Sulla questione: Se l'anima viene compíta da Dio, com'è che può
fallire?
A piò voler mostrar che porti vero
non magistero — di ciò sta nascoso,
e di ciò spesso me medesmo chero
e sí mi fero — ch'eo vivo doglioso.
Qual per natura pò sentire intero
ciò ch'è mistero, — di che non dire oso?
Per me comune piò che 'l lume cero
non mi dispero — e faccio risposo.
A intelletto volontá pertene,
perché convene — che l'alm'aggia vita
e sia finita, — ben discenda pura.
Ché suo vazel tal natura — mantene,
qual li adivene — da quella ch'è unita,
ancor ch'aita — sia d'altra fattura.