II

L'uomo deve resistere fortemente ai colpi di fortuna.

Dev'omo a la fortuna con coragio

istar piú forte quando incontra gli ène,

e quanto piú gli cresce e fa damagio,

alora piú conforta la sua ispene.

E questo agio veduto per usagio:

che 'l bene e 'l male l'uno e l'altro avene;

per me lo dico, che provato l'agio:

chiunqua sé sconforta, no fa bene.

Ben ce dovemo de lo mal dolire,

tempo aspetare e prendere conforto,

sí che lo male no tanto rincresca.

Eo, disiando, pensaimi morire:

ventura m'ha condutto a sí bon porto,

che tute le mie pene in gioi' rifresca.

Rimatori siculo-toscani del dugento. Serie prima - Pistoiesi-Lucchesi-Pisani · 第 78 / 272 题