PUCCIANDONE MARTELLI

I

Si lagna delle pene che gli dá Amore e chiede a madonna che si mova a

pietá del suo dolore.

Lo fermo intendimento, ched eo aggio,

porto 'nfra vene sí celatamente,

che quei che da me piú creder lo sente,

ne sa altrettanto quanto 'l piú selvaggio.

E regna in me sí vertudiosamente 5

Amore, che 'n tal loco, u' lo cor aggio,

mi fa stare, ché certo non saggio

sería, se stesse senza forza niente.

Tal è lo convenente.

O bona gente, per Dio non guardate 10

d'Amor, ché 'n veritate

pien è d'erro', che 'n gio' m'ha dato pene,

e di tale mi tene — innamorato,

che eo da lei son neente amato:

signor senza pietate, 15

che giá non è tra cui mi ten servente

e grave senza colpa penetente.

Tant'è savere in lei con grande onore,

e gran beltá ch'affina canoscenza,

ed umiltá ch'adorna la piagenza, 20

che non si cred'ella che per amore

ma' metta sua vertú a mia potenza,

a voler prender loco in tale core,

che non si vòle a compagna valore:

ha 'n tale core Amor sua convenenza. 25

Certo non ha valenza,

né gentilezza, come dicen manti,

che vòle usare avanti

ignoranza ch'entrare in cor gentile:

troppo tornerá a vile — ran carezza, 30

ed in bassanza la sua grande altezza.

Ben doveriano erranti

andar li boni, poi che 'n sconoscenza

tornano Amor, che fu lor mantenenza.

Però di questo tanto mi dispero, 35

ch'eo no so' bon per nessuna mainera,

e le mie pene nente m'alegera,

e fami stare in tal loco crudero

. . . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . . 40

. . . . . . . che sovente vi fèro,

com'a nemico m'è mostrata cèra:

ché, meglio che non era

in qua dirieto Amor gentile e puro,

per certo m'asicuro 45

ch'egli sería, se in madonna intrasse,

ed in gio' ritornasse — le gran pene

..... che lo meo cor sostene.

Ed eo altro non curo

se non di lei servir, ch'è luce e spera, 50

che 'n tutto de l'amor no mi dispera.

Entra in madonna, Amor, ch'è 'n gentil loco

e pártiti da volontá non fina,

di tutto bella troverai regina,

e sí n'afinerai com'oro al foco: 55

ché noi vedem che d'om' che s'ataupina,

giá no li piace solazzo né gioco,

e chiamasi contento d'uno poco:

tale natura ha volontá meschina,

e sí ti parrá fina. 60

Amore, se risurgi la mia mente,

cosí forte seguente

ti parraggio, che farai acordanza

con lei di darmi amanza. — D'ella faccio

non folle pensare a star selvaggio, 65

di lei nascosamente,

che mi diven com'omo che camina,

che cela l'ora a tal che seco mina.

Tal non credea che fosse convenenza

che in voi m'intendesse sí corale 70

e ben savesse come Amor m'assale:

giá non sa bene di me riprendenza,

ch'eo non sono innamorato tale,

ch'eo da voi mai faccia partenza.

Mercé, madonna, aggiate provedenza 75

d'alleggiar lo meo gravoso male,

da che poco mi vale

lo pur tanto chiamare voi merzede.

S'eo fosse om' senza fede

dovreste aver mercede — ..... 80

alquanto de lo molto meo tormento.

Ben aggio speramento — non fi' grave,

ché lo meo cor crede

fará acordanza Amor fina 'guale

d'intrare in vostro core naturale. 85

Rimatori siculo-toscani del dugento. Serie prima - Pistoiesi-Lucchesi-Pisani · 第 177 / 272 题