_a_) Vaticano 4823. Per quanto ci riguarda, non è che tarda copia
(sec. XVI) del Vat. 3793[25]. Contiene: di Bonagiunta c. IV (129v), V
(129r), VI (128r), VIII (127v), IX (284r), X (124v); disc. I (125v),
II (126v); son. I (401r), XI (342r), XII (342r) XIII, 2 (400v), XIV, 2
(401r) — di Fredi c. I (106v) — di Dotto Reali son. I (6r)[26].
_b_) Chigiano L. IV, 131: di vario tempo e di varie mani[27]. La
maggior parte dei componimenti che contiene deriva dal Pal. 418[28].
Tali sono: di Bonagiunta c. IV (p. 85), V (p. 120), VI (p. 90), IX (p.
102); disc. I (p. 115); ball. I (p. 81), III (p. 15), IV (p. 35). I
due son. I (p. 839) e IV (p. 849)[29] invece si trovano in quella
sezione, sulla cui provenienza si discute[30]. Essi certo non derivano
dalla raccolta di rime antiche pubblicate dal Corbinelli in fine de
«La bella mano»; la collazione da me istituita permette di affermare
la strettissima relazione di questo testo con quello del
Mediceo-Laurenziano pl. XC inf. 37[31]. Sí che l'ignoranza di questo
cd. nessun danno produsse alla primitiva costituzione della lezione
dei due sonetti.