Si lamenta della sua infelice vita e soprattutto di essere abbandonato
dalle persone piú care.
De la fera infertá e angosciosa
radicata in diverse e forte pene,
la qual dentro e dintorn' al meo cor sento,
cura tal voi' pigliar per dilettosa,
qual fa lo 'nfermo, quando 'l gran mal mene, 5
che si compiange del suo sentimento,
e par ch'alleggiamento
alcun li sia, ed eo simil voi' fare;
le doglie dimostrare,
ch'eo soffero con grande compagnia, 10
in compianto vorria,
sí che, per gran pietá, chi ha potenza
di darne guerigion, vegna in voglienza.
Savem de certo ched alcuna cosa
tanto gentil nostro Signor non fene 15
quanto l'omo, né sí siali piacimento,
che poi l'ee fatto, fuli sí amoroso,
che li dé libertá di male e bene,
operar, quanto vole a suo talento.
E sí nond'è contento. 20
Noi sottoposti ci convene stare,
veder, né operare
cosa potem che diletto ne sia,
né avem signoria
di parlar a nessun che conoscenza 25
aggia con noi, e ciò n'è gran doglienza.
Ed anco maggior doglia e piú gravosa
aggiam che non di sovra si contene.
Conforto aremmo a ciò trapassamento;
ma, sperando d'aver nova gioiosa, 30
la contrara di gioia adesso vene
tal ch'al cor par voglia dar lungiamento:
tant'ha confondimento,
che contenti seremmo al trapassare,
anzi che dimorare 35
in esta vita sí crudele e ria,
non fusse che tal via
saven' nostr'alme terrèn ch'a perdenza
girèno senz'aver giammai redenza.
Piú greve pena assai e dolorosa 40
haven', ciò sono este fere catene,
che altra, und'io fatt'aggia mostramento;
ch'ell'è tanto crudele e sí noiosa,
che, se consolazion nulla ci vene,
tosto da noi li fa far partimento, 45
e lo grande tormento,
ch'haven' tuttor, ci fa rinovellare,
la noi' multiplicare,
ch'al corpo darci nullo non poria,
e a l'alma bailia 50
ha tolto: ché del mal far penitenza
non pònno aver, ben c'è gran cordoglienza.
E siam sotto signoria sí spietosa,
che giá nulla pietá di lor non vene
for' con di gente d'altro intendimento: 55
s'alcun l'avesse in cor, mostrar non l'osa;
ma quell'è leal detto che mantene
suo dire e opra a nostro increscimento.
Molto piò spiacimento
aven che lingua non porea contare, 60
e vedenci fallare
parenti, amici e mettere 'n obría.
Est'è la malatia,
di che fatt'ho compianto: gran fallenza
fan quei che 'n ciò potrèno dar guirenza. 65
A Pisa, meo lamento,
nostri tormenti deggi divisare:
per volere acquistare
e mantenere onore e signoria
aven' tal cortesia. 70
Consiglio ben chi di servirla ha 'ntenza,
guardisi non cadere a tal perdenza.