Carissimo Luigi, Ho auto tre vostre; una de' 7, e de' 13 e 18:
risponderò a tutte le cose mi paranno di più inportanza.
E prima, quanto a' vini, n'è istato qui poco per tutto. Da Ripalto e 'l
Mulino non potetti averne più, per la causa vi scrissi allora; e l'uno
e l'altro sono molto poveri. Apaionmi legate persone;[426] e parmi
che Giovanni abbi poco el capo a starvi: e pochi giorni sono mi disse
che non era el bisogno suo el podere, che dura assai fatica, e per
essere in sulla strada patisce assai danni da' pecorai; e che mi voleva
aiutare trovare lavoratore, io gli aiutassi trovar podere. Io gli
risposi non m'impacciavo d'allogare, e che gli aspettassi voi. Dissemi
che ve lo iscrivessi, acciò che a bell'agio potessi assettarvi. Dissi
non ve lo iscriverrei, perchè ora non era tempo. Non l'ò poi rivisto.
Quelle vite mostravano meglio che altrove. Non so poi come s'andassi.
Usossi la possibile diligenzia.
Rileggete la mia lettera, e vedrete che io vi dissi che alla botte
del vecchio erono iscoppiato e' cerchi. E così l'avessi io venduto
tutto, che ne serbai tanto che io pensavo, e mi riusciva, averne per
insino a Pasqua e dipoi; ci avevo una bottina di stretto, che l'avevo
disegnato per la serva per insino a vebraio, e restavamene 12 barili.
Ma sorte volse, che iscoppiò l'utimo cerchio della botte, e la mattina
si trovò tutto in terra. Pensate se mi dolfe; chè era buono, e aronne
a ricomperare qualche poco, e del vecchio ho compero qualche fiasco, e
alcuna volta n'ò da Firenze.
Dispiacemi assai, vi stiate con tanto disagio e fastidio quanto mi
scrivete. Bisogna facciate come iscrivete che io faccia io: pigliarsi
queste faccende per piacere,[427] e non si straccare el manco sia
possibile, e isperare nel tempo che vola. E per tutto dove uomo si
truova, in questo mondo è iscontenti; e maximo nell'età nostra,[428]
che ogni cosa c'infastidisce. El tutto istà, ci riposiàno nella futura
vita.
Delle legne pel forno non ho ancora fatto tagliare, rispetto a questi
tenpi, che mai ci è fatto altro che piovere poi tanto tempo; e sonci
tante triste vie, che non si posson condure. Somi servita di quelle
crono intorno a' Casini, e della sanza che non ho seco poco obrigo, e
la quercie della strada, con qualche altre cose secche; tanto ci andiàn
vivendo comodamente. Non ho fatto bucati, nè atteso a inbiancare accia
come soglio. Se 'l tenpo istessi qualche dì, che si potessi, farei
tagliare come mi scrivete.
L'olio rinviliò lunedì passato soldi 20, come da Messere penso arete
inteso, chê a lui ne scrivo. Secondo che io intendo, oggi per la
acqua non s'è passata la Pesa; e penso non vi sia istato mercato.[429]
Bisognerebbe che voi dicessi, Com'è al tal pregio, datelo: perchè varia
per mercato assai, e passa 2 mercati prima se n'abbi la risposta.
Al fattoiano[430] ho detto quanto iscrivete; e quando el tenpo
servirà,[431] non mancherà di quello potrà: chè non è mai rimaso libero
di quella mano, e ispesso gli dà gran noia. Al Tozo parlai de' pali:
dissemi che fra un mese vedrebbe provedergli. La gora e' pescaiuoli
dal Mulino si fornì a' 21 del presente:[432] è poi venuto due piene:
diconmi à provato benissimo quello s'è fatto. Ma, secondo m'è detto,
quel mugnaio è tanto dappoco, che io dubito non vi mantenga quel luogo:
perchè ispesso bisogna rassettar la gora; e non fa nulla. Voi arete
inteso quanto sia parso a Bastiano da Enpoli da fare, circa al vivaio e
la fossa.
Circa al portarsi e' lavoratori meco, non me ne posso per insino a
ora dolere più che l'anno passato. E de' porci ànno conperati 3 per
uno: Piero à ispeso 31 lire, e' Casini 35; sono maggiori e da farsi
più grossi, a detto di questi contadini.[433] Le vostre inbasciate ho
tutte fatte loro, circa le fosse e l'altre cose m'avete iscritto: e
tutto mi dicon fare, e pare che loro desiderino partirsi vostro amico.
Delle ghiande ci è poche per tutto: e quella[434] dal Mal fastello, che
suole esser, quando n'è assai, coperta la terra, non ve n'ò mai viste
un centinaio; e così quella da' capperi. Vagliono un grosso lo staio, e
meglio. Io ho conperato un porcellino, che m'è costo lire 9 e soldi 12,
per amazarlo questo carnovale, chi ci sarà. Chè m'è tocco di molte mele
tanto cattive, che non sono da cavarne nulla; chè sono istate tanto
disutile e istrane, che non sono se non per dare a' porci; e penso che
le consumi, con parecchi istaia di ghiande che io ci avevo. E penso sia
la carne per insalar qui; e per in Firenze potrete provedere voi, se
costà sarà buono insalare.
E' tetti bisognava farli acconciare d'agosto. Poi che io ci sono,
fatta fu la vendemia, mai ci è fatto altro che piovere; e non s'è
ancora potuto fare s'acconcino, come el tenpo serve.[435] Gli usci
non ho fatto acconciare. Nel prencipio che io ci fu', non potetti
avere legnaiuolo; e poi m'è parso e' dì piccoli e male opere,[436]
chè bisognava condurci legnaiuolo da Castelfiorentini o da Firenze.
E bisognerebbe fare queste panche, uno uscio alla corte grande, tutte
queste finestre inpannate, e molte altre cose, volendoci abitare come
le persone:[437] e per sì piccola cosa[438] non m'è parso porti la
spesa condurci un maestro, in questi tempi istrani. Se saréno questa
istate sani, e si vegga poterci istare in pace, si potrà allora
condurci un buon maestro, e a tutto dare opera; e ora avere pazienzia,
come s'è fatto quest'altre volte.
Voi mi dite mandarmi iscritto di questi debitori, che dicono ànno
avere; che l'arò caro: però non vo' pagare, se voi non mi dite che
abbino avere. Quel di Vanozzo, intendo dice non esser pagato della vite
s'ebbe da lui; da Benedetto Canbi intendo avesti non so che trave che
non s'è pagata, adoperossi alla casina; Meo Giorli dice v'aiutò non
so che opere, che non fu pagato: pertanto arò caro rivediate tutto, se
potete; e quanto più presto, meglio, acciò possi ispedire tutte queste
faccende.
Sapete che quando ci venne cotesto medico, che voi eri qui, che io
vi dissi m'era parso uomo di buona qualità: e parmi esser certa che
avendo e' medici nel prencipio cavato sangue a Messere, gli arebbe
giovato assai, perchè l'orine sua erono rosse e torbide, e 'l viso
rosso assai, e massimo come mangiava. Maestro Marcantonio istette
sospeso e non volse. E' mia accidenti non accade vi dica, perchè gli
sapete a punto. El lattovaro m'à fatto pigliare maestro Giovanbatista,
si chiama mitridato istenperato nella malvagìa. Me l'ò trovato buono
el purgarmi:[439] benchè nel pigliare isciloppi e medicine, pareva
mi nocessi per allora; discostandomi poi dalle purgazione, ho visto
m'erono istate buone. El mitridato ho usato la vernata; la state no.
Quanto alla vostra de' 12, non accade dirvi altro, se non el grano
è cavato della buca iscema e istà bene: e l'ò tutto fatto vagliare,
e porre in camera della casina, dispersé el vecchio e nuovo. Se voi
volete si venda, avisate. Del vecchio s'arebbe 33 soldi, del nuovo
35. Del vecchio ve n'è qualche poco del bucato: parmi che el vagliarlo
gli abbi giovato; par meglio assai. Francesco Caradori non ho visto se
non una volta poi ci sono. La comessione de' pali detti al Tozo, come
mi dicesti; e promisse provedergli. E' vini bianchi si sono mutati
all'ordinario, e la vernaccia è quasi chiara: non mi pare molto buona
quest'anno; fu anno assai migliore. El greco credo sarà buono: non è
ancor chiaro.
Se Cavalcante[440] ci verrà, l'arò caro, per intendere di vostro
essere: benchè, per quanto a questa mi scrivete, resto coll'animo
posato, e di nuovo da Messere intendo esser seguitato el miglioramento;
tanto che io penso siate al tutto libero: e così piaccia a Dio. Vero è
che e' tenpi sono contrarii a riaersi, e maximo le persone di tenpo; e
come dite, penso vi paia fare adagio: che è ragionevole.[441]
Quando Messere vorrà dalle monache quello mi scrivete, farò quanto
bisognerà. Non posso pensare chi vi s'abbi inpedito che voi non abbiate
di questa faccenda fatto a vostro modo, s'era di tanto utile quanto voi
mi scrivete.
Ebbi la vostra de' 18 pel garzone andava a San Casciano; che mi fu di
piacere assai, per intendere el vostro miglioramento esser seguitato
tanto, che vi pare esser quasi ritornato nel vostro solito essere. Le
cose mi ricordate m'ingegnerò tutte exequire, quelle potrò. Ho dipoi
una altra vostra de' diciotto, che mostra partirsi Cavalcante a dì 19:
el che penso pel tenpo contrario non si partissi; perchè non intendo
sia arrivato.
El vivaio e la fossa non si sono cominciati, rispetto a' tenpi e
l'openione di Bastiano da Enpoli, come da Messere e da lui penso arete
inteso. A' lavoratori ho fatto tutte le 'nbasciate vostre, delle
fosse aperte, e delle ulive si rassettino e guardino gli ulivi; ma
ci è istato tanti tenpi molli e rovinosi, che non si sono per ancora
tocchi ulive nè guatati e' pedali per còrre o ricòrre. Oggi, che
siàno all'utimo del mese, ci è bellissimo tenpo, e trae buon vento:
se reggerà, si vedrà; ma non ci ò fede, chè siamo presso all'utimo
della luna.[442] Se la luna nuova tornassi con questo tenpo, mi parebbe
d'averci buona isperanza: e andando dicenbre e gennaio di buon tenpo,
si seminerebbe dimolte cose; e forse che e' pregi del grano e biade
non farebbono altro. Qui ho auto qualche chiesta del grano, e a questi
tenpi se ne sare' venduto qualche staio: el che non ho fatto, perchè
e Messere e Gregorio mi consigliorono si stessi qualche mercato a
vedere; e così s'è fatto. Arò caro intendere l'openione vostro[443]
el più presto sia possibile, perchè siàno presso a Pasqua, e apressasi
el tenpo da partirsi di qui. Delle fave s'è venduto e vendesi qualche
istaio; che cominciai a darle a soldi 22, e ora l'ò vendute 29, ma
poche staia.
Ser Antonio[444] vi bisogna avere per iscusato, perchè à una infermità
tanto crudele, che ne increscerebbe alle pietre; e ispesso si sente
gridare non altrimenti si facci una donna sopra parto; è iscuro e tanto
tribolato, che ispesso chiama la morte. Getta per quelle vie dell'orina
tanto sangue, che, secondo mi dice la sorella, va ispesso per insino al
saccone. Alcuna volta dice messa, e va per casa; non se gli vede febre.
Dice essersi fatto cercare,[445] e che gli è detto non pietra ma una
fistola in quelle parte; ed è possibile viva in questo martoro qualche
poco di tenpo. Idio gli dia pazienzia e forteza a soportare tanta
tribulazione nella quale e' mi pare sia.
Io non vo' dirvi per questa altro, chè ci ò iscritto su più giorni.
Rincrescemi pure questo tanto iscrivere, e a Messere, e la Simona,[446]
e opere, e grani;[447] tanto che le mia faccenduze mi vanno in
disordine, e me ne istracco troppo. Pertanto abbiatemi per iscusato, se
io non vi scrivo ispesso, come forse vorresti e io ancor vorrei: ma non
posso tanto. A voi mi raccomando. Cristo vi guardi. Addì 30 di novenbre
1542.
Isabella a Poppiano.
(Fuori) _Al magnifico Comessario di Castracaro_
_Luigi Guicciardini consorte onorando_
_in Castracaro._