IX

Senza sapere, i signori possono perdere la signoria.

Saver, che sente un piciolo fantino,

esser devria in signor, che son seguiti;

schifa lo loco, ov'ello sta al dichino,

e teme i colpi, i quagli ha giá sentiti.

Chi sí non fa, pò perder so dimíno

e li seguaci trovasi periti;

però muti voler chi no l'ha fino

e guardi a' tempi, che li son transíti.

Ca pentimento non distorna il fatto;

megli' è volontá stringer che languire:

chi contra face a ciò ch'eo dico, sente.

Lo saggio aprende pur senno dal matto;

om, c'ha piú possa, piú dé' ubidire:

catel battuto fa leon temente.

X

Ella ha in sè ogni cosa piacente, ogni valore, ogni conoscenza.

Vostra piacenza — tien piú di piacere

d'altra piacente; però mi piacete.

E la valenza — avete in piú valere

d'altro valor; però tanto valete.

Se caunoscenza — avete in caunoscére,

che caunoscenti cose cognoscete,

non è parenza — ch'al vostro parere

s'aparegiasse; sí gaia parete.

Altèra sovra l'altre inalturate,

lo meo volere vòl ciò che volete;

cosí vostra volenza a sé mi trai.

Chera sovra l'altre rischiarate,

d'uno sprendore sprendente isprendete,

che piú risprende che del sol li rai.

Rimatori siculo-toscani del dugento. Serie prima - Pistoiesi-Lucchesi-Pisani · 第 84 / 272 题