Villa Maria. — Bucinigo. — Pomerio. — Villalbese. — Parravicino.
— Ville Parravicini, Belgiojoso e Gariboldi. — La torre
pendente. — Casiglio. — Carcano. — Battaglia contro il
Barbarossa. — Orsenigo. — Il Carudo. — Le Lische Amare. —
Alserio. — Castellazzo. — La Ca’ de’ ladri. — La Retusa. —
Tassera. — La villa Adelaide.
Da Erba, salendo la via che corre sotto l’antico castello, ora villa
Valaperta, e volgendo a manca, dietro la villa Conti è la strada che va
a Parravicino e subito s’incontra la villa Maria, della contessa Maria
Lurani.
Solo prima dirò una parola di Bucinigo e Pomerio, che si comprendono
nel Pian d’Erba; perocchè dopo segua Villalbese, celebre per ottime
castagne e per freschissimi crotti, a cui gli amatori del buon
vino corrono ad ogni lieta occasione, ma che entra in una diversa
circoscrizione da quella del Pian d’Erba; onde avanti di esso mi
convenga arrestarmi, perchè, tratto dalle bellezze dei luoghi,
facilmente sarei fuorviato dal mio cómpito e arriverei presto per
quella via a Como.
Bucinigo, terricciuola resa vivace da filande e incannatoî, ha più
d’una villa, e fra queste quella de’ signori Vidiserti, che giovami
specialmente ricordare perchè famosa per la sua patriarcale ospitalità,
ivi i moltissimi amici rinvenendo sempre la più graziosa accoglienza.
A noi poco importa di discettare sulla pretesa di coloro che il
nome al paese sia stato lasciato da un _buco iniquo_, che dicono
esistere tuttavia in un giardino, e così appellato perchè nei tempi
delle prepotenze feudali ivi si desse martirio agli infelici che non
entravan nel genio de’ padroni; o sulla contraria opinione di chi
invece dalla terminazione presume aver il nome radice celtica: lasciamo
ai dotti il trarsi d’impaccio. La torre, di cui son superstiti pochi
ruderi, rammenta le lotte fra loro sostenute dalle famiglie Sacco e
Parravicino.
A Pomerio, vicinissimo, veggonsi avanzi di fortificazioni, che dovevano
esservi necessariamente per rispondere al nome di _post murum_, il
quale d’altronde era nella terminologia militare d’allora.
A Parravicino, vediamo seguitarsi tre o quattro ville graziose dei
Parravicini, dei Belgiojoso e dei Gariboldi.
Nel giardino de’ Belgiojoso vedesi una torre pendente, come il
campanile di Pisa e la Carisenda di Bologna, ricordata da Dante nel
canto XXXI dell’_Inferno_.
Segna essa la dimora de’ Parravicini, che, sbandeggiati dai Rusconi di
Como, qui venuti, diedero origine al villaggio.
Di Casiglio non vale far cenno, che per dire essere nella sua chiesa il
sepolcro di Beltramino Parravicino, il qual fu vescovo di Como e poi di
Bologna.
Fuor della strada, è Carcano, che fu già castello forte e sostenne più
assedî, e diè origine alla patrizia famiglia de’ Carcano. In queste
campagne fra Carcano, Orsenigo e Tassera, nel nove agosto 1160 fu
combattuta una fiera battaglia fra gli aderenti di Federico Barbarossa
e quelli de’ Milanesi, e che altri chiamano di Tassera, altri di
Carcano, altri di Orsenigo; ma non importa il nome, mentre giovi invece
conoscere come ne fosse felicissimo risultamento la sconfitta del
Barbarossa e il pieno trionfo de’ Milanesi, determinato dall’improvviso
intervento di quei di Orsenigo ed Erba, ai quali fu in guiderdone
concesso di poi il diritto di cittadinanza. In mezzo a questi campi,
l’arcivescovo Uberto da Pirovano, cantato aveva allora sul carroccio
milanese la messa e tenuta una sacra arringa a’ soldati onde eccitarli
alla pugna contro l’invasore straniero. Nel primo scontro, che fu
terribile, quel sacro carro caduto nelle mani nemiche, veniva distrutto
nel luogo detto il Carudo; ma poi, per l’insperato soccorso, ristorate
d’un tratto le sorti della battaglia, i Milanesi s’erano presa la
rivincita gloriosa.
L’oste nemica si era spinta fino al lago d’Alserio, breve bacino di
un miglio e un quarto di lunghezza e di mezzo di larghezza, sulla
cui sponda è Alserio piccol paese che gli dà il nome. Era nel pantano
delle Lische Amare che vuolsi s’impigliasse il corsiero del Barbarossa,
onde il tempo perduto a districarsene gli avesse a riuscire fatale.
— Castellazzo, paesello, su d’una facile eminenza, fu così detto
da un forte che i Milanesi vi costrussero nel luglio del 1162 per
contrapporre a quello di Carcano, ove si erano rifugiati, pronti a
rinnovare le offese, i fautori dell’Enobarbo.
Al piede di questa bella eminenza evvi un casale ed un’osteria, detta
la _Ca’ de’ ladri_: è facile indovinare come la brutta denominazione le
venisse dall’essere il luogo isolato e proprio, massime in addietro, a
ricoverarvi siffatta genìa.
Tutti questi paesi or sono animati da ville ed opificî, e nella parte
più elevata di questo punto, vicino al lago, evvi la _Retusa_, fonte
limpida, salubre e perenne, usufruttata a muovere macine, e ad animare
stabilimenti di serica industria.
Affrettiamoci invece a visitare la villa Adelaide, che sorge a Tassera
e presso alla riva del lago d’Alserio.
Dapprima l’ebbe la famiglia Imbonati, della quale fu ultimo rampollo
quel marchese Carlo, alla cui memoria consacrò Manzoni splendidissimi
versi sciolti, che ora ha il torto di respingere dalle edizioni fatte
sotto gli auspicî suoi; poi l’ereditò il barone Patroni, che, fattala
dall’architetto Clerichetti di Milano ultimare, riducendola a stile
nordico, forse scozzese, diventò fra le più splendide che si conoscano
anche per ricchezza degli interni adornamenti. I giardini sono
egregiamente ordinati; getti d’acque perenni la ravvivano, comunque
non sia tutto ciò giunto, per sentimento degli schifiltosi, a togliere
quell’aria poco allegra che quel seno del lago vi dà. Morto il Patroni
e legata ai Calvi la villa, questi la tennero per poco, vendendola a
un commerciante genovese che volle lucrare togliendovi molti alberi; ma
essa fortunatamente, fin allora chiamata Patroni, dal suo più generoso
proprietario, venne di recente alle mani del cav. Domenico Basevi,
che, profondendovi egregie somme, non solo la restituì al primitivo
splendore, ma ne lo aumentò d’assai.
Figuri quindi il lettore se non avessi allora ragione di dedicarle una
speciale escursione.
Oggi essa ha nuovo battesimo, e dal nome della sposa dell’attuale
proprietario, si intitola _Villa Adelaide_.