_Canzoni._
I. Amore non è cagione di pene ma di gioia, p. 3
II. Nella donna, piú che la beltá, è da stimarsi la saggezza, 5
III. Fra i tormenti d'Amore si rallegra, pensando alla virtú
della sua donna, 7
_Sonetti._
I. A fra Guittone. Se possiamo spegnere gli stimoli della
generazione, non astenendoci dal bere e dal mangiare, 10
II. Al medesimo. Tornato di Francia, espone le sue miserie, 11
III. Al medesimo. Se Dio possa usare misericordia verso di
lui peccatore, ivi
IV. Al medesimo. Sul medesimo argomento, 12
V. A Bindo d'Alessio Donati. Rimprovera l'amico d'essersi
perduto in vizi carnali, 13
VI. A Dotto Reali. Come mai l'anima, che è formata da Dio,
possa essere sopraffatta da altre cure, 15
VII. Al medesimo. Si lamenta che gli sia stato risposto
oscuramente circa la questione esposta nel sonetto che
precede, ivi
VIII. A Monte d'Andrea. Eviti le pene d'amore, mutando luogo, 17
IX. Amore gli renda piú pietosa la sua donna, ivi