbrajo. Successione di Parma assicurata

ad un figlio d'Elisabetta in forza della

quadruplice alleanza 356

1727-1731 20 gennajo. Regno d'Antonio, ultimo de' Farnesi,

in Parma 357

1731 Enrichetta d'Este, vedova d'Antonio, dice di

essere incinta e resta a Parma fino a

settembre 358

1732 9 settembre. Don Carlo, figliuolo primogenito

d'Elisabetta Farnese, entra in Parma 359

1733 Don Carlo si dichiara maggiore nell'età di

diciott'anni, e prende il comando dell'armata

Spagnuola 359

1734 Febbrajo. Intraprende la conquista del regno

di Napoli, sotto la direzione del duca di

Montemar 360

I due regni di Napoli e di Sicilia conquistati

da don Carlo 360

1736 3 maggio. Gli Austriaci entrano in Parma ed

in Piacenza, dopo che gli Spagnuoli ne hanno

portati via tutti gli effetti preziosi dei

Farnesi 361

1742 Don Filippo, secondo figlio d'Elisabetta

Farnese, pretende al retaggio di Parma 362

1745 Settembre. Don Filippo occupa Parma poi Milano 363

1718 18 ottobre. I ducati di Parma, Piacenza e

Guastalla assicurati a D. Filippo 364

1765 18 luglio. Morte di Filippo. Don Ferdinando

gli succede 365

1694-1737 26 ottobre. Regno di Rinaldo d'Este a Modena

e Reggio 365

1718 Rinaldo compra il piccolo ducato della

Mirandola, confiscato sull'ultimo dei Pichi 366

1737-1780 23 febbrajo. Regno di Francesco III; parte

che prende alla guerra della successione

d'Austria, come generale de' Francesi 366

1780-1796 Regno d'Ercole III. Riunione de' ducati di

Massa Carrara e Modena in conseguenza del

matrimonio di questo principe con Teresa Cibo 367

Estinzione del maggior numero delle case

sovrane d'Italia 369

1771 14 ottobre. Ultima figlia della casa d'Este,

maritata con Ferdinando d'Austria 369

1670-1723 31 ottobre. Regno in Toscana di Cosimo III

de' Medici 370

Matrimonj sterili di tre figliuoli di Cosimo,

e di suo fratello 370

1723-1737 9 luglio. Regno di Giovanni Gastone, ultimo

de' Medici 372

1737-1765 18 agosto. Regno in Toscana di Francesco II,

duca di Lorena e imperatore 373

1743 18 febbrajo. Morte della principessa Palatina,

sorella dell'ultimo gran duca Medici 373

1765-1790 20 febbrajo. Regno di Pietro Leopoldo in Toscana 374

1738-1759 10 agosto. Regno di don Carlo, Carlo VII e V

nelle due Sicilie 376

Stato misero della famiglia di don Carlo,

che passa al trono di Spagna 377

1759-1799 Regno di Ferdinando IV a Napoli 378

1700-1721 19 marzo. Regno del papa Clemente XI

(Giovanni Francesco Albani) 379

1721-1724 7 marzo. Regno d'Innocenzo XIII

(Michel Angelo Conti) 379

1724-1730 21 febbrajo. Regno di Benedetto XIII

(Vincenzo Maria Orsini) 380

1730-1740 6 febbrajo. Regno di Clemente XII

(Lorenzo Corsini) 381

1735 Gli stati della Chiesa guastati dagli

Spagnuoli e gli Austriaci 382

1739 Ottobre. Repubblica di san Marino sorpresa

dal cardinale Alberoni, e riunita alla

santa sede; poi riposta in libertà da

Clemente XII 383

1740-1758 3 maggio. Regno di Benedetto XIV

(Prospero Lambertini) 384

1742-1748 Lo stato della Chiesa guastato durante la

guerra della successione d'Austria 385

1758-1769 3 febbrajo. Regno di Clemente XIII

(Carlo Rezzonico) 386

1769-1774 22 settembre. Regno di Clemente XIV

(Lorenzo Ganganelli) 387

1773 21 luglio. Clemente XIV sopprime l'ordine

dei Gesuiti 388

1775-1779 29 agosto. Regno di Pio VI 388

Lavori infruttuosi di Pio VI nelle paludi

pontine 389

1700-1713 La repubblica di Venezia non prende alcuna

parte alla guerra della successione di

Spagna 390

1715-1718 La Morca conquistata sui Veneziani da Achmet III 391

1718 27 giugno. Tregua di Passarowitz, che regola

i confini di Venezia coi Turchi 392

1700-1789 La storia della repubblica di Lucca è nulla

in questo secolo 392

1713 La repubblica di Genova compra dall'imperatore

il marchesato di Finale 393

1730-1768 Guerre de' Genovesi colla Corsica ribellata,

che poi cedono alla Francia 394

1746 16 giugno. Sconfitta de' Borboni a Piacenza,

che espone Genova alle vendette degli

Austriaci 395

6 settembre. Capitolazione di Genova al

marchese Botta, generale austriaco 396

Gli Austriaci violano la capitolazione, e

riducono Genova alla disperazione 396

5 dicembre. Sommossa del popolo genovese che

discaccia gli Austriaci dalla città 397

10 dicembre. Gli Austriaci ripassano la

Bocchetta, e si ritirano in Lombardia 399

1748 18 ottobre. La repubblica di Genova compresa

nel trattato d'Aquisgrana 400

La sommossa di Genova è il solo avvenimento

veramente istorico di questo secolo 400

1748 La nazione italiana, straniera ai suoi

monarchi, non prendeva nessuno interesse

alla loro politica 401

Distruggendo le forze morali di una nazione,

si distrugge la nazione medesima 402

L'Italia, alla guerra della rivoluzione, non

ha avuto nè la volontà nè la forza di

difendere la sua indipendenza 403

CAPITOLO CXXVI. _Intorno alla libertà

degl'Italiani nei tempi delle loro repubbliche._ 404

Paragonando l'Italia quale era nel

quindicesimo secolo all'Italia quale

diventò nel diciottesimo secolo, si

conosce la grande influenza della

sua libertà 404

Grandezza dei templi esistenti, e miseria

dei fedeli che ora vi si raccolgono 405

Frequenza e magnificenza delle città che

cadono in rovina 405

Rinnovamento di un dotto metodo di

coltivazione, a quell'epoca in cui da

per tutto i paesani erano schiavi 406

Immenso capitale impiegato nello scavamento

dei canali della Lombardia, e nell'assodamento

a foggia di terrapieni del suolo della

Toscana 407

L'Italia è la terra dei morti; l'attuale

generazione non avrebbe potuto far nulla

di ciò ch'ella possiede 408

La libertà che diede tanta vita all'Italia,

non era quella che oggi cerchiamo 409

L'antica libertà era una partecipazione alla

sovranità; la moderna è una protezione della

felicità e dell'indipendenza; quella è attiva,

questa passiva 409

Gl'Italiani chiamavano libero qualunque governo

repubblicano 410

Nelle oligarchie le sole famiglie proprietarie

della sovranità godevano della libertà attiva;

la libertà passiva non esisteva per nessuno 411

Il mantenimento della schiavitù presso gli

antichi, aveali impediti di ricercare nella

dignità dell'uomo l'origine della libertà 412

L'abolizione della domestica schiavitù fece

le repubbliche italiane di molto superiori

a quelle dell'antichità. In qual modo questa

si effettuò 413

Al tempo dell'impero romano, intere campagne

quasi deserte erano coltivate da mandre di

schiavi 414

La maggior parte degli schiavi delle campagne

furono rapiti dai Barbari 415

I Barbari, stabilendosi in Italia, costrinsero

gli uomini liberi a lavorare. Invenzione

della coltura a metà frutto a favor loro 416

Danno bentosto la libertà ai loro schiavi,

perchè il lavoro del libero agricoltore rende

loro assai maggior profitto che non quello

dei servi 417

La legge non abolisce la schiavitù, e i papi

spesso la rinnovarono; ma l'interesse

personale l'ha sempre distrutta 418

Il fanatismo religioso ha solo conservato i

resti della schiavitù 419

I filosofi hanno fondato le teorie moderne

della libertà sull'abolizione della schiavitù

e la conservazione della monarchia 420

La libertà degli antichi essendo un diritto,

non si esaminava se fosse necessaria alla

felicità 421

I moderni hanno esaminato in che modo dalla

libertà dipenda anche la felicità; perchè,

secondo loro, tutti gli uomini hanno diritto

ad uno stato di vita felice 422

Se il governo non protegge cotesta felicità

nelle persone, nell'onore, nelle proprietà,

nei sentimenti morali di ciascun individuo,

qualunque sia l'origine di cotale governo

desso è tirannico 422

Il governo deve proteggere ciascun individuo

contro gli altri, non contro sè medesimo;

e perciò l'azione del governo non si deve

estendere nè sui pensieri, nè sulla coscienza 423

È un violare la libertà il perseguitare quelle

colpe, le quali non si possono castigare

senza un'inquisizione peggiore pella società

che non la colpa medesima 423

La libertà della stampa, della pubblica difesa

delle proprie opinioni, della petizione,

sono le guarenzie politiche di questa

libertà passiva 424

La libertà dei moderni non era guarentita

nelle repubbliche italiane 425

La processura criminale vi era viziata dai

medesimi difetti che negli stati dispotici 425

Divisione dei poteri esecutivi e giudiziarj

spesso non conosciuta 426

Insufficienti precauzioni per guarentire

l'imparzialità dei giudici 427

Istruzione secreta, tortura e supplizj atroci 428

Sentenze pronunziate dalle _balìe_ con

rivoluzionaria autorità 429

Gl'Italiani permettevano al governo di

giudicare le opinioni e i pensieri 429

L'eresia, la magia, il malcontento, sottomessi

alla giurisdizione dei tribunali 430

La persecuzione della bestemmia fu cagione

di processure vessatorie e quasi sempre

ingiuste 431

Altri delitti di semplici parole castigati

con eccessiva severità 432

Processi pella conservazione dei costumi

spesse volte più scandalosi dello stesso

disordine 432

La libertà della stampa incognita alle

repubbliche italiane 434

Il diritto di petizione similmente incognito 434

La libertà di sostenere le proprie opinioni

nei consiglj non era neppure protetta 435

La minorità legava la maggiorità con una

muta opposizione 436

L'adesione della minorità spesso ottenuta

colla violenza 438

In che cosa consistesse la libertà delle

repubbliche italiane 439

Gl'Italiani non erano liberi come governati

ma come governanti 440

Presso di loro ogni autorità esercitata sul

popolo emanava dal popolo 441

Dopo un determinato tempo, l'autorità dei

mandatarj del popolo ritornava al popolo;

nessuno de' suoi mandati non era irrevocabile 442

Eccezione; il doge di Venezia 443

Altre eccezioni; le famiglie che s'innalzavano

alla tirannide 444

L'esistenza di poteri irrevocabili in una

repubblica implica contraddizione 445

Ogni depositario dell'autorità pubblica era

risponsabile verso il popolo 446

Nelle repubbliche, la risponsabilità non

viene esercitata sui magistrati che quando

escono di carica 447

Questo inconveniente è nullo, quando le cariche

durano breve tempo 447

_Divieto_, riposo cui erano tenuti i

magistrati che uscivano di carica 448

_Sindicato_, inquisizione giuridica e

necessaria sulla amministrazione di alcuni

magistrati allo spirare delle loro funzioni 448

Superiorità delle costituzioni delle

repubbliche italiane su quelle delle altre

repubbliche antiche 449

La risponsabilità assicurata colla simultanea

amovibilità di tutti i consiglj 450

La prosperità nazionale era dipendente dalla

risponsabilità dei magistrati, dalla dignità

dei cittadini e dall'emulazione di tutte

le classi 451

Il timore della risponsabilità pone freno al

potere giudiziario 452

I magistrati temevano coloro che sarebbero

per succeder loro negl'impieghi 453

Quegli che avea fatto la legge ritornava ad

essere semplice cittadino, e un altro era

incaricato di farla eseguire 454

La libertà italiana assai più contribuiva

alla virtù che alla felicità dei cittadini 455

Emulazione generale eccitata nel popolo

dall'aspettazione degl'impieghi 455

È giusto di avere in considerazione il

divertimento di una nazione, poich'esso

fa parte della sua felicità; desso era

costante e nobile 456

Perfezionamento dell'uomo; scopo principale

del governo 457

Insaziabile avidità d'imparare, che allora

caratterizzava i Fiorentini 458

Censura esercitata dalla pubblica opinione

sulla condotta di ciascuno 459

La libertà e la filosofia degli antichi

avevano per iscopo la virtù; la libertà

e la filosofia de' moderni ha per iscopo

la felicità 460

È dovere del legislatore di conciliare le

due libertà, e sostenere l'una coll'altra 461

CAPITOLO CXXVII. _Quali sono le cause

che mutarono il carattere degl'Italiani dopo

essere state ridotte in servitù le loro repubbliche._ 463

Egli è un errore comune lo attribuire

agl'Italiani di una volta il carattere

degl'Italiani d'oggi 463

I vizj delle pubbliche instituzioni d'Italia

fanno l'apologia degl'Italiani 464

La religione, l'educazione, la legislazione,

e il punto d'onore hanno, ciascuna per la

sua parte, contribuito ad alterare il

carattere nazionale 465

La religione, fra tutte le forze morali, è

quella che può operare il maggior bene e

il maggior male 465

La religione cattolica non ha la medesima

influenza nel mezzogiorno come nel nord,

nè ugualmente dopo come prima del concilio

tridentino 466

Rivoluzione che comincia nello spirito della

Chiesa col pontificato di Paolo IV 467

Spaventati dalla riforma, i papi abbandonano

la causa dei popoli per quella dei re 468

La riformazione ha corretti i costumi e

riscaldato lo zelo, ma anche aumentato il

potere del clero cattolico 469

La Chiesa, coll'impadronirsi della morale,

ha sostituito lo studio dei casisti a quello

della nostra propria coscienza 470

I casisti hanno fatta la morale estranea al

cuore ed alla ragione 471

Il salutare orrore che debbe inspirare il

delitto fu considerevolmente diminuito

da una erronea classificazione dei peccati 471

La dottrina della penitenza e dell'assoluzione

riduce il dovere costante della vita di ogni

buon cristiano ad un conto da regolarsi

all'articolo di morte 472

In Italia il castigo dei condannati li fa

sempre parere martirj agli occhi del popolo 474

Il concilio tridentino corregge, ma non

distrugge il traffico delle indulgenze 474

Le indulgenze gratuite non sono meno fatali

alla morale 475

Il caso e non la virtù decise della sorte

eterna dell'anima del moribondo, secondo

che egli potè o no confessarsi ed essere

assolto 476

I comandamenti della Chiesa furono posti

invece di quelli di Dio e della coscienza 477

Quanto più l'uomo divoto è regolare nelle sue

pratiche di pietà, tanto più si crede

dispensato dall'esercitare la virtù 478

L'interesse sacerdotale ha corrotto tutte le

virtù ch'egli ha sottomesse alla legislazione

dei casisti 478

Lo studio filosofico della morale è severamente

interdetto 478

La religione ha insegnato in Italia ad

ingannare la propria coscienza, e non ad

ubbidirle 479

EDUCAZIONE: sua influenza intimamente

legata a quella della religione 481

Al sedicesimo secolo, l'educazione viene

tolta ai filologhi indipendenti, ed è

confidata ai monaci 482

Emulazione e attività dello spirito dei

primi; servile docilità dei secondi 483

I frati escludono dalle scuole ogni contenzione

di spirito 484

Lo studio dell'antichità è continuato nelle

scuole, ma separato da ogni sentimento e da

ogni riflessione 485

Tra le mani dei frati lo studio dell'antichità

diventa una scienza di fatti e d'autorità 486

Inerzia assoluta dello spirito; risultato di

questa educazione 487

Le tautologie dell'orazioni sono un esercizio

di distrazione se non lo sono d'ipocrisia 488

La memoria sola chiamata alle lezioni,

s'incarica con ripugnanza della soma

impostale 488

L'ubbidienza e la disciplina monastica

impediscono lo scolaro fin nelle sue

ricreazioni 489

Disgrazia di una nazione educata a questo modo 490

LEGISLAZIONE: essa è tutta quanta

basata, come la religione e l'educazione,

sopra un'ubbidienza cieca ed implicita 492

Il potere dei principi è assoluto; le leggi,

la giustizia, i privilegj gli sono sottomessi 493

La legge emana dalla volontà del principe

senza discussione, nè deliberazione pubblica 494

L'istruzione pubblica dei processi è grande

scuola di morale pel popolo 496

In Italia, ove dessa instruzione è secreta,

rende odiosa la giustizia 496

In Italia tutti i ministri della giustizia

sono dichiarati infami 497

Il loro capo, quantunque infame siccome loro,

ha in mano tutta l'autorità d'un magistrato 497

Tutto il pubblico è legato col malfattore

contro la giustizia 498

Il giudizio delle cause lasciato ad un giudice

solo; il che libera i magistrati dal più

salutare freno, quale quello di far palesi

tutti i loro motivi 499

Frequenza dei processi economici, nei quali

il prevenuto non conosce l'accusa, e non è

ammesso a difendersi 500

La cattiva giustizia d'Italia suggerisce ad

ognuno abitudini di dissimulazione, di

adulazione e di bassezza 501

Abitudini di ferocia inspirate al popolo

dallo spettacolo della tortura 503

Influenza morale della legislazione civile,

che si estende su tutti i cittadini 504

L'ordine di successione fu cangiato alla

caduta della libertà, coll'instituzione

delle sostituzioni perpetue e dei favori

accordati alle primogeniture 504

La madre e i fratelli fatti dipendenti dei

figliuoli maggiori, il che sovverte tutti

i sentimenti di natura 506

I figliuoli minori condannati all'ozio e

alla bassezza, perchè ridotti alla sola

pensione alimentaria 506

Il ricorso alla grazia nelle cause civili

guasta ogni nazionale abitudine di giustizia 507

Infinita moltiplicazione dei processi, che

toglie qualunque vergogna al carattere di

litigioso 508

IL PUNTO D'ONORE; complemento delle

instituzioni nazionali 510

Il punto d'onore confondendosi nelle

repubbliche coll'opinione pubblica, vi si

fa appena rimarcare 510

I Castigliani ricevettero dagli Arabi e

portarono in Italia un punto d'onore di

un carattere diverso 511

Tre principj fondamentali del punto d'onore

arabo e castigliano 512

1.º Delicatezza esagerata sul punto della

castità delle donne, la quale toglie loro

quell'onesta libertà di cui avevano goduto

nelle repubbliche 512

Induce a porre in non cale la morale

educazione, che sola può dare alle donne

armi da difendersi 513

Cotale punto d'onore abbandonato alla fine

del XVII secolo, senza sostituirglisi niuna

altra guarenzia della virtù delle donne 514

Lo sposo è costretto di distruggere

l'educazione monastica di sua moglie 514

Lo sregolamento delle donne italiane è opera

delle instituzioni sociali 515

2.º Delicatezza esagerata sul punto del

valore negli uomini. Le repubbliche italiane

erano state viziate dall'opposto difetto 515

Le guerre del sedicesimo secolo richiamano

gl'Italiani a pigliare le armi, e destano

nel loro cuore il punto d'onore castigliano 516

Decadimento della milizia italiana nel XVII

secolo; la nobiltà ricade nella mollezza

e nel riposo 517

Nel XVIII secolo gl'Italiani confessano

senza arrossire il loro difetto di coraggio 518

3.º Necessità imposta all'uomo d'onore di

vendicare l'offesa ricevuta 518

Le nazioni del nord si battono per difendere

il loro onore, non per vendicarsi 519

I Mori, i Castigliani e poi gl'Italiani

vollero mostrare, non già valore, ma forza

d'animo e odio implacabile 520

Il veleno e il ferro adoperati per soddisfare

l'onore oltraggiato 521

Questo barbaro punto d'onore è abbandonato

ne' presenti tempi, ma ha lasciato una

fatale indulgenza pella perfidia 522

Indulgenza che meritano i vizj degl'Italiani,

perchè sono opera de' loro padroni 523

Virtù ingenite che sono rimaste agl'Italiani 524

Gl'Italiani non hanno perduto il seme delle

grandi cose 525

Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 16 (of 16) · 第 10 / 12 题