IV

L'innamorata arde d'amore e prega l'amante, se ha intenzione di

continuare nella sua fierezza, di volerla piuttosto uccidere.

Tal è la fiamma e 'l foco

lá 'nd'eo incendo e coco, — o dolze meo sire,

che ismarrire — mi fate lo core e la mente.

Ismarrire mi fate la mente e lo core,

sí che tutta per voi mi distruggo e disfaccio, 5

cosí come si sface la rosa e lo fiore

quando la sovragiunge fredura né ghiaccio.

Cosí son presa al laccio

per la stranianza nostra imprumera,

come la fèra — amorosa di tutta la gente. 10

Tant'è 'l foco e la fiamma, che 'l meo core abonda,

che non credo che mai si potesse astutare;

e non è nullo membro, che no mi si confonda,

e non vegio per arte ove possa campare,

com' quel che cade al mare, 15

che non ha sostegno né ritenenza

per la 'ncrescenza — de l'onda, che vede frangente.

Se mi sète si fèro com' parete in vista

e noioso secondo la ria dimostranza,

ancidetimi adesso ch'eo vivo più trista 20

che quand'eo fosse morta; tant'ho grande dottanza!

Se la bona speranza,

ch'eo agio di voi mi rinfrangesse,

s'eo m'ancidesse, — serestene poi penetente.

Io non v'oso guardare né 'n viso né 'n ciera 25

né mostrarvi sembianti, come fare solía,

ché mi faite una vista mortale e crudera,

com'eo fosse di voi nemica giudía.

Ed esser non dovria

perch'io ci colpasse; ché la casione 30

de l'ofensione — non fue che montasse niente.

V

Calda e viva esaltazione dell'onore.

Fermamente intenza

. . . . . . . . . [-enza]

. . . . . . . . .[-enza]

. . . . . . . . .[-era]

. . . . . . . . . . . . . 5

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . . 10

E tutto quanto 'l bene,

per lei si mantiene:

se non donasse pene,

ben fôra gioia intera.

. . . . . . . . . . . . . 15

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . . 20

. . . non si trova

se non vera prova.

Diversamente giova

in ciascuna manera.

O signori onorati, 25

poderosi e caunoscenti,

non siate adirati

ad esempro di serpenti:

quanto son piú incantati,

allora stan piú proventi 30

a la lor natura.

Con buona ventura

per la vostr'altura

risprende la rivera.

Cosí come nel mondo 35

non ha corpo senza core;

e come non ha fondo

a contar la gioi' d'amore,

cosí nessuno pondo

par né simil è d'aunore 40

a ben conquistare

e perseverare.

Donque chi comprare

la vòl, conven che pèra.

Ché no si pote avere 45

per aver né per tesauro,

senza bono volere,

chi mettesse tutto l'auro.

Chi ben vuole piacere

serva e no aspetti ristauro 50

se non da l'onore,

per lo cui amore

fatt'è servidore

di ciascun che lo 'mpera.

E l'onor li daráe 55

sí compiuto guiderdone,

che si ricorderáe

quando fie di lui menzione,

quelli che piú nd' aráe

piú fie ricco per rasione 60

di quella riccheza,

onde nasce grandeza

e tal gentileza

ch'è diritta e vera.

Rimatori siculo-toscani del dugento. Serie prima - Pistoiesi-Lucchesi-Pisani · 第 75 / 272 题