III. PANUCCIO DEL BAGNO.

I. È contento di servire madonna, 143

II. È contento di soffrire gravi pene per lei, 145

III. Si lagna d'aver perduto la gioia che prima aveva avuto,

amando madonna, 148

IV. Si lagna delle pene in cui si trova per servire madonna, 150

V. Ancora mostra il suo dolore per la crudeltá di lei, 152

VI. Si lamenta ancora di dover tanto soffrire per essere

servo d'Amore, 155

VII. Si lamenta delle prepotenze e ingiustizie che commetteva

in Pisa la parte che spadroneggiava al governo della cosa

pubblica, 158

VIII. Vorrebbe trovar rimedio contro le pene d'amore, ma non

sa come, 161

IX. Dice d'esser tutto preso dall'amore di lei e di non avere

altro pensiero, 164

X. Rintronico. Consiglia a soffrire le avversitá con

rassegnazione, sperando d'averne un giorno lenimento, 167

XI. Non potendo piú reggere alle amare pene che lo

affliggono, si risolve a parlarne, ma in forma coperta,

perché non lo intenda un tal Corso, 169

XII. Anche qui parla chiuso, per dare sfogo al dolore che lo

affanna, 171

XIII. L'anima viene pura dall'alto; ma si guasta poi e si

travia, come quella del poeta, che ha dato a madonna

l'impero del suo cuore, 173

XIV. Instabilitá della fortuna, 174

XV. Conforta un amico d'un grave dolore che lo affanna, 175

XVI. Dice ad un amico come giá da tre anni sia servo d'amore,

e gli domanda consiglio, ivi

XVII. Esorta altri a mostrare, ch'è tempo, il proprio valore,

per togliersi dal basso stato, ov'è caduto, 176

XVIII. Discopre le sue pene per essere in signoria d'amore, 177

XIX. Si lamenta di vedere abbandonata la giustizia e

trionfare la slealtá, 178

XX. Ogni sua volontá, ogni diletto è in piacere a lei, 179

XXI. Amore ha preso tutta la sua anima ed è porto d'ogni

sua virtú, ivi

XXII. Ha la graziosa immagine di madonna fissa sempre in

cuore, 180

Rimatori siculo-toscani del dugento. Serie prima - Pistoiesi-Lucchesi-Pisani · 第 259 / 272 题