_con prefazione e nota di G. CARDUCCI_
MILANO
FRATELLI TREVES, EDITORI
Settimo migliaio.
_Proprietà letteraria._
_Riservati tutti i diritti._
Si riterrà contraffatto qualunque esemplare di
quest'opera, dal 7.º migliaio in su, che non porti
il timbro a secco della Società Italiana degli Autori.
Tip. Treves — 1915.
_Signorina_,
_Nel mio codice poetico c'è questo articolo: — Ai preti e alle donne è
vietato far versi. — Per i preti no, ma per Lei l'ho abrogato._
_La sua poesia, Signorina, è ciò che è (io non prendo dai critici la
pretesa di imporre gli argomenti e il modo di trattarli), ma poesia
è; quale dee quasi fatalmente prorompere da un temperamento di femmina
lirico (caso rarissimo). E per la immediatezza della rappresentazione e
per la verginità dell'espressione mi piace molto. Ciò che nel mestiere
del verseggiare italiano dicesi con neologismo pedantesco _la forma_ —
un che di postumo al concetto, per lo più, un che di appiccicato, tra
la posa e la smorfia, — a Lei manca. A Lei, la fisonomia dell'immagine,
la tempera del colorito, la qualità della frase e l'andamento del verso
vengono e spirano col movimento del fantasma e della passione che Le
dan la poesia. Tutto ciò è sempre bene? Io so e Le dico che molte volte
mi rapisce._
_E Le bacio la mano._
Bologna, 19 febbraio 1890.