I, 3-4. «L'un ferro lima l'altro, perché l'uno dei due è piú
forte, perché cosí proviene dalla miniera o per la tempera
ricevuta? Oppure l'uno dei due si lascia limare a causa della
sua maggiore dolcezza?».
I, 5. Il soggetto è il «ferro».
I, 9. «Aspetto la soluzione e confido di ottenerla».
I, 14. Per riaffermar che gli alchimisti e coloro che mutano ad
ogni parola il loro discorso sono stolti, conchiude: «la
farfalla trae al lume stoltamente (non per senno)».
II, 1. «Che» = di cui.
II, 3-8. «L'un ferro vince l'altro per forza dell'acciaio, che è
come il fiore del ferro, il quale vien fuori per opera del
fuoco, quando il ferro è divenuto bianco da nero che era, e
l'acciaio si mette dalla parte del taglio e sulla punta, e il
ferro acquista piú forza nel suo stato primiero, sí che altro
ferro non porta via nulla da lui».
II, 9-11. Rispondono alla «natural rasion» del v. 11 del s. 1
del Gonnella.
II, 12-4. Rispondono al «senno» del v. 11 del son. 1 del
Gonnella: Bonagiunta non è stato lieto del complimento, che il
Gonnella gli aveva rivolto.
III, 2-4. «Il ferro si corrode per mezzo del ferro, perché la
sua virtú, per artifizio, si muta in maggior durezza di quel che
era».
III, 14. «per allumar» = quando si accende il lume.
IV, 1. «Pensavo che tu non facessi l'indovino».
IV, 8. «che per lui si diprima» = decisiva.
IV, 14. «Asinello di monte (animale allo stato di natura) supera
cavallo di stalla (animale, su cui ha agito l'arte)». Parrebbe
un proverbio.
V, 4 «vuole avanzare la natura e invece è a grande distanza da
lei».
V, 12-4. «Ma se vera arte non si apprende, credo che si pecchi
anche in senso contrario, ugualmente (cfr. i vv. 13-4 del son.
IV): perché gli alberi da frutto vengono dalla propagazione
artificiale».