NOCCO DI CENNI DI FREDIANO

Furono in Pisa verso la fine del secolo XIII due notai che ebbero nome

Nocco, un «Noccus de Avane», anziano per il luglio e l'agosto del 1289

e un «Noccus de Ceuli», anch'egli anziano nello stesso anno per il

novembre e il decembre (_Chronica antiqua_ cit.). Ma se il rimatore

debba identificarsi con uno di questi due, è assai difficile

risolvere. Di lui non rimane se non una sola canzone, che è in

L. Fu assai malamente stampata dal VALERIANI, il quale ne comprese

assai poco lo schema metrico.

v. 21. Il VALERIANI stampa mutilo questo verso «vedrete in gio'

montarmi», non essendosi accorto che L aveva anche «e 'n frutto

bono».

v. 37: «ma Amor». L ha «m'amor».

v. 38: «for' voi». Intendi: Amore, pur volendo, vide che non

potea fare a me lo stesso (cioè: come ho detto sopra), senza di

voi.

v. 44: «ingannòme». L ha «ingegnome», mantenuto, senza ragione,

dal VALERIANI, il quale, per il senso, è poi costretto a

spiegarlo con «ingannommi».

v. 45: «saccio per vista». L ha «aggio»; ma il senso mi pare

richieda «saccio». Il VALERIANI stampa «provista» = «provvista»,

non avendo compreso il senso, assai facile del resto, di «per

vista», che vale «per averli veduti». Il senso è: So, per averli

veduti, che crescono molti alberi.

v. 50: «'n frutto». L ha «che 'n frutto», ma il «che» è di

troppo.

v. 73: «cavrete». Cosí in L: il VALERIANI stampa invece

«m'avrete». Il senso qui è chiaro: Ovvero mi caverete dalle mani

d'amore, nelle quali mi metteste, tornandomi nel mio primiero

stato.

Rimatori siculo-toscani del dugento. Serie prima - Pistoiesi-Lucchesi-Pisani · 第 227 / 272 题