I.

Metodo adoperato dall'Accusa.

Con maraviglia pari al dolore io vidi praticato dal Decreto della

Camera di Consiglio del 10 giugno 1850 un metodo apertamente nemico

agli acquisti della civiltà, agli insegnamenti della scienza, e ai

dettati di pubblicisti gravissimi. Mi confortarono a meglio sperare in

giudici più esperti, ed io sperai; ma il Decreto della Camera delle

Accuse del 7 gennaio 1851, per _ammenda_ ai falli commessi, aggiunse

dottrine ricavate dalle leggi imperiali, quando la tirannide, spenta la

libertà, sospettò dei cenni, convertì in delitto i sospiri, e, credendo

gittare eterne le fondamenta alla _mala signoria_, scavò la fossa

alla virtù latina, e apparecchiò la strada al trionfo dei Barbari. Il

Decreto cita autori del secolo di oro dei carnefici, che salutavano

la tortura regina delle prove; allega voti di tempi per ispietata ira

di parte maledetti nei quali (orribile a dirsi!) qui.... in Toscana

furono visti cannibali usciti dallo Inferno lacerare umane carni,

arrostirle, e divorarle!! Io per me ho fede che se i gentili Toscani

hanno letto cotesto Decreto, devono essere corsi sbigottiti al lunario,

per consultare se nel 1851 dalla nascita di Cristo noi fossimo, o in

quale altro secolo ci trovassimo stornati.

L'Atto di Accusa del 29 gennaio 1851 per _ammenda_ ha raccolto le

briciole cadute al Decreto del 7 gennaio, quando mi spartiva il

pane dell'amarezza, e me le ha riposte sopra la mensa. Insomma,

io vedo a prova, che questo solco quanto più si produce più si fa

dolente. E poichè le mie parole, trattandosi di causa propria, non si

concilierebbero autorità, e come dettate da passione, non da ragione,

andrebbero screditate, così a me giovi mettere il metodo tenuto in

cotesti documenti a confronto delle dottrine di tale uomo, che la

Europa stima, ed è rigido cultore del governo costituzionale stretto.

I Decreti e l'Atto di Accusa tessono una storia di fatti generali

(quanto veri essi sieno ed esatti, qui non importa discorrere),

e composta così la cornice v'incastrano dentro uomini diversi,

anzi contrarii, e perfino sconosciuti fra loro, e opere disparate,

independenti l'una dall'altra, e cospiranti a fini profondamente

disuguali. Poi scendono a fatti speciali, senza però abbandonare

i generali, imperciocchè i primi si dichiarino _più culminanti_,

lasciandone incerti da cui ti debba guardare, da cui no. Così la Difesa

procede incerta, non sapendo da quale parte pararsi; e mentre adopera

le sue forze in un punto, corre pericolo di trovarsi assalita al fianco

e alle spalle. Arti di duellista paiono coteste, non di giudice.

Apologia della vita politica di F.-D. Guerrazzi · 第 7 / 82 题